«Sarà un cielo chiaro.
S’apriranno le strade
sul colle di pini e di pietra»
Inizia così “Passerò per piazza di Spagna” di Cesare Pavese, il primo testo che oltre 527mila studenti italiani hanno trovato davanti a loro questa mattina all’apertura del plico digitale della Maturità 2026. Sono sette le tracce scelte dal Ministero per la prova di italiano. Dalla poesia dell’autore piemontese alla riflessione sul concetto di “incanto”, passando per il dibattito sugli “adultescenti”. Presenti anche i brani di Piero Bianucci, Vitaliano Brancati e Mario Calabresi. Non poteva poi mancare la traccia dedicata agli 80 anni della Repubblica italiana. E domani venerdì 19 ci sarà la temuta seconda prova, quella sulla materia d’indirizzo: latino per il classico, matematica per lo scientifico e lingua e cultura straniera 1 per il linguistico.
Le tracce della prima prova
«Cari maturanti, in bocca al lupo. Ricordatevi tutti i sacrifici che avete fatto, dimostrate chi siete» ha detto la premier Meloni in un video pubblicato su X poco prima del suono della campanella, alle 8:30. Una delle ultime volte in cui gli oltre 527mila studenti ammessi all’esame di Maturità – il 96,8% – sentono quel rumore. Nonostante molti scommettessero su Gabriele D’Annunzio, per l’analisi di un testo poetico, il Ministero ha scelto di puntare su Cesare Pavese con “Passerò per piazza di Spagna”. La seconda traccia della tipologia A, invece, è sul brano tratto da “I piaceri” di Vitaliano Brancati, diario in cui lo scrittore siciliano affida a ricordi, fantasie e meditazioni una riflessione sul valore della memoria e sulla sua capacità di mettere in dialogo generazioni diverse.
In bocca al lupo a tutti i maturandi! pic.twitter.com/F8wn5tliMX
— Giorgia Meloni (@GiorgiaMeloni) June 18, 2026
Ampio spazio anche alla storia e all’attualità. Tra le tracce argomentative c’è infatti il discorso pronunciato da Giuseppe Saragat all’insediamento dell’Assemblea Costituente il 26 giugno 1946. Un testo che riporta l’attenzione sugli ottant’anni della Repubblica italiana e sulle sfide della ricostruzione democratica del Paese. E sempre nella tipologia B gli studenti hanno trovato una riflessione sulla creatività scientifica, partendo dal brano “Te lo dico con parole tue. La scienza di scrivere per farsi capire” firmato dal giornalista e divulgatore Piero Bianucci. Importante anche il tema delle frontiere nella società contemporanea con una riflessione sul concetto di adultescenza proposto dal sociologo Frank Furedi nel suo testo “I confini contano. Perché l’umanità deve riscoprire l’arte di tracciare frontiere”.
Per il tema di attualità, infine, la scelta è caduta sul concetto di incanto e sulla capacità di farsi stupire, sviluppati a partire da un articolo della giornalista tedesca Wenke Husmann. A concludere il plico telematico è una riflessione di Mario Calabresi tratta dal saggio “Alzarsi all’alba”, che invita a interrogarsi sul significato della fatica e dell’impegno nella costruzione del proprio percorso di vita.
Cosa cambia quest’anno?
Quest’anno l’esame cambia la sua forma, soprattutto all’orale. Al colloquio finale non si portano più tutte le materie, ma solo quattro: le due degli scritti, più altre due scelte dal Ministrero dell’Istruzione. Al centro dell’ultima prova ci sarà una breve riflessione dell’alunno su tutto il suo percorso. A partire dal “curriculum dello studente”, il documento digitale che descrive i cinque anni scolastici e riporta le attività svolte fuori da scuola, come musica, sport, certificazioni linguistiche e volontariato. Tutte azioni ritenute particolarmente meritevoli. Viene modificata la commissione, resa più snella e composta solo da cinque professori, di cui due interni alla classe.
Un’altra novità riguarda il punteggio finale, che è composto da due parti: la media dei voti dell’ultimo triennio (massimo 40 punti su 100) più i risultati dei due scritti e dell’orale (60 punti in tutto, 20 per ciascuna delle tre prove). Mentre i voti delle Invalsi, svolte tra il 2 e il 6 marzo, verranno inseriti solo a esame terminato. Nel calcolo, però, ciò che conta di più è la condotta. Se da un lato il 5 equivale alla bocciatura, dall’altro solo chi ha 9 in condotta può ambire al massimo dei crediti. Invece, chi prende 6 deve portare all’orale un elaborato di cittadinanza attiva e solidale. E quest’anno chi decide di fare scena muta per protesta verrà direttamente bocciato.