Letizia Battaglia: la sua storia fino all’ultimo scatto

Mercoledì 13 aprile 2022 è morta a Palermo, la sua città natale, Letizia Battaglia. Era una fotoreporter italiana di 87 anni. Le sue foto hanno fatto il giro del Mondo. Era nota a livello internazionale per essere una “fotografa di mafia”. Ma questa era una definizione che rifiutava. «Semmai ho raccontato anche di mafia ma non solo. Ho raccontato dei poveracci e pure dei ricchi anche se non mi piaceva fotografarli». 

Piersanti Mattarella tra le braccia di suo fratello
Fotografa per caso

Negli anni ‘70 il caso ha voluto che fosse la prima reporter a trovarsi davanti a Piersanti Mattarella prima che morisse. Ha fotografato il suo corpo esanime tra le braccia del fratello, il nostro attuale presidente della Repubblica. Piersanti era allora il sindaco della regione Sicilia ed è stato vittima di mafia negli anni noti per le lotte intestine tra le diverse cosche mafiose.

Il saluto di Saviano

Roberto Saviano, lo scrittore italiano simbolo della lotta contro la criminalità organizzata, l’ha salutata così: «Addio Letizia Battaglia, donna libera e coraggiosa. Ha letteralmente permesso, con il suo sguardo, di far conoscere al mondo intero l’orrore delle faide di mafia. Non fotografava semplicemente un corpo morto, ma era in grado di narrare il contesto, di descrivere in un lampo d’immagine quello che è accaduto prima e dopo il dettaglio fotografato, come solo i grandi reporter artisti sanno fare. Non le è mai interessata la morte, ma ciò che la morte porta via: la vita».

Delitto di mafia
Gli esordi e la carriera

Iniziò la sua carriera alla fine degli anni Sessanta, quando divenne la prima donna a lavorare come fotografa per un giornale italiano, il palermitano L’Ora. Dopo alcuni anni a Milano, Battaglia è tornata a Palermo e ha fondato l’agenzia Informazione Fotografica. Da lì iniziò ad occuparsi di mafia ma dopo l’attentato che uccise il magistrato Giovanni Falcone nel 1992, Battaglia smetterà di occuparsi di questo fenomeno. Tra gli anni Ottanta e Duemila aiutò ad aprire il centro di documentazione “Giuseppe Impastato” a Palermo e creò il Laboratorio d’If, luogo di formazione per giovani fotografi. Diresse inoltre per un periodo la rivista Mezzocielo fatta da sole donne.

L’impegno politico

Si occupò anche di politica. Di quel periodo disse che fu l’esperienza più bella della sua vita.  Diventò, con i Verdi, consigliera comunale, e assessora di Palermo tra il 1985 e il 1990 con la giunta guidata da Leoluca Orlando, il quale ha espresso il cordoglio della città per la scomparsa della grande fotografa.


L’attuale sindaco del capoluogo siciliano ha infatti dichiarato: «Era una donna senza pudore e aveva un grande amore per Palermo che accoglie il suo ultimo viaggio nel Palazzo di Città».

Il celebre scatto del 1980

Accanto al feretro la celeberrima foto della bambina col pallone del 1980 nel quartiere della Kalsa di Palermo. «Era incredibilmente leggera- continua Orlando- e per questo incredibilmente scomoda. Ha usato gli scatti per cogliere l’invisibile: la vita, la morte, l’innocenza, la malvagità. Per cogliere fino in fondo la dimensione umana della vita. Ha usato la sua vita personale per aiutare gli invisibili».

I riconoscimenti

La sua ultima mostra a Roma, Vintage Prints, è finita sabato 9 aprile 2022 . È stata la prima donna europea a ricevere il premio americano Eugene Smith nel 1985, intitolato al celebre fotografo della rivista Life.

 

Una delle foto con cui ha vinto il premio Smith

«Sono una piccola fotografa a Palermo maltrattata e malpagata con tanti problemi non so niente di queste fotografie mandate a New York da Lanfranco Colombo fotografo di Milano e quando mi arriva il telegramma per dirmi che avevo vinto il premio io piango, rido e mi chiedo che succede? ha cambiato la mia vita e la concezione che io ho di me e mi dà una carica ». Ha vinto anche l’Erich Salomon Award della German Society for Photography un premio per fotogiornalisti  che viene conferito una volta nella vita . 

Battaglia mentre fotografa Ariete
L’ultima copertina

L’ultima copertina di Letizia Battaglia è quella di 7 il settimanale del Corriere della Sera del 18 febbraio 2022.  Immortala Ariete la cantante italiana indie di 19 anni. Un’ intervista doppia pubblicata sul sito del quotidiano racconta la conversazione tra la fotografa e la giovane artista. Due generazioni a confronto. Fumano una sigaretta e parlano dei ragazzi della sua età. «La generazione z è “moscia”, non è unita, coesa, è egoista ma per colpa dei genitori. Non lotta per nessuna causa» ritiene la fotografa e così nasce uno scambio di opinioni. Tra uno scatto e l’altro Battaglia conduce Ariete tra i quartieri popolari della sua Palermo. Quartieri poveri che hanno sempre ispirato la fotografa. Battaglia non nasce da una scuola ma è una fotografa d’istinto, viene dalla strada e alla strada ritorna.

Palermo,1979. Quartiere Kalsa. La Bambina con il pane

Diventa una fotografa per caso.

La testimonianza di Greta Privitera

La giornalista del Corriere Greta Privitera racconta a MasterX della sua esperienza con la fotografa nel girare il servizio per 7. Una donna di 87 anni che per 4 ore è andata in giro per Palermo su una sedia a rotelle, con un corpo morente a causa della malattia ma con un’anima da giovane donna, quasi ragazza. La ricorda come una forza della natura dai capelli rosa e calze rigate colorate sotto la lunga gonna nera. La ha colpita il contrasto tra la vivacità della sua mente, la sua curiosità, la voce che le esprimeva, e il corpo ammalato. «Aveva un atteggiamento “incazzoso” e scorbutico in generale ma con noi è stata gentilissima. Era una nonna ma non faceva discorsi da nonna anche se era molto saggia. Per lei l’amore era la cosa più importante e voleva ancora amare alla sua età. Voleva continuare a scattare fino all’ultimo ma non ce la faceva più. Ad un certo punto chiese di fermarsi e tornare a casa» ci ha raccontato Greta. Era una femminista convinta.

La vocazione femminista

Ripeteva spesso che i suoi soggetti preferiti erano sempre state donne e bambine, soprattutto quelle povere.

Donna che piange per la sua miseria

In più occasioni disse di immedesimarsi in loro e con loro sentire un senso di complicità: «Protagonisti assoluti delle mie foto sono le donne. Gli uomini ci sono solo perché sono ammazzati o arrestati o in tribunale» disse durante un’intervista. Ha raccontato di aver sentito fin da piccola il bisogno di affermarsi come persona. Senza i limiti imposti dal fatto di essere una donna. Si sposò  infatti molto giovane e si separò in un periodo in cui era ancora poco accettato. 

 

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