Roland Garros, semifinale a tinte azzurre: Cobolli sfida Arnaldi per un posto al sole

Prendete un po’ di giallo e aggiungetelo al blu del tricolore francese, issato in cima al Philippe-Chatrier. Ne uscirà un verde che rimanda ai colori dell’Italia, grande protagonista in terra (battuta) parigina. Una delle due semifinali sarà infatti tutta azzurra: Cobolli contro Arnaldi. Il primo ha superato in rimonta Felix Auger-Alliassime (4-6; 6-4; 6-4; 6-4), il secondo ha beneficiato del ritiro di Berrettini nel derby dei “Matteo” quando era avanti 7-5 e 5-2.

Chi di 6-4 ferisce, di 6-4 perisce

Al secondo quarto di finale slam della carriera, dopo quello raggiunto a Wimbledon nel 2025, Flavio Cobolli affronta Auger-Alliassime, la seconda testa di serie più alta rimasta in tabellone. La maggior abitudine del canadese ai grandi palcoscenici, si vede tutta nel primo parziale. Dopo un break e controbreak in apertura di partita, il match prosegue in equilibrio fino al 4-4. Qui il tennista di Montreal tiene la battuta e nel game successivo la strappa invece all’azzurro, aggiudicandosi il primo parziale.

A inizio secondo set il romano si trova sotto 1-3 e l’incontro sembra scivolargli lentamente via dalle mani e dalla racchetta. Qualcosa, però, cambia all’improvviso. Come se lo svantaggio lo avesse liberato, Cobolli trova lo smalto che lo ha portato fino ai quarti e infila quattro giochi consecutivi. Sul 5-4 non trema e pareggia i conti. Nella terza e quarta partita a Flavio basta un solo break portato fino alla fine per bissare e poi triplicare il 6-4 con cui aveva riportato la sfida in parità. Per lui è la prima semifinale slam della carriera che gli regala virtualmente la top10 (dipenderà anche da Mensik).

Un derby amaro

Ultimo quarto di finale, derby azzurro per guadagnarsene un altro in semifinale. Che sballo per il tennis italiano, soprattutto se tra questi nessuno fa Jannik di nome e Sinner di cognome: lui è il più forte, ma gli altri non vogliono stare fermi a guardare. Berrettini parte fortissimo e si porta sul 3-0, ma la palla del 4-0 non sfruttata lancia la rabbiosa rimonta dell’altro Matteo. Il tennista ligure strappa due volte il servizio al romano e per la prima volta passa in vantaggio (4-3). Nell’arrivo in volata, Arnaldi è più lucido e preciso da fondo campo e incassa il primo parziale con il punteggio di 7-5.

Berrettini prova a stare agganciato al match, ma sul 2-3 cede la battuta e la strada per la semifinale diventa una salita vertiginosa. Nel settimo gioco sul centrale di Parigi cala il silenzio. Anche la pioggia che si abbatte con forza sul tetto chiuso sembra diventare afona. L’ex finalista di Wimbledon si tocca la coscia sinistra e comincia a muoversi con fatica. Dal box gli dicono di fermarsi, ma lui temporeggia. Come a volersi ribellare, una volta ancora, a una sfortuna che con lui ci vede benissimo. Proseguire però non ha senso e con le lacrime agli occhi, sotto 2-5 abbraccia il suo avversario e lascia un Roland Garros straordinario con mille pensieri in testa. Arnaldi è in semifinale, ma questa giornata storica per il nostro tennis si conclude con una nota stonata.

Arnaldi consola Berrettini dopo il ritiro
Pillole da semifinale

Di quattro semifinalisti, solo Zverev non è una new entry. Per Mensik e i due azzurri, invece, si tratta di una prima volta assoluta. Secondo Opta, questa è solo la terza volta che succede nel nuovo millennio (Roland Garros 2005 e Us Open 2022 le altre). Inoltre, Matteo Arnaldi diventa il tennista con il ranking più basso (104) a raggiungere il penultimo attimo del Roland Garros dai tempi di Filip Dewulf, che nel 1997 aveva cominciato il torneo da 122 del mondo.

Una prima volta

Cobolli-Arnaldi e Zverev-Mensik. Sono queste le due semifinali maschili del Roland Garros, in programma venerdì 5 giugno e con una certezza assoluta: ci sarà un nuovo vincitore slam. Sulla carta il favorito non può che essere Zverev, il campione che non è mai diventato fuoriclasse. Vuoi per i suoi limiti e aggiungiamoci gli alieni che ha trovato durante il percorso: prima Djokovic, Nadal e Federer, ora Sinner e Alcaraz. Lui, però, non è mai stato un cuor di leone nel gestire la tensione e questa è una grande incognita.

Zverev sconfitto nettamente in finale dell’Australian Open 2025

Ora che tutto sembra apparecchiato per il suo primo major riuscirà a non farsi schiacciare dalla pressione? Mensik sta giocando il miglior tennis della carriera e non ha nulla da perdere. E poi ci sono i due rampolli azzurri, vogliosi di continuare una cavalcata da sogno e anche loro consapevoli di avere un’occasione ghiottissima, che potrebbero anche non riavere più. Il tedesco è l’uomo da battere, ma i tre novellini non stenderanno alcun tappeto rosso.

Pietro Santini

Cresciuto tra le montagne trentine, in città costruisco le mie basi da giornalista. Per fare dello sport, la mia grande passione, un lavoro. Collaboro con il quotidiano l'Adige. Ho svolto uno stage al canale tv di Sport Mediaset.

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