Giornata conclusiva per il summit NATO ad Ankara, dove i leader mondiali si sono ritrovati faccia a faccia a discutere di difesa, conflitti e alleanze. Negli ultimi mesi i rapporti tra i membri sono stati inesorabilmente condizionati dal conflitto sullo Stretto di Hormuz, che ha visto gli USA combattere soli contro l’Iran. Per Trump, questo incontro, è stato più un’occasione per togliersi ancora qualche sassolino dalla scarpa. Anche se, ormai, c’è da chiedersi se ai piedi porti delle scarpe o una spiaggia ligure.
Gli amici si vedono nel momento del bisogno
Già nelle giornate che hanno preceduto il Vertice, si preannunciava un “Trump-show”. L’ennesima occasione per il Presidente Statunitense per ribadire il disallineamento con gli Alleati. Alla vigilia dell’incontro ufficiale del Consiglio, previsto per la giornata di Mercoledì 8 luglio, non sono quindi mancate le frecce lanciate dall’arco di Trump. «La NATO ci ha trattato ingiustamente».
A partire dagli Europei: la Spagna per Trump è ormai «un pessimo alleato», un Paese «ostile», con cui vuole chiudere ogni tipo di rapporto commerciale. Parole che però non hanno scomodato il Governo spagnolo, che ha risposto con «tranquillità e normalità» agli attacchi. Ricordando inoltre a Washington il surplus economico di Madrid tra i due paesi, e come la Spagna, in quanto membro UE, è parte di un’unione commerciale indifferenziabile, a voler dimostrare – come spesso accade – inattuabilità delle dichiarazioni trumpiane.
«L’Italia, la Germania e la Gran Bretagna sono Paesi amici, ma non ci sono stati al nostro fianco contro l’Iran. L’Italia ha fatto molto male negando l’uso delle basi militari». Se gli storici Alleati europei non hanno fatto abbastanza per The Donald, c’è comunque qualcuno che merita ancora la sua stima: «la Cina ci ha trattati bene, Io sono un grande fan di Xi (Jinping, n.d.a.)».
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Il vero Casus Belli
Trump ha mal digerito quello che lui considera un “mancato aiuto” degli Alleati nel conflitto con l’Iran. O meglio, non l’ha proprio mandata giù. Tra le minacce, quella che più preoccupava i membri NATO era una possibile uscita degli USA dall’Alleanza. Questo significherebbe perdere l’appoggio militare ed economico del principale finanziatore. Nel contesto delle dichiarazioni rilasciate prima del summit ufficiale, Trump ha attaccato Teheran, definendoli «malati e bugiardi» e proclamando la fine del cessate il fuoco e della conseguente tregua. «I negoziatori vogliono parlare, io non voglio sprecare il mio tempo».
Dossier Groenlandia
Rimane un nodo legato al fazzoletto di Trump, che pare proprio non volersi sciogliere. L’acquisto della Terra del Ghiaccio, la Groenlandia. Anche ad Ankara il Presidente Statunitense ha ribadito come per Copenaghen il territorio «non sia rilevante», o almeno non quanto può esserlo per gli Stati Uniti. «Non sono contento con la NATO per quanto fatto con la Groenlandia», ha dichiarato Trump, in piedi a fianco del Segretario Generale dell’Alleanza Mark Rutte. Il Premier danese Frederiksen ha replicato ricordando che «la Groenlandia non è in vendita», augurandosi nel rispetto da parte di tutti gli Alleati del diritto di autodeterminazione territoriale del popolo groenlandese.
Il punto al Consiglio Ufficiale
Finite le dichiarazioni ufficiose, il presidente Donald Trump è passato a quelle ufficiali durante l’incontro a porte chiuse con i leader. Gli Stati Uniti rimarranno parte dell’alleanza: «vogliamo restare con voi», avrebbe detto secondo una fonte dell’agenzia stampa Reuters. Nel corso del vertice, ha anche affermato che gli USA sono pronti a continuare a vendere armi agli Alleati, ma non ha annunciato la fine dell’accordo di cessate il fuoco provvisorio con l’Iran, come detto prima del Consiglio ufficiale. Trump non avrebbe nemmeno menzionato la questione della Groenlandia.
Le dichiarazioni finali
Dal documento firmato dai membri dell’Alleanza alla fine dell’incontro, gli Alleati della Nato hanno ribadito l’impossibilità per l’Iran di possedere un’arma nucleare, e «invitano l’Iran a rispettare pienamente la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz». La Russia è stata riconosciuta come «una minaccia a lungo termine» per la sicurezza euro-atlantica, mentre l’Ucraina «contribuisce alla sicurezza transatlantica». Per questo, gli Alleati sono uniti nel loro sostegno a Kiev nella difesa della sua libertà, sovranità e integrità territoriale. Gli stati membri sottolineano che il sostegno deve essere equo, prevedibile e sostenibile nel lungo periodo. Sono confermati per la fine del 2026 70 miliardi di euro in aiuti per Kiev da destinarsi in equipaggiamento militare, assistenza e addestramento.