Dollari, armi, siti nucleari: tra Stati Uniti e Iran un accordo e due versioni

Si chiama MoU. È il documento preliminare o memorandum che definisce le basi di un futuro accordo di pace tra Stati Uniti e Iran, a cui i leader delle due Nazioni hanno messo la firma digitale. A sentire Teheran è una vittoria degli ayatollah: 24 miliardi di asset scongelati e un’offerta di 300 miliardi di dollari come compensazione dell’aggressione israelo-statunitense. La versione della Casa Bianca è simile ma diversa: gli asset saranno scongelati solo in caso di accordo definitivo, mentre i fondi per la ricostruzione sono ancora in forse. Sul nucleare due opposizioni opposte: Teheran dice che è tutto da vedere, mentre per Washington c’è già un impegno a interrompere il programma atomico.

Da Hormuz alle armi nucleari

Il testo prevede la riapertura dello Stretto di Hormuz. Non si affronta il tema di chi lo controlla. Gli americani vogliono però trovare un meccanismo per impedire in futuro all’Iran di poterlo chiudere nuovamente. D’altro canto Teheran vorrebbe far pagare assistenza, pilotaggio e sicurezza. Secondo gli USA inoltre l’Iran si impegna a non sviluppare o acquistare armi nucleari. Condizione già accetta da Teheran con il Trattato di non proliferazione del 1970 e nell’accordo del 2015 siglato da Obama e da cui Trump uscì.

Gli asset scongelati e la questione Libano

Sui 24 miliardi di asset scongelati dagli Stati Uniti, le versioni dei due Paesi sono discordanti. Washington dice che non ha versato nessun pagamento all’Iran e non ha sbloccato nessuno degli asset iraniani. Teheran invece sostiene che nella bozza dell’accordo gli USA si impegnerebbero a sbloccare i 25 miliardi di dollari bloccati all’estero. Nell’accordo è previsto anche il cessate il fuoco in Libano sia da parte di Israele che di Hezbollah. Gli americani non hanno chiesto il ritiro delle truppe israeliane dal sud del Libano e sperano nella normalizzazione dei rapporti tra Tel Aviv e Beirut. Mentre per la Repubblica islamica vale solo se si fermano le bombe su Beirut.

L’arricchimento dell’uranio

Verranno rimandate a successivi negoziati le questioni spinose, come l’arricchimento dell’uranio. Il nodo sta nel tempo in cui l’Iran limiterà l’arricchimento. Washington parla di 20 anni, mentre Teheran risponde cinque. In mezzo i 440 chili di uranio arricchito al 60%, un livello vicino a quello utilizzabile nelle armi nucleari, sepolti in profondità dopo i bombardamenti americani.

Marco Fedeli

Calciofilo, milanese ma col cuore al mare. Mi occupo di sport e di esteri, ma anche di intelligenza artificiale. Ho svolto lo stage a Sky Sport.

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