A pochi giorni dall’uscita in sala del “Diavolo veste Prada 2”, la moda esce dal grande schermo e torna nel mondo reale per l’evento glamour più atteso dell’anno. Il Met Gala 2026 si è tenuto la notte del quattro maggio sulla Fifth Avenue di Manhattan, come di consuetudine. A prendere la scena, quest’anno, non sono solo le star con i loro vestiti a tema, ma anche le proteste contro Jeff Bezos, che ha finanziato l’edizione.
GRANDI ASSENTI
Al Met Gala hanno fatto quasi più rumore le assenze rispetto alle presenze. Durante la serata di raccolta fondi a beneficio del Costume Institute del Metropolitan Museum of Art di New York, non c’era il sindaco della città Mamdani, rompendo così una tradizione decennale. Mancava anche Maryl Streep, a cui era stato proposto il ruolo di co-presidente in vista dell’uscita del film ispiratosi al mondo della moda. Perfino Zendaya, l’attrice di “Euphoria” diventata negli ultimi anni un’icona in grado di cogliere a pieno lo spirito delle sfilate organizzate dalla direttrice editoriale globale di Vogue, Anna Wintour.

Sebbene queste assenze non siano state esplicitamente connesse dalla presenza dei Bezos, che ha finanziato la cerimonia, sono molti a ipotizzare che siano dovute al crescente malcontento nei confronti del fondatore di Amazon. Alleato fedele di Donald Trump, un presidente controverso che riscuote sempre meno consenso anche tra i suoi stessi sostenitori Maga. Ecco che assume un altro significato la mancanza della super modella Bella Hadid. Dopo che alcuni utenti su Reddit hanno notato che la star avrebbe messo un like a un video critico nei confronti del coinvolgimento di Jeff Bezos all’evento.
IL DISSENSO CONTRO BEZOS

Un’opposizione, quella contro Bezos e sua moglie Lauren Sanchez, iniziata da febbraio, quando erano stati annunciati come sponsor finanziari. E che, secondo il New York Times, «si inserisce in un contesto di crescente sentimento anti-ricchi». L’episodio più emblematico è quello delle 300 bottiglie di pipì (finta) nascoste in tutto il Metropolitan Museum of Art, con l’invito a «boicottare Bezos». Una protesta organizzata dall’associazione britannica “Everyone Hates Elon” per richiamare l’attenzione sul «trattamento dei dipendenti di Amazon». I quali avrebbero denunciato di essere costretti a urinare in bottiglie perché «non è loro concesso di andare in bagno» dalla dirigenza dell’azienda.
Va ricordato che nei mesi scorsi l’impopolarità del magnate è aumentata anche perché ha stanziato 70mila dollari per la produzione e il lancio del documentario sulla First Lady, Melania Trump. Oltre ad aver riproposto il reality “The Apprentice”, che aveva rilanciato l’immagine del tycoon negli anni duemila. Ne ha affidato la conduzione al figlio Donald Jr.
LA MODA è ARTE
Nonostante questo, la serata è trascorsa senza intoppi. Le celebrità presenti hanno cercato di interpretare al meglio il tema del Met Gala 2026: «Fashion Is Art». Numerose star hanno reso omaggio a quadri noti. L’influencer Emma Chamberlain ha indossato un abito che richiamava le pennellate di Vincent Van Gogh ne “Il giardino di Arles”. La cantante Gracie Abrams ha fatto riferimento a Gustav Klimt, e la modella Kendall Jenner si è lasciata ispirare dalla statua “La Nike di Samotracia”. La cantante Katy Perry ha sfilato indossando una maschera argentata e specchiata. Mentre Heidi Klum si è trasformata in una vera e propria statua, così come la “Vestale velata” di Raffaele Monti. Ha attirato l’attenzione anche Bad Bunny, che ha sfilato con un trucco creato ad hoc che lo invecchiava di almeno 30 anni.

Tra gli ospiti più attesi Beyoncé e Jay Z con la figlia Blue Ivy, Nicole Kidman, Anne Hathaway, Rihanna, e Blake Lively. Presenti anche due vincitrici americane dei Giochi Invernali Milano-Cortina 2026, Alysa Liu e Eileen Gu, con il suo abito da cui uscivano vere e proprie bolle di sapone. Il tutto è stato incorniciato dall’esibizione della pop star Sabrina Carpenter, reduce dalla sua partecipazione al festival musicale Coachella 2026 come headliner. Come in ogni edizione per esserci, gli ospiti devono essere invitati da Anna Wintour. Per partecipare alla cena i biglietti costano 100mila dollari a testa, pari a circa 85mila euro, il cui ricavato va in beneficienza. L’anno scorso era stata raccolta la record di oltre 31 milioni di dollari.