La Germania combatte la denatalità: dopo i 23 anni chi lavora e non ha figli pagherà più tasse

Lavori ma non fai figli? E io ti punisco. È la scelta che la Germania si prepara ad adottare per contrastare un calo demografico repentino e, apparentemente irreversibile. Secondo quanto riportato da Redaktionsnetzwerk Deutschland (Rnd), le tasse interesseranno tutti i lavoratori a partire dai 23 anni. Per quelli senza figli le aliquote (la percentuale applicata alla base imponibile per calcolare l’importo di una tassa da pagare) saranno pari al 4,3%, mentre per chi ne avrà caleranno progressivamente fino al 3,1% nel caso di tre bambini a carico.

Una riforma nella riforma

Questa scelta sarebbe inserita all’interno di un progetto più ampio. La ministra della Salute Nina Warken, infatti, sta lavorando a una riforma dell’assicurazione obbligatoria per la tutela degli anziani. La Pflegeversicherung, come viene chiamata in Germania. Tutto nasce da una stima di un deficit in questo ambito pari a 22,5 miliardi di euro nei prossimi due anni.

Gli altri provvedimenti prevedono tagli ai sussidi per le quote a carico degli assistiti nelle case di cura, criteri d’accesso alle prestazioni più restrittivi e contributi più alti per i redditi elevati. Se per combattere il calo demografico ci sono però già alcuni dati precisi, i dettagli definitivi di questi altri interventi non sono ancora stati resi pubblici.

La ministra della salute, Nina Warken
Da dove viene questo potere?

È una sentenza della Corte Costituzionale federale dell’aprile 2022, a consentire il meccanismo del sovrapprezzo per i cittadini senza prole. Quell’anno il senato aveva infatti stabilito che le norme in vigore fossero anti costituzionali, poiché non tenevano conto del numero di figli. E del fatto che le famiglie con bambini a carico meritassero di pagare meno tasse: chi ne educa un numero maggiore, contribuisce in maniera più significativa al futuro della nazione.

Il governo Scholz aveva già provveduto a modificare la normativa, adesso Merz può modificarne alcuni parametri. Ma perché? La Corte non ha fissato soglie minime di diversità a seconda del numero di figli, motivo per cui il cancelliere può muoversi liberamente. La proposta vuole fissare una percentuale variabile di aliquote per tutti i lavoratori dai 23 anni in avanti, secondo il criterio del numero di figli. 4,3% per chi è senza figli, 3,6% per chi ne ha uno, 3,35% quando sono due e, 3,1% per quei pochi nuclei familiari che arrivano a tre.

Il cancelliere tedesco Friedrich Merz
Un intervento per due problemi

Come gran parte dell’Europa, anche la Germania si trova ad affrontare un drastico calo demografico. Il tasso di fecondità è sceso a 1,35 figli per donna nel 2024 (1,14 in Italia) , mai così basso dal 1994. A preoccupare maggiormente, però, non è il numero in sé, piuttosto la rapidità con cui ci si è arrivati: solo cinque anni fa il dato si attestava al 1,57. L’ufficio federale di statistica, ha certificato che nel 2024 sono morte più persone di quante ne siano nate, e che la lieve crescita della popolazione (circa 120mila) è figlia della sola immigrazione.

La proposta della ministra Warken ha una duplice funzione, i famosi “due piccioni con una fava”. Da un lato, rendere meno pesante quel deficit per le cure degli anziani nel breve periodo. Dall’altro, riconoscere esplicitamente l’importanza economica e sociale dell’essere genitori. Soprattutto nel 2026, un periodo storico in cui fare figli è un atto di coraggio, se si considerano tutte le avversità: inflazioni, caro bollette, stipendi a ribasso e posti di lavoro precari, per citarne alcune.

Il calo demografico sta colpendo tutta l’Europa, non solo la Germania
La controparte

Un tentativo di combattere l’inverno demografico che già fa discutere. Una delle criticità gridate ad alta voce dagli oppositori è quella legata alle famiglie che non possono avere figli per motivi medici o biologici: infertilità, malattie, assenza di un partner. Ma non è l’unico punto che in Germania ha fatto sollevare un certo dissenso.

Un altro è quello legato all’eredità del problema: questa generazione si troverebbe a dover “espiare i peccati” di quelle precedenti. Trovare il modo di affrontare la problematica senza scontentare qualcuno è pura utopia. Ciò che fa riflettere è la presa di posizione, forte e coraggiosa, del governo tedesco. Molti Paesi osserveranno attentamente gli effetti, pronti a sposare questa causa nel caso dovesse rivelarsi efficace.

Pietro Santini

Cresciuto tra le montagne trentine, in città costruisco le mie basi da giornalista. Per fare dello sport, la mia grande passione, un lavoro. Collaboro con il quotidiano l'Adige. Ho svolto uno stage al canale tv di Sport Mediaset.

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