Che sia vintage o retrò: tutti pazzi per i pezzi del passato

Fa parte della crescita di ognuno, maschio o femmina che sia: arriva un bel giorno in cui si comincia di default a rubare i vestiti a mamma e papà o, nei casi più estremi di eclettismo, anche a nonno e nonna.

Così rovistando alla ricerca di pezzi di storia dimenticati, magari sulle note di qualche album anni ’70 per entrare meglio nella parte, si saltella per riuscire a chiudere i sempre troppo rigidi Levi’s 501.
A incrementare questa passione per il mondo di 30, 40 o 50 anni fa però sono stati creati anche tanti film o serie studiati nel dettaglio, tra i più recenti Ratched o il freschissimo prodotto Netflix La Regina degli Scacchi, che danno l’accesso a usi e costumi di mondi a noi tanto distanti che ci fanno credere di essere nati nell’epoca sbagliata.

Ma perché?

Ratched, serie televisiva statunitense distribuita il 18 settembre 2020 su Netflix

Il gioco della moda e la moda dei giochi

Per quanto riguarda la moda si sa che, come la storia, è un continuo ripetersi. Fino a un certo momento i grandi designer hanno guardato al futuro, basta ricordare le donne androgine di Giorgio Armani negli scatti di Peter Lindbergh o gli uomini vestiti da donne e le donne da uomini sulle passerelle di Jean Paul Gaultier. Adesso invece, accanto a chi continua comunque a sperimentare, tornano pantaloni a vita alta, gonne a ruota e foulard usati come accessori per capelli, predominanti nelle ultime collezioni di Christian Dior.

Campagna fotografica Dior
Dior ha rilanciato i foulard nelle stagioni 2020 e 2021

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Non sono esenti dal fascino di altri tempi neanche gli abiti da sposa che sempre più si avvicinano alla scintillante eleganza degli Anni Ruggenti mentre Miu Miu ha deciso di chiudere il 2020 con una capsule di eccellenza e a edizione limitata: Upcycled. La collezione è composta da 80 look ognuno dei quali comprende stili dagli anni ’30 agli ’80.

Un capo della capsule Upcycled di Miu Miu

I capi, provenienti da negozi e mercatini vintage di tutto il mondo, sono stati restaurati e modificati, rigorosamente a mano, secondo lo stile Miu Miu.

E poi ci sono quei capi simbolo come l’impermeabile, meglio se Burberry, che è a tutti gli effetti un evergreen sexy e misterioso. Reso iconico dalle grandi star di Hollywood come Ingrid Bergman e Audrey Hepburn, l’impermeabile è stato indossato però anche da uomini come Humphrey Bogart in Casablanca o Peter Sellers ne Il Ritorno della Pantera Rosa.

Ma non si tratta solo di abbigliamento, grazie al cinema tanti oggetti sono tornati in voga come le scacchiere, nate intorno al VI sec d.C . Con The Queen’s Gambit (titolo originario de La Regina degli Scacchi), serie tratta dall’omonimo romanzo del 1983 di Walter Trevis, la vendita delle scacchiere è cresciuta del 215%, mentre le vendite di libri sul gioco degli scacchi sono aumentate vertiginosamente del 603%, secondo la società di ricerca NPD Group. Complice è sicuramente l’obbligo di stare in casa il più possibile a causa del Coronavirus, però questo fa indubbiamente riflettere.

La Regina degli Scacchi, miniserie distribuita su Netflix il 23 ottobre 2020

Dal vintage al retrò

Due parole, che anche se spesso vengono erroneamente confuse, sono sì vicine ma appartenenti a campi semantici differenti.

La parola vintage deriva da vendenge che in francese antico indicava i vini d’annata di pregio, partendo da qui, dunque, con vintage si intendono tutti quegli oggetti più vecchi di almeno 20 anni che hanno segnato la nostra cultura o il nostro modo di vivere.

Vespa Star prodotta fino al 2017 dalla LML Limited

Retrò invece indica qualcosa che ricorda sì un’altra epoca come può essere una sedia, un abito o un qualsiasi accessorio ma che viene realizzato nell’epoca contemporanea. Qualcosa che, quindi, di vecchio ha soltanto l’idea. Un esempio è la Vespa Star, modello di scooter prodotto dalla casa motociclistica indiana LML Limited, attiva fino al 2017, che ricalcava in tutto e per tutto l’originale Piaggio del 1946. Quella era decisamente retrò.

La Vespa

A questo punto pare doveroso fare un excursus sulla mitica due ruote. Romantica nella sua linea e nella sua storia, la Vespa nacque dall’incontro di Enrico Piaggio, abile imprenditore, e Corradino D’Ascanio, progettista geniale, che doveva semplicemente rimettere “in moto” l’Italia del dopoguerra.
Così in quel 1946 venne presentato un piccolo e sicuramente stravagante veicolo, pratico ed economico che poteva essere facilmente guidato anche dalle donne in gonnella, senza pericolo di sporcarsi. Non è un caso che la prima locandina pubblicitaria ritraesse infatti una Vespa guidata da una signorina.

