Nolo, l’economia civile per affrontare il cambiamento

All’angolo tra via Crespi e via Termopili un bar storico da settant’anni alza la saracinesca tutte le mattine e, dall’altra parte della strada, camerieri in livrea servono ai tavoli di un ristorante. Pochi passi più in là qualcuno aspetta davanti all’entrata di un minimarket bengalese e a venti metri un gruppetto di studenti siede nel dehors di un’hamburgeria gourmet. Il mantra della “diversità come valore”, figlio legittimo di un ventennio di globalizzazione, viene spesso tirato in causa nei contesti più vari, avvolto non di rado da una certa aura di retorica. Ma a Nolo la diversità, intesa soprattutto come eterogeneità da salvaguardare, è il vertice di una scala valoriale che discende da un solido ordinamento non scritto. Vecchio e nuovo si scontrano e si completano.

IL QUARTIERE CHE CAMBIA

Quella porzione di Milano compresa tra Piazzale Loreto, Stazione Centrale e Casoretto, storicamente nota alle cronache cittadine per il degrado e la scarsa sicurezza, da anni fa parlar di sé e del percorso di rigenerazione che la riguarda. Una riqualificazione che parte da lontano e soprattutto dal basso.

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Nolo si trova all’interno del Municipio 2

Alloggi di piccole dimensioni, tipici delle case di ringhiera, hanno attirato nel tempo un gran numero di famiglie monocomponenti, che oggi sono circa il 65% delle 27mila residenti a Nolo: il nuovo abitante tipo è un “giovane italiano, in età lavorativa, single e laureato”. L’identikit è fornito dal report “Nolo- il quartiere che cambia” stilato dal Politecnico di Milano nel 2021, che racconta però come i nuovi trends si affianchino a una solida realtà preesistente. Sui 45mila totali, il 34% sono residenti stranieri – contro il 20% che si registra nel Comune di Milano – perlopiù aggregati in famiglie numerose.

Con la crisi del 2008 la popolazione della zona comincia a superare i tassi di crescita media della città. Il progressivo spostamento di giovani “creativi” nell’ultimo decennio ha trasformato il quartiere in un’area particolarmente attrattiva per gli investitori. Urbanistica e design, al servizio delle esigenze del territorio, hanno trovato nel rapporto diretto con gli abitanti il nocciolo duro di ogni nuova progettazione.

Nolo ha assunto a poco a poco i tratti di un organismo indipendente dal resto della città, in cui “abitare la prossimità” – come si dice in linguaggio urbanistico – è una filosofia condivisa che l’emergenza pandemica ha definitivamente consolidato. In questo scenario si è fatta strada l’idea di un sistema di welfare alternativo, partecipativo e orizzontale, che coinvolgesse cittadini e operatori economici del territorio.

MERITS, L’ALLEANZA PER NOLO

«È sotto gli occhi di tutti che l’attuale sistema economico si sia evoluto in una direzione di forte polarizzazione della ricchezza e di aspettative di sicurezza economica e sociale non rispettate. È dall’osservazione di questo disagio e dalla necessità di dar vita a un modello dal basso che abbiamo concepito l’iniziativa Alleanza per Nolo». Roberto Sanlorenzo, 52 anni, è amministratore delegato e fondatore di Merits, impresa sociale nata nel 2017 come startup e oggi società certificata B-Corp. Un team che si affida a una dozzina di persone e a un capitale sociale di €41.500.

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Merits a Nolo

L’utile netto del 2020 (ultimo bilancio redatto), di poco inferiore a €22mila, proviene dal lavoro come società di consulenza. Tramite bando, Merits si occupa di disegnare, sviluppare e rendicontare progetti per conto di terzi, generalmente pubbliche amministrazioni. «Tutti gli introiti generati in questo modo vengono interamente reinvestiti in progetti dal basso, come Alleanza per Nolo, che guidiamo in prima persona».
Merits è ancora una startup quando nell’estate del 2020 vince il bando Blockchain for social goods indetto dalla Commissione Europea, nell’ambito dell’iniziativa Next Generation Internet. È quello lo slancio che convince Roberto Sanlorenzo e soci a intraprendere un progetto pilota nel quartiere del Municipio 2. Un percorso di sei mesi che la pandemia ha permesso di avviare soltanto nel febbraio 2021.

