Bolivia, Jeanine Áñez si proclama presidente del Paese

Bolivia, Jeanine Áñez si autoproclama presidente del Paese

Sostiene la Bibbia in mano, la porta in alto mentre entra nel Palazzo Presidenziale.  Dietro di lei, una lunga fila di persone la segue. «Viva la nostra presidente», gridano in massa. Jeanine Áñez è la sedicesima presidente della Bolivia, seconda vice presidente del Senato. Anche se Yáñez diventa capo di Stato senza aver raggiunto la maggioranza in Parlamento.

Avvocato,  ex direttrice e conduttrice televisiva. Dal 2010 Áñez è senatrice, prima per il partito del Plan Progreso para Bolivia Convergencia Nacional (PPBCN), poi integrante di Unidad Demócrat. La sua nomina arriva dopo le dimissioni dell’ex presidente Evo Morales e del vicepresidente Alvaro Garcia. Entrambi avevano lasciato il loro incarico insieme al Ministro della Salute e all’ex presidente del Congresso Gabriela Montaño.

In Bolivia, domina caos e disordine. Se da un lato i sostenitori di Morales appiccano incendi nella capitale e distruggono edifici per sostenere l’ex presidente, dall’altro la le Forze Armate del Paese intervengono con l’esercito. 

 «Assumo immediatamente la presidenza dello Stato prevista dall’ordine costituzionale e mi impegno ad adottare tutte le misure necessarie per pacificare il Paese», ha detto la senatrice dell’opposizione, due giorni dopo che il presidente dimissionario Evo Morales ha lasciato l’incarico dopo più di 13 anni al potere. Adesso Jeanine Áñez vuole ottenere un nuovo voto presidenziale.

Intanto l’ex presidente Morales è arrivato in Messico dopo che il capo di Stato Andrés Manuel López Obrador ha offerto l’asilo politico per «ragioni umanitarie». Non appena toccato il suolo messicano, Morales ha denunciato l’atteggiamento dell’opposizione e dei militari. E ancora, nomina il golpe. «Questo è il golpe più subdolo e fatale della storia», ha segnalato Morales. «Una senatrice della destra golpista presidente del Senato e poi presidente ad interim della Bolivia senza quorum legislativo circondata da un gruppo di Forze Armate e Polizia che reprimono il popolo».

 

 

Virginia Nesi

LAUREATA IN COMUNICAZIONE A FIRENZE E CON UN MASTER IN GIORNALISMO DELL'UNIVERSITÁ SAN PABLO DI MADRID. HA IMPARATO NELLA REDAZIONE DI EL MUNDO, QUOTIDIANO CON IL QUALE CONTINUA A COLLABORARE. APPASSIONATA DI POLITICA ESTERA E SOCIETÁ, HA VINTO IL PREMIO "WALTER TOBAGI 40 ANNI DOPO"

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