L’Al-Nassr batte 4-1 l’Al-Damak ed è campione d’Arabia per l’undicesima volta nella sua storia, la prima da quando Cristiano Ronaldo è arrivato al club nel 2023. È il 37esimo titolo in carriera per il fuoriclasse di Madeira, che entra in una ristretta cerchia di giocatori ad aver vinto il campionato nazionale in quattro paesi diversi.
Autore della doppietta che ha spezzato la partita decisiva per l’assegnazione del titolo, al momento della sua uscita dal campo a pochi minuti dalla fine CR7 è in lacrime. Con la vittoria del campionato saudita a 41 anni, Ronaldo conta 19 titoli sollevati al cielo dopo il compimento dei 30 anni, contro i 18 trofei conquistati prima di quella soglia. Ѐ come se il portoghese si fosse abbeverato a una fonte d’eterna giovinezza: per lui il tempo sembra scorrere al contrario.
IL RE
Nello scontro diretto della giornata precedente contro gli eterni rivali dell’Al-Hilal, l’urlo di gioia dell’Al-Nassr è rimasto strozzato allo scadere degli ultimi secondi del recupero. Al 90’+6, in vantaggio di 1-0, il portiere dei gialloblu, Bento, su una battuta da fallo laterale fa una papera e concede il pareggio in extremis.
Questa volta all’Al-Awal Park di Riyadh tutto è pronto per la festa. La squadra di Cristiano Ronaldo è nettamente la favorita. I tifosi di casa lo sanno e riempiono di giallo lo stadio indossando la maglietta della propria squadra. La serata, neanche a dirlo, viene decisa da quella stella che nel 2023 ha acceso i riflettori sul campionato saudita.
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L’Al-Nassr si porta in vantaggio 2-0, ma al 58′ Simakan provoca un calcio di rigore che viene trasformato da Sylla. Il pubblico rimane per cinque minuti con il fiato sospeso, fino a quando Ronaldo firma il 3-1 su punizione. La doppietta che sancisce il 4-1 finale è la 973esima rete in carriera di un campione senza fine, che chiude l’ennesimo anno vissuto da protagonista assoluto con 28 marcature stagionali.
1000 RETI PER UN MONDIALE
Con già 36 titoli di squadra alle spalle — tra cui 5 Champions League e 1 Europeo — a cui si aggiungono 5 Palloni d’Oro, la vittoria del campionato arabo è il coronamento del lavoro del portoghese in Arabia. Un fuoriclasse dall’etica del lavoro ferrea, instancabile e insaziabile, che a 41 anni ha ancora il sangue negli occhi e la fame di chi è agli inizi.
Davanti a sé ora ci sono due obiettivi che lo eleverebbero ulteriormente a leggenda del calcio mondiale: le 1000 reti da professionista e, molto più difficile, la vittoria del primo mondiale con il suo Portogallo. Basterà anche solo uno di questi a consacrarlo come il migliore di sempre? Riuscirà a porre fine al goat debate? Forse no, ma a Cristiano Ronaldo poco importa. Fino a quando appenderà gli scarpini al chiodo, CR7 è sempre pronto a ricordare a tutti, con la sua famosa esultanza, che il migliore è lui: «Yo, estoy aqui. Sium!». Lunga vita al re.