Bruce Lee, svelate le cause della morte: «Aveva bevuto troppa acqua»

Dopo decenni e il rincorrersi di teorie e leggende, la morte di Bruce Lee potrebbe non essere più un mistero. L’attore e campione di arti marziali è scomparso in circostanze mai del tutto chiarite il 20 luglio 1973, nella sua casa di Hong Kong, prima ancora di compiere 33 anni. La morte era stata ufficialmente attribuita a una forma di edema cerebrale. Ora uno studio pubblicato sul Clinical Kidney Journal sembrerebbe aver trovato le vere ragioni del decesso.

La scoperta

Secondo gli specialisti che hanno condotto lo studio, Lee sarebbe morto per una «disfunzione renale» che avrebbe portato «all’incapacità di espellere abbastanza acqua».  Nel gergo tecnico viene chiamata iponatremia, ovvero una concentrazione «anormalmente» bassa di sodio nel sangue, che può essere causata dall’avere troppa acqua nel corpo. L’attore, si legge nello studio, era un soggetto «ad alto rischio d’iponatremia» per via di alcune lesioni ai reni, l’uso di farmaci (di cui aveva la prescrizione medica per curare sia il dolore che l’ansia) e di alcool.

Leggenda della arti marziali
La stella di Bruce Lee sulla Hollywood Walk of Fame

Bruce Lee (1940-1973) è entrato nella storia del cinema per aver portato le arti marziali a Hollywood. Nonostante la breve carriera, ha preso parte a pellicole memorabili come Dalla Cina con furore L’urlo di Chen terrorizza anche l’occidente, quest’ultimo girato in Italia e rimasto celebre per la sfida finale all’interno del Colosseo tra Lee e un giovane Chuck Norris.

L’attore è morto poco dopo aver completato il suo ultimo film, I 3 dell’Operazione Drago. Mentre si trovava a casa della collega Betty Ting Pei, avvertì una forte emicrania e andò a sdraiarsi per un breve riposo, senza più svegliarsi. Tra le speculazioni dei fan, c’era chi raccontava che fosse stato avvelenato da un amante geloso o ucciso dalla mafia cinese. Per uno strano scherzo del destino, anche il figlio di Bruce, Brandon Lee, è morto giovane in circostanze controverse durante la lavorazione del film Il corvo.

Il giallo sulla morte

«Ipotizziamo che Bruce Lee sia morto per una forma specifica di disfunzione renale: l’incapacità di espellere acqua a sufficienza per mantenere l’omeostasi. Questo può portare a iponatremia, edema cerebrale e morte entro poche ore se l’eccessiva assunzione di acqua non è accompagnata dall’ escrezione del liquido nelle urine – è quanto si legge nello studio – Il fatto che siamo costituiti per il 60% da acqua non ci protegge dalle conseguenze potenzialmente letali di bere acqua a una velocità superiore a quella che i nostri reni possono espellere».

Stefano Gigliotti

Calabrese. Appassionato di musica, cinema, seguo con molto interesse anche la politica e gli esteri. Mi piace approfondire e non fermarmi alla superficie delle cose. Sono fondamentalmente un sognatore. Il giornalismo mi aiuta ogni tanto a fare ritorno alla vita reale.

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