Collane, orecchini e anelli di smeraldi, zaffiri e diamanti. Ma anche orologi Omega e Longines e un girocollo con 14 rubini. È il bottino di circa 3 milioni di euro ritrovato nella cassaforte dell’ex premier spagnolo José Luis Rodriguez Zapatero, ora al centro di un’inchiesta politica-giudiziaria che rende ancora più debole il governo socialista di Pedro Sanchez.
L’accusa
Per la Spagna Zapatero dal 2004 al 2011 è stato l’uomo forte dei socialisti, diventando paladino dei diritti civili con leggi per favorire il matrimonio gay e contro la violenza domestica. Ma da leader brillante, Zapatero oggi rischia di ricevere l’appellativo di «politico ladro» a causa dell’indagine per i presunti reati di organizzazione criminale, traffico di influenze, falso documentale e riciclaggio di denaro. Secondo gli inquirenti, un sistema di corruzione che riguarderebbe il salvataggio con finanziamenti pubblici della compagnia aerea Plus Ultra. Il tutto in connivenza con il Venezuela chavista, Paese in cui Zapatero si era speso con l’obiettivo di portare a una transizione democratica.
Il caso Plus Ultra
L’indagine inizia nell’ottobre del 2024 con una denuncia della Procura Anticorruzione spagnola che accusa sette persone di aver creato un sistema di riciclaggio di denaro in Venezuela. A cui si aggiunge il caso della Plus Ultra, che avrebbe usato 53 milioni di euro per il suo salvataggio: fondi ritenuti illeciti e troppo alti per una compagnia così piccola. L’indagine del giudice istruttore José Luis Calama ha fatto emergere il network illegale, il cui capo sarebbe stato per 10 anni proprio Zapatero con il coinvolgimento del proprietario della compagnia Julio Martínez, del regime dell’ex dittatore venezuelano e di una ramificazione internazionale che includerebbe anche soggetti cinesi. Da quanto risulta dall’indagine, Martinez avrebbe prima incassato 300 mila euro da Plus Ultra grazie alla società di consulenza Analis Relevante, poi avrebbe versato quasi 500 mila euro a Zapatero e 230 mila euro alla Whathefav S.L., l’agenzia di comunicazione delle figlie dell’ex premier, Laura e Alba Rodríguez Espinosa. Il tutto tramite fatture fittizie. Zapatero, invece, avrebbe ottenuto 2,6 milioni di euro e il tesoro ritrovato nella sua cassaforte. Un bottino di 103 oggetti di lusso, tra cui 41 orecchini, 15 collane, 11 bracciali, 8 orologi e 20 accessori.

Oltre all’azienda Plus Ultra, le indagini si sono focalizzate anche sulla società venezuelana Inteligencia Prospectiva, aperta nel gennaio 2020 dai fratelli Amaro Chacón. Secondo gli inquirenti, il gruppo avrebbe trasferito un milione di euro alla società delle figlie di Zapatero, alla società Analisis Relevante di Martínez e alla think tank Gate Center presieduta proprio dall’ex premier socialista.
Il declino per Zapatero
Martinez è stato arrestato l’11 dicembre 2025, poi è iniziata «l’Operazione Tibet» per Zapatero. Settimana scorsa l’ex leader è stato raggiunto nella sua abitazione dagli agenti della polizia, che gli hanno comunicato l’imputazione. Nel frattempo, un’altra squadra ha perquisito il suo studio legale e gli uffici della Whathefav S.L. Zapatero ha negato il proprio coinvolgimento, sostenendo che i profitti arrivassero da un lavoro reale svolto da lui e dalle figlie. E ha aggiunto che i gioielli rinvenuti erano «eredità della moglie o regali di viaggio». Inoltre, secondo alcune fonti giudiziarie, l’ex premier sarebbe già stato pronto a fuggire a Caracas. Appena il suo nome ha iniziato a circolare negli ambienti giudiziari, Zapatero avrebbe comprato un biglietto per Santo Domingo. Dove poi avrebbe preso un aereo privato per spostarsi in Venezuela.

Sul governo
L’inchiesta su Zapatero aggrava ulteriormente la situazione di fragilità del Partito Socialista. Il premier Pedro Sanchez continua a dirsi «tranquillo» e a difendere il suo maestro. Ma non può ignorare il caso, soprattutto di fronte a un equilibrio politico precario. A un anno dalle elezioni presidenziali, il PSOE è stato sconfitto dal Partito Popolare in quattro regioni che sono andate al voto in questi sei mesi. A ciò si aggiunge l’incriminazione di Begoña Gómez Fernandez, moglie di Sanchez, implicata in un presunto traffico di influenze e raggiunta dalla notifica di convocazione per un’udienza preliminare il prossimo 9 giugno. In questo scenario, il leader dell’opposizione Alberto Núñez Feijoo ha accusato l’attuale premier di voler «saccheggiare tutto» rimanendo al potere. Mentre secondo Felipe González, ex leader e figura storica del socialismo spagnolo, Sanchez dovrebbe anticipare le elezioni politiche a quest’anno.