Israele oltre la “linea gialla” in Libano: l’offensiva di Netanyahu minaccia la tregua USA

Continua la tregua “calda” tra Stati Uniti e Iran in attesa che un accordo arrivi a porre fine al conflitto. Dopo i bombardamenti americani nel sud del Paese – di ieri 26 maggio – l’azione è stata definita dal Pentagono un’operazione di difesa preventiva «volta a proteggere le forze americane». Una ripresa limitata delle attività belliche, che hanno gettato scompiglio sulle ipotesi di soluzioni diplomatiche. Intanto Israele ha ripreso i raid nella valle della Bekaa e le attività militari oltre la linea gialla, stabilita con la tregua, contro le postazioni di Hezbollah.

Israele in Libano

È però dal fronte minore del Libano che è arrivato, potenzialmente, il colpo più duro ai negoziati. Il governo di Netanyahu ha fatto ripartire i bombardamenti nel sud del Libano e le operazioni di terra sono state estese oltre la linea gialla stabilita dalla tregua. L’unica condizione imposta da Washington è di non toccare Beirut, per abbassare ogni rischio di far saltare i colloqui. Nelle ultime 24 ore l’offensiva israeliana ha causato la morte di 28 persone, inclusi due bambini, e 104 feriti. L’Idf ha anche annunciato l’uccisione a Gaza del nuovo leader di Hamas, Mohammad Odeh.

Iran e Usa

La distruzione di alcune postazioni di lancio missilistiche nel sud dell’Iran ha portato le Guardie della rivoluzione islamica a minacciare una risposta. Il ministero degli Esteri ha definito l’attacco una chiara violazione del cessate il fuoco. Il leader supremo, Mojtaba Khamenei, si è spinto oltre, aggiungendo che le basi militari statunitensi in Medio Oriente non sono immuni da possibili rappresaglie. Dall’altro lato il Comando centrale del Pentagono ha classificato l’attacco come un semplice intervento di auto-difesa e volto a dimostrare la moderazione americana.

Da entrambe le parti non sembrano esserci intenzioni di interrompere i negoziati. Come ha affermato Marco Rubio – Segretario di stato Usa – saranno necessari ancora alcuni giorni per un compromesso. Nell’immediato, il nodo più difficile da sciogliere sembra essere la riapertura e la libera navigazione nello Stretto di Hormuz.

Andrea Pagani

Laureato in Storia, ma con la passione del giornalismo sin da bambino. Con il vizio per gli esteri, dopo l'esperienza di stage al Fatto Quotidiano, ho deciso di sfidare la mia allergia alla matematica approfondendo l'economia, convinto che sia la chiave per capire dove va il mondo.

No Comments Yet

Leave a Reply