«Pour la France, la Renaissance»: così lo slogan con il quale Marine Le Pen annuncia la sua corsa all’Eliseo. La leader di Rassemblement National, condannata in secondo grado per appropriazione indebita di fondi pubblici, ha intenzione di fare ricorso in Cassazione contro la sentenza. Questo è il suo escamotage per sospendere la misura relativa al braccialetto elettronico.
LE MOTIVAZIONI DELLA SENTENZA
Alla lettura della sentenza, ieri martedì 7 luglio, la presidente della Corte d’Appello di Parigi Michèle Agi ha ripetuto per ben tre volte la frase «si tratta di fatti gravi». I giudici hanno riconosciuto l’esistenza di «un sistema, una modalità di funzionamento» per trasferire denaro dai fondi dell’Europarlamento per gli assistenti dei deputati alle casse del partito. Le Pen è stata, secondo la Corte, «l’istigatrice» di quel sistema che causò un danno di 2,8 milioni di euro alle finanze europee, proprio come il padre Jean-Marie, responsabile del partito prima di lei.
La presidente Agi ha confermato quindi la condanna, stabilita in primo grado nel marzo 2025, per appropriazione indebita di fondi dell’Europarlamento. Ha spiegato, inoltre, la gravità delle azioni con «l’ammontare» sottratto ai fondi europei, e con il «perdurare» del reato. Tuttavia, i giudici hanno concesso una mitigazione della condanna, soprattutto per quanto riguarda l’ineleggibilità. I magistrati hanno infatti ridotto la pena a 15 mesi, già scontati, abbassando a un anno la condanna detentiva, da scontare con il braccialetto elettronico. La decisione è stata giustificata dal «tempo trascorso dai fatti, commessi fra il 2004 e il 2016, l’assenza di arricchimento personale e di nuove infrazioni da allora da parte dell’imputata». Sono state considerate anche «la libertà delle candidature» e «la libertà di scelta dell’elettore».
LA QUESTIONE DEL BRACCIALETTO
Dopo la sentenza, la candidatura di Marine Le Pen non era data per certa. Restava infatti il nodo del braccialetto elettronico: la stessa leader di Rassemblement National aveva dichiarato che non avrebbe fatto campagna elettorale se costretta ad indossarlo, rinunciando quindi alla candidatura presidenziale e passando il testimone al collega Jordan Bardella. Fuori dalle aule di giustizia, nella sede del partito si è tenuta una riunione per discutere della mossa da prendere.

La decisione di Le Pen è stata annunciata durante l’edizione serale del telegiornale. «Dato che ho la possibilità di ricorrere alla Corte di Cassazione, cosa che non era necessariamente prevista in altri casi, e dato che il ricorso alla Corte di Cassazione sospende gli effetti della sentenza, farò campagna elettorale senza braccialetto elettronico», ha dichiarato Le Pen a Tf1, invitando i francesi a partecipare attivamente alla campagna elettorale che sta per iniziare. «Sono stata felice che i giudici hanno reso ai francesi la libertà di votare e a me l’eleggibilità» ha affermato dopo la sentenza, ribadendo la sua innocenza.
IL RAPPORTO CON JORDAN BARDELLA
Interrogata su Bardella, Le Pen ha definito vincente la sua collaborazione con il leader trentenne di RN. «Credo che questo duo politico che formiamo possa davvero cambiare le cose. Può rappresentare una ventata di aria fresca per il nostro Paese e cambiare la vita quotidiana dei francesi», ha aggiunto Le Pen. Un sodalizio che sembra più forte che mai, per il partito favorito dai sondaggi. «Ci battiamo per la Francia, non abbiamo ambizioni personali. Saremo un ticket formidabile, lui sarà un primo ministro pieno di energia, insieme potremo finalmente cambiare le cose in Francia».
Tutto sospeso, quindi, fino a gennaio 2027, quando è attesa la sentenza della Corte di Cassazione. Fino ad allora, l’aspirante presidente è libera di fare campagna elettorale senza limitazioni. Se la Corte di Cassazione non dovesse accettare il ricorso, Le Pen sarebbe costretta ad indossare il braccialetto a partire da febbraio, nella fase cruciale della campagna elettorale, pochi mesi a ridosso del primo turno di votazioni. «Ma fino a quel momento Marine Le Pen è di nuovo presunta innocente, come qualsiasi condannato», ha sottolineato ai microfoni di Tf1 Marie-Suzanne Le Quéau, procuratrice generale della Corte d’Appello di Parigi. E se la sentenza arrivasse dopo una eventuale elezione? In casi di vittoria, la pena di Le Pen sarebbe applicata solo al termine del mandato, in quanto l’immunità presidenziale la proteggerebbe dall’obbligo di indossare il braccialetto elettronico.