Più smartphone, meno figli: la correlazione scoperta negli Usa

C’è una data precisa che potrebbe aver cambiato per sempre l’equilibrio demografico del pianeta: il 9 gennaio 2007. Quel giorno, sul palco della Macworld Convention di San Francisco, Steve Jobs presentava al mondo l’iPhone. Nessuno, allora, avrebbe immaginato che quel piccolo oggetto di design potesse diventare uno dei più potenti strumenti di controllo delle nascite della storia moderna. Mentre governi come quello della Corea del Sud spendono cifre astronomiche (270 miliardi di dollari) per incentivare le nascite senza successo, due economisti, Caitlin Knowles Myers ed Ezekiel Hooper, hanno provato ad analizzare la diffusione della rete At&t negli Stati Uniti tra il 2007 e il 2011 e hanno scoperto una correlazione impressionante: laddove arrivava la copertura per i primi smartphone, il tasso di fertilità crollava drasticamente.

Cosa è emerso dalla ricerca

Secondo lo studio pubblicato dal National Bureau of Economic Research, l’uso di massa dei nuovi telefoni spiegherebbe il calo delle nascite registrate in America in quegli anni. Un dato che colpisce soprattutto i giovanissimi, ma che riguarda trasversalmente ogni etnia e livello educativo. Il paper ipotizza tre ragioni principali per cui l’iPhone starebbe agendo come un contraccettivo digitale: la sostituzione dell’interazione fisica. Passiamo meno tempo faccia a faccia con i coetanei. Meno uscite, meno incontri, meno sesso. Il secondo motivo è l’accesso a un’informazione rapida perché l o smartphone rende immediato l’accesso a informazioni su contraccezione e interruzioni di gravidanza. Il terzo motivo è che il telefono può essere un sostituto pornografico. L’accesso facilitato alla pornografia online potrebbe agire come un sostituto del sesso con un partner reale.

Il parere dell’esperto tra algoritmi e nuovi valori

Non tutti però sono convinti che sia solo colpa dei video o dei social. Arnstein Aassve, demografo dell’Università Bocconi, suggerisce che stia avvenendo una mutazione culturale profonda. «Forse stiamo passando dai valori del proprio luogo di vita a una miscela di culture che si trova sui social media», spiega Aassve. C’è poi il paradosso delle app di incontri. Nate per farci conoscere persone, potrebbero in realtà ostacolare la formazione di coppie stabili. Gli algoritmi ci rendono troppo selettivi, alla ricerca di un partner ideale che forse non esiste, rendendo di fatto più difficile costruire una relazione disposta ad accogliere dei figli. In un mondo dove lo schermo è diventato il nostro principale compagno di vita, la sfida demografica del futuro potrebbe non giocarsi nei ministeri dell’economia, ma nel modo in cui decideremo di posare, ogni tanto, quel telefono sul comodino.

 

 

 

Maria Sara Pagano

Tutto è iniziato a 15 anni con un sogno: raccontare la notte degli Oscar. Oggi quella passione per il cinema è cresciuta, accogliendo tra le sue fila la musica e la politica interna. Non mi accontento della superficie: scavo a fondo per trovare il lato umano dietro ogni fatto. Dicono che io sia testarda, ma credo che nel giornalismo la tenacia non sia un difetto, bensì l'unico modo per arrivare alla verità.

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