Per oltre trenta ore il dibattito ha viaggiato ben oltre il terreno di gioco. La revoca della squalifica all’attaccante della nazionale statunitense Folarin Balogun, arrivata dopo il discusso intervento del presidente statunitense Donald Trump nei confronti del numero uno della FIFA Gianni Infantino, aveva trasformato Belgio-Stati Uniti nell’incontro più controverso del Mondiale.
Poi, tra le polemiche, è arrivato il momento di scendere in campo. E il campo, con un netto 4-1 in favore dei Diavoli Rossi, ha spazzato via ogni discussione, eliminando la nazionale padrona di casa e consegnando al Belgio il pass per i quarti di finale contro la Spagna.
La partita
La partita di Seattle è stata il verdetto definitivo di una vicenda che aveva monopolizzato l’attenzione nelle ore precedenti al fischio d’inizio. Nonostante il clima incandescente e le polemiche sulla presenza di Balogun, Mauricio Pochettino ha deciso di schierare comunque il suo centravanti dal primo minuto. Una scelta che avrebbe potuto trasformare l’attaccante nel simbolo della riscossa americana, ma il campo ha raccontato tutt’altra storia.

Gli Stati USA sono apparsi in difficoltà fin dalle prime battute, incapaci di trovare continuità e troppo fragili in fase difensiva. Le ingenuità della retroguardia hanno spalancato la strada al Belgio, trascinato da uno splendido De Ketelaere, autore di una doppietta e protagonista della partita.
Dopo il momentaneo pareggio americano firmato da Tillman, i belgi hanno ripreso il controllo dell’incontro con Vanaken prima del definitivo sigillo di Romelu Lukaku, che ha fissato il risultato sull’1-4. Balogun, al centro del caso mediatico degli ultimi giorni, è invece rimasto ai margini della gara, senza riuscire a incidere.
Le polemiche per l’esultanza
Ma il triplice fischio non ha spento le polemiche, anzi. La vittoria è diventata l’occasione per una serie di frecciate rivolte agli Stati Uniti e a tutto ciò che aveva accompagnato il caso Balogun. Dopo aver realizzato il quarto gol, Lukaku ha festeggiato improvvisando la ormai celebre “Trump Dance“, un’esultanza che ha immediatamente richiamato il presidente americano e che in pochi minuti ha fatto il giro dei social.
Overturn this. 🧏♂️ #USABEL pic.twitter.com/KcBAJp3Z7d
— Belgian Red Devils (@BelRedDevils) July 7, 2026
Ancora più esplicita la federazione belga. Sui propri canali ufficiali ha prima pubblicato il messaggio “Overturn this” (“Ribaltate questo”), evidente riferimento alla sospensione della squalifica di Balogun, e successivamente ha rincarato la dose con un altro post: “It’s called football, not soccer“. Due provocazioni che hanno trasformato il successo sportivo in una rivincita anche comunicativa, chiudendo simbolicamente una delle vicende più discusse di questo Mondiale.
Il Belgio ha scelto il modo più efficace per rispondere alle polemiche: vincere sul campo. Per gli USA, invece, oltre all’eliminazione davanti al proprio pubblico, resta l’amarezza di un torneo concluso con una sconfitta pesante e con una vicenda extracalcistica destinata a far discutere ancora a lungo.