«Ho sempre detto che la squadra più forte è quella che vince, e non vedo ancora la coppa del Mondo al mio fianco. Quindi fino a quel momento non siamo i più forti», parola di Kylian Mbappé. Il capitano della Francia fissa l’asticella e la mette in alto, anzi, altissimo. L’obiettivo è chiaro: conquistare il terzo mondiale della storia de Les Bleus, il secondo della sua già impressionante carriera. Kylian sente di avere un conto aperto dal 18 dicembre 2022, quel giorno in cui, nonostante una tripletta, fu Lionel Messi ad alzare nel cielo del Qatar il trofeo più ambito.
Il 2-0 contro il Marocco è un manifesto di strapotere dei transalpini sotto ogni punto di vista, sul piano tecnico, tattico e soprattutto di profondità della rosa. A risultato acquisito poter guardare la panchina, e avere ancora a disposizione giocatori del calibro di Barcola, Cherki o Zaïre-Emery è la testimonianza di un’età dell’oro del calcio francese che è solo agli albori. Nessuno sembra in grado di impegnare la formazione di Deschamps a schiacciare sull’acceleratore: la velocità di crociera, per ora, basta e avanza.
UNA COPPA PER DUE
Mbappé e Messi, Messi e Mbappé. È questo il vero tango di questo Mondiale: un botta e risposta a suon di gol e assist, dove nessuno dei due accetta mai di lasciare la guida all’altro. Non si affrontano da quella notte a Lusail, quando il francese firmò una tripletta nella finale che l’Argentina vinse comunque ai rigori: un duello che il triplice fischio non ha mai davvero chiuso. Oggi tornano a specchiarsi negli stessi numeri (otto gol a testa nella classifica cannonieri, con gli assist a fare da giudice, tre a uno per il francese) mentre la Francia attende già in semifinale e l’Albiceleste deve prima attraversare la Svizzera.
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Per non farsi mancare nulla Mbappé ha deciso di emulare in tutto e per tutto la leggenda di Rosario, sbagliando anche un calcio di rigore. Sullo 0-0, la Francia parte in contropiede con Olise, che serve il suo capitano. Il dieci dei transalpini punta Mazraoui che viene tramortito da un doppio passo e stende il giocatore francese. Prima di poter calciare passano cinque eterni minuti. Kylian è indispettito dall’attesa e incalza il direttore di gara, l’argentino Facundo Tello, a fischiare. È impaziente, non può tollerare un secondo di più che Messi sia ancora il capocannoniere solitario del mondiale. Poi il fischio, la rincorsa a singhiozzo e l’inimmaginabile: l’attaccante del Real Madrid mastica il pallone e si fa parare il rigore da Bono. Il risultato resta in parità.
Il Marocco continua a seguire il canovaccio tattico studiato da Mohamed Ouahbi: blocco basso, pronti a sfruttare un errore dei francesi per colpire in ripartenza. Ma qualcosa è sfuggito ai calcoli del tecnico marocchino, ed è la velocità e l’intensità del pressing della squadra di Deschamps. Il centrocampo a trazione tutta “italiana” con Koné e Rabiot, asfissia i Leoni dell’Atlante e li schiaccia a ridosso della propria area di rigore. Non appena i transalpini perdono il pallone, sono due gli uomini che riaggrediscono e recuperano in un lampo il portatore di palla.
OCCHI SUL PREMIO
Nel secondo tempo il forcing della Francia aumenta ancora d’intensità. Sembra di guardare una partita alla PlayStation, con i francesi che si muovono a un fotogramma, anche due, in più rispetto a tutti gli altri, come se qualcuno avesse premuto il tasto dello sprint e dimenticato di rilasciarlo. Bastano sei minuti, dal 60′ al 66′, per trasformare lo 0-0 in 2-0: prima il gol del capitano, poi l’assist per il pallone d’oro Dembélé. Il Marocco resta a guardare con il pad in mano e nessun comando che risponda più ai suoi tasti.
Kylian Mbappe follows Lionel Messi on reaching 20 World Cup goals! 🔥 pic.twitter.com/15L3aFM7Li
— BBC Sport (@BBCSport) July 9, 2026
La pennellata dell’ex Paris Saint Germain che stappa la partita è il 20° gol in altrettante partite ai Mondiali. Per la Francia è la terza semifinale consecutiva, la quinta nelle ultime otto edizioni, conquistata contro lo stesso Marocco già eliminato con lo stesso punteggio proprio nell’edizione precedente in Qatar, in semifinale invece che ai quarti. Da quando c’è Mbappé in campo, i Bleus non sono mai stati eliminati davvero: l’unica notte persa, quella di Lusail, l’ha decisa il dischetto, non il gioco. Il 19 luglio ha già un nome scritto a matita sul calendario, tocca ora ai piedi del capitano trasformarlo in inchiostro.