Quello che doveva essere solo un ruvido ottavo di finale del Mondiale 2026 tra Francia e Paraguay si è trasformato, in quarantott’ore, in una tempesta diplomatica e culturale tra i palazzi del potere di Parigi e Asunción.
L’attacco, frontale e intriso di livore, è arrivato domenica via X (il social di proprietà di Elon Musk) dalla senatrice paraguaiana Celeste Amarilla, esponente del Partito Liberale Radicale Autentico, accecata dall’eliminazione della sua Albirroja per 1-0 per mano francese. Le sue parole sono un campionario di insulti che fondono xenofobia e colonialismo: «Mbappé è un camerunese colonizzato, che finge spudoratamente di essere francese. È rancoroso, ricco sfondato, prepotente e brutto. L’unica cosa che rimproveriamo all’Albirroja è di non avergli (ai Bleus, n.d.r.) dato uno schiaffo a mano aperta dopo la fine della partita». Poi, l’affondo sul presunto mancato saluto al portiere Orlando Gill: «Questo idiota non ha nemmeno imparato a scrivere, invece del latte materno succhiava noci di cocco e la cosa più istruita che sentiva erano scimpanzé. Avresti dovuto mostrargli il dito medio», suggerisce al portiere compatriota, «io lo faccio in senato e non succede niente!!!».

LE COMMUNITY NOTES
Un’invettiva inaccettabile che ha attivato immediatamente i sistemi di controllo del social network. Sotto i post della senatrice sono scattate le community notes, lo strumento di fact-checking collaborativo di X per contrastare i contenuti fuorvianti. Se, nel primo caso, si legge la puntualizzazione della collettività che evidenzia come il “camerunese colonizzato” sia a tutti gli effetti un cittadino francese, nato a Parigi nel dicembre del 1998; nel secondo intervento, gli utenti hanno smontato l’accusa di oltraggio chiarendo il reale senso delle metafore usate da Mbappé nel post-partita.
Camerunés colonizado, fingiendo duro ser francés, resentido, rico nuevo, prepotente y feo. Estuvo nervioso y muerto de miedo todo el partido, como todo su equipo, no pudieron meter ni un gol, ganaron de ped…
Lo único que muchos reclamamos a la Albirroja es no haberle dado una… pic.twitter.com/DDjq5E9kHJ— Celeste Senadora (@CelesteSenadora) July 5, 2026
Il casus belli era scaturito, infatti, da una parziale incomprensione linguistica e metaforica nata nel post-partita. Mbappé, commentando il gioco duro dei sudamericani, aveva usato un’espressione gergale: «Se bisogna mettere le mani nella merd*, le metteremo… Pensavano che ci saremmo presentati in smoking. Abbiamo dimostrato di essere una squadra che non sa giocare solo un calcio offensivo». Parole nate per descrivere la necessità di adattarsi a un calcio fisico e di contenimento contro lo stile paraguaiano ma che la senatrice ha interpretato come un insulto elitario al suo popolo, unitamente a un presunto labiale offensivo intercettato dalle telecamere (“La conch* de tu madre”) rifilato a Juan Caceres dopo l’ennesimo fallo subito e non ammonito.
LA RIBATTUTA
La replica, immediata e durissima del capitano dei Bleus, arriva senza troppi giri di parole per smontare la parlamentare: «Signora Celeste Amarilla, Lei è una donna spregevole e indegna della sua carica. Lei non rappresenta il Paraguay, quel Paese che ha trasudato passione e onore per tutto il corso della competizione». Secondo l’attaccante del Real Madrid, l’odio della senatrice ha finito per oscurare l’impresa sportiva dei suoi stessi connazionali: «A causa della sua incoscienza e il suo razzismo sfacciato, il mondo intero ha già dimenticato il percorso e lo sforzo storico compiuti dai suoi giocatori durante questa Coppa del Mondo, per lasciare spazio a una donna incompetente che dà la peggiore immagine possibile del proprio Paese. Non permetterò mai a persone come lei di diffondere il proprio odio e razzismo in tutto il mondo».
Madame Celeste Amarilla,
Vous êtes une femme méprisable et indigne de sa fonction.
Vous ne représentez pas le Paraguay, ce pays qui a transpiré la passion et l’honneur tout au long de la compétition. Par votre inconscience et votre racisme décomplexé, le monde entier a déjà… pic.twitter.com/EnYmgQXvPL— Kylian Mbappé (@KMbappe) July 6, 2026
DAL SUDAMERICA
In poche ore la vicenda è degenerata in un caso diplomatico internazionale, spingendo le massime cariche di entrambi i Paesi a prendere posizione attraverso note ufficiali. Secondo quanto riferito dall’agenzia AFP, il presidente paraguaiano Santiago Peña si è affrettato a scrivere direttamente a Emmanuel Macron per condannare e dissociarsi formalmente dalle dichiarazioni della senatrice, affiancato dal Ministero degli Affari Esteri che ha derubricato le parole di Amarilla a «responsabilità esclusivamente personale».
