Minimo sforzo, massima resa. Jannik Sinner mette fine al torneo della vita del 36enne tedesco Struff in tre set e conquista la decima semifinale Slam in carriera, la terza sui prati londinesi. In semifinale affronterà il vincente dell’altro quarto di finale della parte alta di tabellone, Djokovic-Aliassime.
La partita
È un diesel il numero uno del mondo. Parte concentrato al servizio ma impotente in risposta, spettatore non pagante delle sassate scagliate da Struff. L’equilibrio si rompe sul 5-5, quando l’altoatesino sfrutta la prima vera occasione e con una risposta vincente di dritto piazza il break. Nessuna esitazione nel gioco successivo e primo set in cascina. Jannik alza i giri del motore e strappa nuovamente la battuta all’avversario nel terzo gioco della seconda partita. Quando la strada verso la semifinale sembra farsi in discesa, però, il quattro volte vincitore Slam concede al tedesco la possibilità di rimanere agganciato al match: si ritorna on serve.
Sotto 5-4, Sinner annulla un set point grazie a una prima vincente, un habitué ormai. Il set si decide al tiebreak e premia il cinismo da manuale d’istruzioni del rosso di Sesto Pusteria. Nel terzo si procede pari fino all’ottavo gioco, quando il tedesco cede la battuta sfiancato dalla qualità da fondo del campione uscente. Alla fine il punteggio recita 7-5; 7-6 (4); 6-3. Una partita insidiosa, gestita con maestria. E con quella sensazione di sapersi dosare alla perfezione, per arrivare con il massimo delle energie adesso che il gioco si fa più interessante e la posta in palio più alta.
Con il suo dodicesimo successo consecutivo a Wimbledon, Sinner è diventato il primo italiano di sempre a raggiungere 10 semifinali Slam.
Jannik raddoppia così Nicola Pietrangeli, secondo in questa speciale classifica con 5 semifinali raggiunte.#Tennis #Wimbledon #Sinner pic.twitter.com/RNEmA4VW7W
— Eurosport IT (@Eurosport_IT) July 7, 2026
A fari spenti
Ci ha abituato a spazzare via tutti quegli avversari che non si chiamassero Alcaraz, con poche eccezioni (Djokovic in Australia ad esempio) e a lasciare loro le briciole. Il ko fisico al Roland Garros, però, sembra aver inciso sulla versione di Sinner a Wimbledon. Basti pensare ai due set persi al primo turno contro Kecmanovic e ai tre tiebreak, poi tutti vinti, contro Broges, Mochizuki e Struff. Come se, consapevole della sua manifesta superiorità, dopo Parigi abbia deciso di disattivare la modalità rullo compressore quando possibile.
Questo significa rischiare di più nell’arco del singolo match, ma alla lunga potrebbe avere dei benefici: brillantezza fisica, energie fisiche e mentali, serenità. Jannik approda in semifinale col serbatoio bello pieno e la consapevolezza di poter arrivare in fondo ai tornei più importanti, anche a marce basse. Contro Struff, quando le ha alzate c’è stata poca partita, ma ora non vanno più ridotte. Solo due partite lo separano dal rivivere quel sogno che già l’anno scorso ha fatto diventare realtà e saranno le più ostiche. Per diventare forti bisogna prima essere stati fragili: a Parigi si è mostrato vulnerabile, a Londra vuole ritornare inscalfibile.