Dopo il tema di italiano di ieri, oggi alle 8,30 al via la seconda prova di maturità per oltre 527mila studenti. Si tratta della prova di indirizzo: al classico versione di latino e allo scientifico quesiti di matematica.
La seconda prova
Quintiliano è l’autore della versione di latino da tradurre al liceo classico. Il brano proposto è tratto dal primo libro dell’Institutio oratoria di Quintiliano, opera che rappresenta una delle più mature riflessioni pedagogiche dell’antichità. Agli studenti è chiesto di tradurre il testo dal latino all’italiano e di rispondere ad alcune domande di comprensione, interpretazione, analisi linguistica e approfondimento.

Allo scientifico i ragazzi devono risolvere dei quesiti di matematica. La prova si è aperta con una riflessione di Einstein: “Nella misura in cui i teoremi della Matematica si riferiscono alla realtà, non sono certi, e nella misura in cui essi sono certi, non si riferiscono alla realtà”. Poi i problemi: il primo parte dai rilevamenti del livello delle acque del lago di Bracciano, a nord di Roma, nel 2016 e nel 2017. Da lì si chiede ai ragazzi uno studio di funzione. Il secondo problema parte direttamente dall’astrazione della funzione senza connessioni con problemi reali.
Al linguistico c’è la lingua inglese. Si parte da una comprensione del testo di un brano informativo sugli Ogm. Poi uno scritto tratto On Beauty di Zadie Smith.
Il rapporto tra “crescita, identità e tecnologie digitali” è invece al centro della prova degli studenti delle Scienze Umane. Tra i testi proposti “Crescere connessi. Una sfida per genitori e figli” di Giuseppe Riva, psicologo e studioso delle tecnologie della comunicazione e “Cyber generation. Sfide evolutive per chi cresce online” del medico, psicoterapeuta e ricercatore dell’Università di Milano Alberto Pellai.
Al liceo musicale, una prova di teoria, analisi e composizioni, economia aziendale al tecnico indirizzo economia e marketing.
L’orale
Tra pochi giorni gli studenti affronteranno l’ultima prova di maturità, l’orale. I canditati affronteranno un colloquio su 4 materie stabilite nel mese di gennaio. Non sarà più possibile fare “scena muta” come atto di protesta. Nel 2025 si sono verificati diversi casi simili e, per questo, quest’anno chi non proferirà parola davanti alla commissione sarà bocciato. Sarà valuterà anche il “grado di maturazione personale, di autonomia e di responsabilità raggiunto al termine del percorso di studio”, che prima non esisteva