L’economia locale può essere un sistema che mobilita risorse in modo efficiente anche basandosi su criteri di collaborazione, reciprocità e bene comune: è questa scommessa, che si rifà ai principi dell’economia civile, a ispirare il progetto. Alleanza per Nolo lavora con 12 associazioni e 22 operatori economici del territorio e si pone l’obiettivo di coinvolgere quanti più cittadini possibile. Parola chiave è bottom up – dal basso verso l’alto – perché è dagli abitanti, che per primi vivono il quartiere e le sue evoluzioni, che si deve innescare un circolo virtuoso per l’economia locale.

«Il cittadino dona denaro all’associazione che opera nel territorio e riceve in cambio dei Merits – token digitali – che utilizza come buoni-sconto presso commercianti e attività di servizi presenti sul territorio». A coprire l’emissione dei Merits sono proprio gli operatori economici che aderiscono all’iniziativa. In questo modo il lavoro delle no-profit presenti nel quartiere è, nei fatti, sostenuto da soggetti economici che, partecipando alla rete creata da Merits, allargano il loro bacino di clienti.

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Pagamento tramite un buono-sconto Merits

«Dal tentato sgombero del Leoncavallo a fine anni ’80, ai tempi in cui via Padova era la via nera di Milano», Sanlorenzo ha vissuto per buona parte della sua vita in questo quartiere e gli abitanti storici li conosce uno a uno. Ma per costruire una rete che coinvolgesse anche la consistente fetta di popolazione sbarcata a Nolo negli ultimi anni, essenziale è stata la collaborazione con l’Off Campus di Polimi. Polo di ricerca applicata, da settembre 2020 situato nel Mercato Comunale di Viale Monza, che sotto la guida del Professor Davide Fassi impiega competenze di studenti, dottorandi e docenti per sviluppare progettualità in linea con le esigenze del territorio.

CRESCERE, NON A OGNI COSTO

Nolo è quel che si dice un “quartiere a 15 minuti”, per utilizzare l’espressione coniata dall’urbanista colombiano Carlos Moreno: il cittadino è in grado di raggiungere con brevi spostamenti tutto ciò che gli serve per assolvere ai suoi bisogni primari. «Ma questo non significa che gli abitanti circoscrivono la loro vita entro quel raggio d’azione», precisa il Professor Fassi. «Milano si evolve e cresce in continuazione e l’interdipendenza con il resto della città è essenziale. Porsi in una posizione di resistenza al cambiamento sarebbe inutile e sbagliato. È necessario però salvaguardare una realtà locale che esiste concretamente».

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La sede di Off Campus. al Mercato Comunale di Viale Monza. Al centro il Professor Davide Fassi

Ma la strada appare non priva di ostacoli.
Gli accessibili costi abitativi, che negli anni hanno reso Nolo il quartiere con la più alta densità di popolazione in città, sono soltanto un ricordo. Secondo le stime del Politecnico già nel 2020 i prezzi medi degli affitti hanno eguagliato il livello del Comune di Milano. Se nel 2015 affittare un immobile a Nolo richiedeva una spesa mensile inferiore ai 13 euro per mq, appena cinque anni più tardi il prezzo è salito sopra i 20 euro. L’imponente operazione di marketing territoriale di questi anni ha sollevato lo spettro di una nuova gentrificazione, sulla scia di quanto accaduto nel limitrofo quartiere di Isola. «Il rischio di esclusione delle classi sociali più deboli purtroppo è reale», ammette Fassi. E mentre il valore delle abitazioni cresce trainato dalla riqualificazione del quartiere, «il fatto che qui il mercato immobiliare sia quasi esclusivamente nelle mani di privati, senza una politica di affitti calmierati e una governance comune, rende complesso arginare il fenomeno».

In questo senso, il prossimo futuro porta con sé nuovi rischi di destabilizzazione. Nel 2023 inizieranno i lavori nell’ambito del mega progetto di riqualificazione urbana previsto per i Giochi invernali del 2026. Così l’intera zona di Piazzale Loreto si prepara a cambiar volto per far spazio alla grande “agorà verde”, futuro anello di congiunzione di via Padova con Corso Buenos Aires. E con la torcia olimpica che da Pechino si avvicina al capoluogo lombardo, per Nolo si pone l’ardua sfida di tener viva la fiammella di una grande comunità, in cui si respira un’aria da paese e le luci dei grattacieli restano ancora sullo sfondo.

Nicola Bracci

Sono nato 24 anni fa a Pesaro e lì ho trascorso la mia adolescenza tra compagni di liceo e allenamenti di nuoto. A 19 anni mi sono trasferito a Milano e tre anni più tardi mi sono laureato all'Università Statale. Nei mesi di settembre e ottobre 2021 ho lavorato come stagista nella redazione di Mattino5. Al momento sono giornalista praticante e scrivo per MasterX.

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