Unicredit compra Commerzbank: l’offerta di scambio arriva al 50% delle azioni

Unicredit completa la scalata a Commerzbank. Finita l’Ops, dopo due mesi dal suo avvio, piazza Gae Aulenti ha raccolto adesioni per il 17,6% del capitale, un risultato sopra le aspettative. Con questo tesoretto la banca guidata da Andrea Orcel raggiunge il 44,37% del capitale in azioni e al 47,59% se si includono anche gli strumenti convertibili. Una posizione che salirà a quasi il 50% dei diritti di voto dopo l’annullamento delle azioni proprie di Commerz e il controllo dell’assemblea degli azionisti.

La reazione tedesca

«Ben oltre le aspettative e un ulteriore passo avanti nell’attuazione dell’investimento strategico in Commerzbank», hanno affermato in Unicredit. Era il 2024 quando l’istituto italiano muoveva le prime mosse acquisendo a sorpresa una partecipazione nell’istituzione di Francoforte, trovando le prime resistenze dal governo tedesco. Contrarietà che il cancelliere Friedrich Merz porta avanti dal governo precedente, non tanto per ragioni economiche, quanto per quelle politiche. Lasciare che la seconda banca tedesca sia acquisita da un istituto italiano espone il suo governo alle critiche dell’estrema destra. Anche Berlino ha riconosciuto l’esito dell’offerta: «Il governo federale continuerà ad agire nell’interesse dei dipendenti della Commerzbank, delle piccole e medie imprese tedesche e della piazza finanziaria di Francoforte. L’approccio aggressivo e ostile di Unicredit, dal punto di vista del governo federale, rimane inaccettabile».

Il passaggio formale

Per essere finalizzata l’offerta deve ancora ottenere l’assenso della Bce a superare il 30% e poi il delicato passaggio con l’Antitrust. Il progetto di fondere Commerzbank e Hvb – l’altra banca già di proprietà di Unicredit – potrebbe richiedere dei correttivi – riporta Il Sole 24 Ore. E proprio il dossier fusione potrebbe incontrare le resistenze del governo federale, che ancora detiene il 13% circa dell’azionariato. Una quota di minoranza che, però, potrebbe essere decisiva: per la legge tedesca una fusione deve essere approvata da una maggioranza qualificata al 75% dei voti in aula. Un livello raggiungibile da Unicredit solo con il riscatto dell’11,48% dei derivati cash in cassa, con un esborso di 4 miliardi. È quindi più probabile che Orcel e i vertici della banca cerchino un compromesso con il governo tedesco.

 

Andrea Pagani

Laureato in Storia, ma con la passione del giornalismo sin da bambino. Con il vizio per gli esteri, dopo l'esperienza di stage al Fatto Quotidiano, ho deciso di sfidare la mia allergia alla matematica approfondendo l'economia, convinto che sia la chiave per capire dove va il mondo.

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