Prima locandina della Vespa nel 1946

In pochi forse sanno che però il nome predestinato doveva essere Paperino. Quando Piaggio però si trovò davanti questo gioiellino affermò senza pensarci: “Sembra una vespa!”, e così… Vespa fu!

Simbolo di libertà invocato anche nell’estate 1999 quando Cesare Cremonini, che cominciava a consolidare la sua fama artistica con i Lùnapop, fece uscire il brano 50 Special inno, o serenata che dir si voglia, alla sua Vespa con la quale sfrecciava tra i colli bolognesi. E al solo nominarla è subito…

«Ma quanto è bello andare in giro con le ali sotto i piedi…»

 

Questa è brevemente la storia dell’immortale oggetto del desiderio dei più romantici tra noi che, al pari di Audrey Hepburn e Gregory Peck, vorrebbero girare per le strade della città eterna in sella a una 125 del 1951 come in Vacanze Romane.

Da due a quattro ruote… La Fiat 500

E se esiste un’automobile amata da ormai oltre 60 anni che rende orgoglioso il Belpaese è senza dubbio il nostro Cinquino: la Fiat 500, automobile che venne presentata per la prima volta il 2 luglio 1957 presso gli stabilimenti di Mirafiori della Fiat.
L’idea su cui era stata costruita la macchina era quella di offrire una vettura che fosse più accessibile rispetto alla precedente 600.

«Insomma una macchina alla portata di famiglie e operai»

così aveva raccontato Vittorio Valletta, all’epoca al timone della casa automobilistica. Chiamata affettuosamente bambina dai neozelandesi che la amarono a tal punto da utilizzarla per una missione in Antartide nel 1964. La scelta ricadde proprio sulla 500 perché leggera e in grado di “galleggiare” sulla neve oltre ad essere facile da spingere in caso di impantanamento, ribattezzata così Snow Kitten (“Gattina delle nevi”), la 500 venne ridipinta di arancione affinché fosse ben visibile nel bianco antartico.

Fiat 500 ribattezzata Snow Kitten nella missione neozelandese in Antartide nel 1964

Veicolo simbolo anche nel mondo di fumetti e cartoni animati fu protagonista di una storia in Topolino nel 1984 e veicolo guidato dall’incorreggibile Lupin III.

Vinile batte CD

Dagli armadi alle strade, dai diari scritti a penna alla musica e, partiamo dal presupposto che secondo intenditori e appassionati, chi la ama realmente la ascolta in vinile. Il perché è spiegato in modo approfondito dal documentario Vinilici – Perché il vinile ama la musica.

Secondo i veri appassionati chi ama la musica la ascolta in vinile

Disponibile su Amazon Prime, Vinilici racconta la vera e propria dipendenza che questi oggetti suscitano, realizzato con un’operazione di crowdfunding dalla Napoli Film Commission, nel documentario vengono passate in rassegna anche voci di grandi personaggi che hanno lavorato nel mondo nella musica o che comunque non riescono proprio a farne a meno quali Mogol, Ron, Carlo Verdone o Red Ronnie.

E insomma mentre i cd finiscono con le cassette nel pozzo della dimenticanza tornano in auge i vinili con i loro suoni un po’ gracchianti. Infatti secondo la RIAA (Recording Industry Association of America) l’associazione americana dell’industria discografica, nella prima metà del 2020 su 376 milioni di dollari il 62% delle vendite era costituito da vinili. La passione per questi strani dischi è divorante a tal punto che riesce a far spendere fior fior di quattrini ai suoi appassionati ma è in grado comunque di alimentare grande socialità che ritrova le sue agorà, in negozi specializzati, fiere o aste.
Usando le parole di Mike McCready, chitarrista dei Pearl Jam:

«I negozi di dischi sono luoghi dove imparare, dove divertirsi e dove scoprire nuova musica».

Un negozio di vinili a Roma

Se non ci siete mai stati, andateci. Provare per credere, sono alla stregua di armadi che aprono varchi verso nuovi mondi.

Sì quello del passato era definitivamente un mondo più affascinante e romantico fatto anche di cartoline mandate da viaggi lontani o polaroid appese alle pareti.

Vittoria Frontini

Ho delle voci in testa, così scrivo. Mezza romana e mezza milanese. Sono cresciuta tra set, teatri, musica e tanti libri: le mie continue fonti di energia. Mi sono laureata in Lettere Moderne e attualmente scrivo per MasterX. Ballo, viaggio e guardo i film di Walt Disney.

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