
La giudice per le indagini preliminari di Pavia ha autorizzato la comparazione del DNA di Andrea Sempio con il materiale genetico trovato sotto le unghie di Chiara Poggi. L’accertamento servirà a capire se le tracce di DNA trovate sul corpo della vittima siano riconducibili a Sempio. La data per l’incidente probatorio è fissata per il 9 aprile.
Cos’è l’incidente probatorio
L’incidente probatorio è una fase del processo penale che consente di raccogliere in modo anticipato, prove che potrebbero risultare difficili da acquisire in seguito. In questo caso si vuole tutelare il materiale biologico che con il tempo potrebbe deteriorarsi o danneggiarsi. Queste prove saranno poi esaminate successivamente durante la fase dell’eventuale dibattimento.
Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara Poggi, nel 2007 aveva 19 anni e frequentava abitualmente l’abitazione della vittima. Questa ultima conclusione ha portato all’archiviazione per Sempio nel 2017, poiché fu ritenuto plausibile che il DNA del ragazzo potesse essere stato ritrovato in casa e sulle unghie della vittima perché condividevano gli stessi spazi e gli stessi oggetti, come il PC.

Come saranno eseguite le analisi
Il DNA ritrovato sotto le unghie di Chiara Poggi sarà confrontato anche con quello di Alberto Stasi, fidanzato della vittima al momento dell’omicidio e condannato per il suo omicidio a 16 anni di carcere. Ma non solo: sarà analizzato anche il materiale genetico dei componenti maschili della famiglia Poggi, padre e fratello. Questa decisione è dovuta al fatto che il DNA ritrovato presenta il cromosoma Y, quindi appartiene ad un profilo maschile. Nell’incidente probatorio il GIP sarà rappresentato da Emiliano Giardina, genetista noto per altri casi di cronaca nera come quello di Yara Gambirasio. In rappresentanza di Sempio ci sarà l’ex comandante del Ris Luciano Garofano. La Procura si è affidata al professor Carlo Previderè, mentre la famiglia Poggi ha richiamato il genetista che ha seguito sin dall’inizio il caso, Marzio Capra.

La posizione di Alberto Stasi
Il 9 aprile non sarà solo la data per il maxi incidente probatorio. Verrà discussa anche la semilibertà di Alberto Stasi davanti al Tribunale di sorveglianza. È stata proprio la difesa del condannato a riaprire il caso di Garlasco. Il genetista di parte, Ugo Ricci, insieme al consulente Lutz Roewer, ha messo in discussione la conclusione del genetista che rappresentava la Procura all’epoca, Francesco De Stefano. Il genetista aveva dichiarato che il DNA maschile ritrovato sotto le unghie di Chiara non poteva essere utilizzato in quanto non databile e non riconducibile a una singola persona.

Cosa sarà esaminato
Il DNA di Sempio non sarà comparato solo con quello rinvenuto sotto la lamina ungueale della vittima, ma sarà anche confrontato con le tracce ritrovate in casa Poggi e conservate ora nel laboratorio del Ris di Parma. Le prove che saranno prelevate saranno paragonate ai tamponi conservati nell’istituto di Medicina legale di Pavia e a ogni altro elemento che ha dato in passato risultati incerti o inconclusivi, ma che adesso con i progressi della scienza potrebbero fornire risposte. Le analisi riguarderanno anche alcune confezioni di cibo trovate nella spazzatura dopo il delitto: un barattolo di yogurt, una scatola di cereali e delle confezioni di tè. Inoltre sarà esaminato anche un frammento del tappetino del bagno che, secondo gli inquirenti, l’assassino ha toccato quando si è lavato le mani dopo l’omicidio.