Questa volta, a Davide non riesce l’impresa di sconfiggere Golia. L’Olimpia Milano supera Venezia 86-72 in gara 4 e conquista lo scudetto 2025-26, il numero 32 della sua storia. È il trionfo di coach Peppe Poeta, seduto sulla panchina a stagione in corso quando dalle parti del Forum di Assago non tirava una bella aria. Ma anche quello del ricordo di Giorgio Armani, patron della squadra dal 2008, venuto a mancare all’alba del nuovo campionato lo scorso 4 settembre.
Pilota automatico
Una stagione regolare col minimo sforzo, chiusa al terzo posto. L’unico obiettivo era mettersi in una buona posizione per puntare al titolo, senza rubare troppe energie da destinare invece all’Eurolega. Scattati i playoff, Milano ha inserito la modalità rullo compressore e schiacciato su quel tasto “pilota automatico” che, quando attivato, la rende una delle migliori squadre in tutta Europa. Dopo un sonoro 3-0 ai quarti contro Reggio Emilia, Guduric e compagni si sono liberati piuttosto agevolmente anche di Brescia (3-1) mandando un messaggio a tutte le antagoniste.
La caduta della Virtus Bologna contro Venezia ha spalancato le porte ai lombardi, messi nella posizione di cambiare le sorti di una stagione fin qui negativa. Le due gare al Forum di Assago hanno messo in mostra tutta la superiorità del roster milanese, ma i veneti nella prima sfida casalinga hanno accorciato le distanze. Mancato il primo match point, l’Olimpia scende in campo con la faccia cattiva in gara 4: gestisce le fiammate delle Reyer, che ci mette anima e cuore spinta dal pubblico di casa, e mette le mani sul tricolore, il trentaduesimo della sua storia. Poeta conquista lo scudetto alla prima stagione da capo allenatore di Milano, dimostrando di saper gestire la pressione che questa panchina porta con sé.
MILANO È ANCORA CAMPIONE D’ITALIA 🏆❤️🤍
L’Olimpia espugna il Taliercio, chiude la serie contro Venezia in gara-4 e conquista il 32° scudetto della sua storia 🇮🇹🔥
Dopo Supercoppa e Coppa Italia arriva anche il tricolore: un mini-triplete che certifica ancora una volta il… pic.twitter.com/pKAjkdKcld
— Eurosport IT (@Eurosport_IT) June 18, 2026
La firma del campione
Fresco di vittoria dell’Eurolega 2024-2025 con il Fenerbache, Marko Guduric è stato il colpo grosso del mercato estivo di Milano per la stagione 2025-26. Le aspettative, però, non sono andate di pari passo con la realtà. Il serbo ha dovuto fare i conti con diversi acciacchi fisici e ha fatto fatica a trovare quelle giocate che lo hanno reso grande, facendo impazzire le difese avversarie.
Ma “il lupo perde il pelo, non il vizio” e, il giocatore di Priboj ha saputo trovare il modo di mettere la sua firma su questa coppa. Nel momento del massimo sforzo veneziano per recuperare lo svantaggio, tra la fine del terzo e l’ultimo quarto, ha infilato tre triple dal peso specifico inqualificabile, su cui si sono infranti gli ultimi sogni di rimonta della Reyer. Ribadendo, ce ne fosse ancora bisogno, il suo status di fuoriclasse. Quando c’è un titolo in palio, averlo in rosa è sinonimo di garanzia.

A testa alta
Venezia si ferma a un passo da uno scudetto che sarebbe stato epico, consapevole di aver dato tutto e, forse, anche qualcosa di più. Nella laguna è tornato un entusiasmo per la pallacanestro che mancava da più di un paio di stagioni, tutto riversato in un Taliercio diventato rovente per i Playoff. In sette partite, infatti, solo Milano è riuscita a uscirne indenne (in gara 4).
È vero, nello sport difficilmente ci si ricorda dei secondi, o dei finalisti. È altrettanto vero, però, che a volte si vince anche senza alzare un trofeo. La Reyer non mette in bacheca alcuna coppa, ma può vantarsi di essersi spinta oltre i propri limiti e aver fatto sognare migliaia di tifosi, che a fine match applaudono in piedi i propri beniamini. Senza rimpianti o rimorsi: ha vinto la più forte.