— Ministerio de Relaciones Exteriores (@mreparaguay) July 6, 2026
A livello istituzionale, le reazioni paraguaiane di condanna sono state unanimi. Il Presidente del Congresso nazionale, Bachi Nuñez, ha espresso un netto rifiuto, respingendo «con energia i messaggi razzisti, xenofobi e che incitano alla violenza contro qualsiasi persona. Questi commenti non rappresentano i valori genuini dei paraguaiani… “La razza paraguaiana è vincere o morire”, mai vincere o squalificare». Sulla stessa linea il senatore Javier Zacarias Iris, che ha voluto scindere le responsabilità personali da quelle dello Stato: «Rifiuto e ripudio le dichiarazioni di una Senatrice (dove il Senato come istituzione non c’entra nulla)… Questo tipo di espressioni non rappresentano i valori del Paraguay né dello sport, che devono basarsi sul rispetto… Non c’è posto per il razzismo né la xenofobia nella nostra società».
DAL FRONTE TRANSALPINO
Nel frattempo, da Parigi si è sollevato un coro unanime di indignazione. Emmanuel Macron è sceso in campo su X: «Un gol in più per Kylian Mbappé. Contro il razzismo stavolta. Tutto il mio sostegno. Quando le parole sporcano, i nostri valori rispondono: dignità, rispetto, fraternità». Drastica anche la Ministra dello Sport, Marina Ferrari, che si è detta «assolutamente scandalizzata», accompagnata dal Sindacato dei Calciatori Professionisti Francesi (UNFP) che ha evidenziato una preoccupante e più ampia tendenza globale all’aumento di attacchi online contro i giocatori, mentre la Federazione Calcistica Francese (FFF), per bocca del presidente Philippe Diallo e con un comunicato ufficiale, ha annunciato una segnalazione formale alla Procura della Repubblica: «Queste dichiarazioni costituiscono un illecito e meritano una condanna. Devono essere perseguite in Francia come altrove. I giocatori della nazionale francese rappresentano la Francia: è il nostro Paese a essere insultato».
Les propos racistes de la Sénatrice paraguayenne Celeste Amarilla visant Kylian Mbappé sont délictueux et condamnables. Ils doivent être poursuivis ici comme ailleurs. La FFF procède à un signalement au parquet à des fins de poursuite judiciaire.
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— Philippe Diallo (@PhilippeDiallo) July 6, 2026
Le reazioni all’interno del mondo del calcio si sono estese rapidamente fino ai vertici globali e allo staff tecnico. Il Presidente della FIFA, Gianni Infantino, è intervenuto su Instagram condannando «senza alcuna ambiguità» l’episodio: «Tutto il mondo del calcio e della società è solidale con il capitano della Francia: dobbiamo combattere il razzismo e sconfiggerlo insieme». Sul campo, anche il viceallenatore dei Bleus, Guy Stéphan, ha voluto blindare il proprio capitano liquidando le parole della senatrice in modo lapidario durante la giornata di lunedì: «In tre parole: indignanti, abiette e scandalose».
Il peso formale della protesta francese è rimasto impresso anche nella dura lettera inviata da Cedric Perrin, Presidente della Commissione Esteri del Senato francese, al suo omologo paraguaiano sottolineando la «gravità particolare» delle affermazioni provenienti da una parlamentare e auspicando che «il Senato della Repubblica del Paraguay possa riaffermare con chiarezza il proprio attaccamento al rispetto della dignità umana».
UNA QUERELA PER VIOLENZA DI GENERE
La controreplica della senatrice non si è fatta attendere ed è arrivata nella serata di lunedì con una complessa lettera aperta che mescola ammissioni, rivendicazioni d’alto borgo e minacce legali. Amarilla ha tentato di difendere il suo background francofilo: «Ho studiato in una scuola francese dai 2 ai 17 anni… Parlo francese e adoro visitare la Francia. Lo scorso Natale l’ho trascorso con la mia famiglia a Courchevel e abbiamo festeggiato il Capodanno a Saint-Tropez. La Francia non c’entra nulla: il problema sei tu».
https://t.co/w5e3apJ968 pic.twitter.com/xOqmRlwcio
— Celeste Senadora (@CelesteSenadora) July 7, 2026
Pur ammettendo di aver scritto i primi post «con il sangue che ribolliva» e di essersi poi pentita e averli cancellati (anche se così non risulta) per non replicare gli schemi discriminatori di cui lei stessa si dice vittima in quanto «mora e latina», la parlamentare ha contrattaccato sul piano politico e di genere. «Esigo che anche tu ritratti ciò che hai detto nei miei confronti e mi chieda scusa. Nemmeno io tollererò la tua violenza… Questa è pura e semplice violenza di genere! Violenza politica contro una donna che è arrivata dove si trova grazie al voto popolare… In caso contrario, potrò avviare azioni legali nei tuoi confronti».
Intanto, la Coppa del Mondo va avanti e i Bleus si preparano per i quarti di finale del ritiro di Boston. Ma l’eco di questo scontro culturale sul razzismo, nato sui social e rimbalzato fino alle massime cancellerie, dimostra come la sfida più difficile per Mbappé e per il calcio moderno si giochi ormai ben oltre il novantesimo minuto, tornando su uno dei temi più presenti e contrastati nel calcio moderno.