MONDIALI, LA SPAGNA ELIMINA LA FRANCIA E STACCA IL BIGLIETTO PER LA FINALE

«Liberté, egalité… lacrime». Nel giorno delle celebrazioni della presa della Bastiglia, si interrompe a un passo il percorso della Francia di Kylian Mbappé. A imporsi è la Spagna di Luis de la Fuente, che ha impartito una vera e propria lezione di calcio ai transalpini. L’immagine sono le stelle francesi che rincorrono inermi il pallone mentre le Furie Rosse intessono una trama di passaggi tutti di prima da capogiro.

Una gara di intelligenza tecnico-tattica impressionante della Roja, che dopo aver eliminato la favoritissima per il titolo, ora si candida al ruolo di principale pretendente alla vittoria finale. Gli spagnoli si guadagnano l’accesso all’atto finale dei Mondiali che si disputerà al Met Life Stadium di New York il 19 luglio. Nel mentre si potranno mettere comodi e godere dello spettacolo che offrirà l’altra semifinale, Argentina-Inghilterra.

I NON FANTASTICI 4

Anche i supereroi, certe notti, dimenticano i propri poteri. Olise, che nei turni precedenti allungava le sue geometrie come un Dottor Richards del dribbling, dilatando lo spazio oltre ogni marcatura, ritrova la statura comune: i suoi affondi si bloccano al primo controllo, rigidi, prevedibili. La fiamma di Dembélé, la Torcia Umana della fascia destra, chiamata a incendiare gli spazi, si spegne al primo refolo difensivo iberico, ridotta a un tizzone che non scalda più nessuno.

E la furia agonistica di Mbappé, che di solito si fa roccia contro cui gli avversari si sfracellano, stavolta si sgretola pezzo dopo pezzo: la Cosa, senza più pietra addosso, franata in corse a vuoto e palloni persi. Pure Barcola, il quarto Fantastico rimasto nell’ombra, sceglie la sera sbagliata per esercitarsi nell’invisibilità: presente sul referto, assente dalla partita. A tessere la trama del cortocircuito è un vero Dottor Destino della panchina. Luis de la Fuente costruisce attorno ai Fantastici Quattro una gabbia tattica di precisione quasi scientifica, dentro cui i francesi non trovano mai lo spazio per respirare.

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Instagram

Eppure il bottino personale raccontava un’altra storia: gli 8 gol di Mbappé, appaiato a Messi in vetta alla classifica marcatori, e i 5 assist di Olise, a un solo passaggio dal record assoluto di Pelé, sono numeri da Pallone d’Oro, non da eliminazione al penultimo atto. Ma il calcio non premia le collezioni individuali di superpoteri: premia le squadre. Ed è così che la Francia di Mbappé incassa la sua prima eliminazione mondiale prima dell’atto conclusivo, mancando clamorosamente la terza finale iridata consecutiva. Nemmeno il triplice fischio e Didier Dechamps si è dimesso dall’incarico di ct dei Blues, ora si apre l’era di Zinedine Zidane.

PLUS ULTRA

Tutto si compie a partire da quell’istante di fatale ingenuità, quando l’arroganza tecnica di Lucas Digne si fa ipnotizzare da un campanile pigro, spiovente dal cielo a due all’ora. Un’attesa colpevole, un attimo di torpore squarciato dal lampo di Lamine Yamal: il prodigio iberico si avventa come una saetta, rubando il tempo e il pallone al terzino, a cui non resta che franare maldestramente sull’avversario. Dal dischetto, il glaciale Oyarzabal trasforma l’1-0, innescando una reazione a catena pronta a condannare i transalpini a un’agonia lunga novanta minuti.

Per il resto del match, la tanto celebrata corazzata francese si sgretola contro l’invalicabile muro eretto da Luis de la Fuente, una ragnatela ipnotica di passaggi e raddoppi capace di svuotare di senso ogni assalto. I supereroi in maglia blu provano a ribellarsi, ma le folate rabbiose di Mbappé e compagni svaniscono nel nulla, anestetizzate da una Spagna abile nell’occultare la sfera con feroce eleganza.

I minuti scivolano via come sabbia tra le dita di una Francia sempre più nevrotica e disordinata, incapace di evadere dalla prigione tattica in cui si è cacciata. Fino al triplice fischio, un suono aspro e definitivo giunto a spegnere l’ultimo, disperato assedio, sancendo il trionfo assoluto della Roja e il mesto ritorno sulla Terra di quelli che un tempo erano gli dèi d’Oltralpe.

Roberto Manella

Onnivoro di sport, ma i motori sono la mia scintilla. Non chiedetemi di scegliere: mi troverete sveglio alle tre del mattino per una pole o un quinto set. Se c'è competizione nell'aria, non importa l'orario, io ci sono. 🏎️ ⚽ 🎾 🎯 ⛷️

No Comments Yet

Leave a Reply