«Sabato sono uscito di casa sapendo di dover morire». Sono queste le parole che Salim El Koudri, il trentunenne autore dell’assalto nel centro di Modena, ha detto al suo avvocato Fausto Gianelli durante il colloquio nel carcere Sant’Anna. Una frase semplice che prova a dare una spiegazione al gesto folle avvenuto nel pomeriggio di sabato 16 maggio. Quando con la sua auto si è lanciato ad alta velocità sulla gente che passeggiava in via Emilia Centro. Ha intenzionalmente investito una decina di persone, ferendone otto, di cui quattro in condizioni gravissime. Secondo il legale, l’uomo è apparso «altro da se stesso», quasi come se stesse ascoltando un racconto riguardante qualcun altro, in uno stato di assenza e confusione mentale.
La ricostruzione di El Koudri
È arrivata oggi martedì 19 maggio la convalida del fermo. Il ragazzo nato a Bergamo è rimasto in silenzio davanti alle domande del gip. Un comportamento che non sorprende, stando all’esito del confronto avvenuto ieri con il suo avvocato. Tra risposte date a monosillabi con «sì» e «no», alternati a diversi «non ricordo» e «non lo so» Salim El Koudri ha ricostruito gli attimi prima dell’assalto. È uscito dalla casa in cui viveva con i genitori a Ravarino, a circa mezz’ora da Modena. In mano aveva un coltello da cucina, che aveva trovato sul tavolo. L’ha messo in auto, ha acceso il motore ed è partito.
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Ha vagato senza una meta precisa e poi, a ridosso del centro, «non ho capito più niente», ha detto al suo legale. «Sapevo solo che dovevo accelerare, che dovevo andare più velocemente possibile». E così ha fatto. Ha imboccato via Emilia e ha iniziata la folle corsa a 100km/h, terminata con lo schianto contro la vetrina di un negozio. Nello scontro una turista tedesca ha perso le gambe. Quando Gianelli ha raccontato della donna a El Koudri, spiegandogli che con quel gesto aveva rischiato di uccidere diverse persone, lui ha commentato: «Ma è tremendo, è brutta cosa…», quasi come se non ne fosse colpevole.
I disturbi psichiatrici
«È in un tale stato di confusione mentale e mancanza di lucidità che non riesce a ricostruire nulla». Lo ha dichiarato l’avvocato Giannelli alla fine del colloquio in carcere, annunciando di aver richiesto una perizia psichiatrica. Anche se del malessere mentale di El Koudri si sapeva già. I cittadini di Ravarino lo descrivono come una persona «strana», che «non ci stava con la testa», e che negli ultimi mesi «sembrava ancora più chiuso, più nervoso, depresso».
Le sue ossessioni e paranoie nel 2021 lo avevano spinto a rivolgersi spontaneamente al Centro di salute mentale di Castelfranco Emilia. A tormentarlo erano l’ansia e la convinzione di «avere il malocchio» o di «sentire la voce del diavolo». Deliri che si sono uniti alla paura di non trovare un impiego all’altezza dei suoi studi. Timore che si è trasformato in una rabbia cieca che l’ha portato a scrivere quattro mail all’università di Modena e Reggio Emilia il 27 aprile del 2021. Tutte nell’arco di un’ora. Un crescendo di insulti e attacchi blasfemi: “Bastardi cristiani di merda voi e il vostro Gesù cristo in croce lo brucio”. Ma alla fine fa un passo indietro: “Mi dispiace per la maleducazione”. Solo due anni dopo, nell’aprile del 2023, è arrivata una diagnosi: disturbo schizoide della personalità a cui avrebbe fatto seguito un percorso di cura, che però ha interrotto solo dopo 12 mesi esatti.

Ad aumentare i dubbi sulla sua salute mentale sono state le ultime dichiarazioni in carcere. Alla domanda del legale se volesse incontrare un Imam o volesse il Corano, El Koudri ha replicato con un «piuttosto portatemi una Bibbia e fatemi parlare un prete». In netto contrasto con lo spirito blasfemo con cui aveva scritto le mail.
Le condizioni dei feriti
Arrivano buone notizie dagli ospedali di Bologna e Baggiovara, dove sono ricoverati i feriti dell’assalto. La turista tedesca di 69 anni è stata estubata ed è ora cosciente e in respiro spontaneo. La donna, che ha subito l’amputazione di entrambe le gambe, «ricorda tutto» ha detto Lesley De Pietri, direttrice del servizio di Anestesia e rianimazione dell’ospedale Baggiovara di Modena. E ha aggiunto che si sta già cercando la soluzione migliore per farla tornare a casa il prima possibile. Per lei, inoltre «abbiamo già la possibilità di farla assistere dagli psicologici». Resta invece grave, ma stabile la donna di 53 anni di origine polacca che è stata travolta mentre tornava in bicicletta. «Io le parlo e non mi risponde – ha raccontato la figlia Laura – ma so che mi sente».
La coppia di 55enni di Nonantola mostra segnali di ripresa: l’uomo ha ripreso coscienza, comunica con i familiari e, sebbene la prognosi resti riservata, i medici si dicono ottimisti. La moglie, pur in lieve miglioramento rispetto all’ingresso, rimane in condizioni critiche. Decisamente meglio lo chef Ermanno Muccini, con una prognosi di 30 giorni e condizioni cliniche buone.