“Le città di pianura” domina i David di Donatello 2026: vince il surrealismo dei sobborghi

È la storia di un outsider, quella di Francesco Sossai. Dopo l’esclusione da Berlino e Cannes Le città di pianura domina la 71esima edizione dei David di Donatello. Lo fa battendo anche La Grazia di Paolo Sorrentino, che aveva ottenuto quattordici nomination. Il risultato? Le sedici candidature ottenute sono state tradotte in otto statuette. Ha trionfato il surrealismo dei sobborghi veneziani.

Le proteste prima della cerimonia

A presentare la cerimonia c’erano Flavio Insinna e Bianca Balti con la partecipazione speciale, tra gli altri, di Matthew Modine. A pochi passi dal nuovo Teatro 23 di Cinecittà, diversi lavoratori, scenografi, tecnici e montatori hanno espresso però il loro dissenso: «Siamo pronti a fermare i set, se necessario». Le proteste sono dovute ai tagli dei fondi per il cinema, che sono scesi da 696 a 626 milioni e al contratto collettivo fermo dal 1999: «È assurdo fare festa dimenticando chi lavora ogni giorno» hanno dichiarato con un flash mob silenzioso. E con delle maschere bianche. Quasi a voler urlare, col volto, la loro invisibilità.

La vittoria de Le città di pianura e gli altri premi

Tra i premi conquistati da Sossai spiccano quello al Miglior film, regia e sceneggiatura originale. Il Miglior attore protagonista è Sergio Romano (Le città di pianura), che è salito sul palco elettrizzato e travolto dalla commozione.
Dietro si piazza Primavera con quattro statuette: sono state premiate Maria Rita Barbera e Gaia Calderone per i Migliori costumi, seguite dal Miglior compositore, acconciatura e sonoro.

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In foto da sinistra Adriano Candiano e Francesco Sossai, premiati per il film “Le città di pianura”

La città proibita conquista l’Academy grazie ai conflitti multietnici nel quartiere romano dell’Esquilino. Il film di Gabriele Mainetti si aggiudica la Miglior scenografia, gli effetti visivi e la fotografia grazie alla messa in scena pirotecnica, tagliente e colorata degli scontri tra i clan malavitosi cinesi e romani.
Grossa sorpresa invece per Le assaggiatrici di Silvio Soldini, che vince per la Miglior sceneggiatura non originale, miglior trucco e il David giovani per la magnetica rappresentazione sullo schermo della sala assaggi. Proprio lì, le protagoniste devono ingerire i piatti destinati al Fuhrer, facendo però da cavie per verificarne l’assenza di veleno.

Gioia mia porta a casa due David, mentre come miglior film internazionale c’è Una battaglia dopo l’altra.
Il premio del pubblico va al campione d’incassi Buen Camino, che grazie ritorno di Checco Zalone sul grande schermo è diventato il film italiano col maggior incasso di sempre.
Matilde De Angelis è la Miglior attrice non protagonista con Fuori, mentre Roberto Rossellini – più di una vita è il Miglior film documentario.

I premi speciali

Il David speciale va al maestro dell’animazione Bruno Bozzetto, quello alla carriera è invece del regista e sceneggiatore Gianni Amelio.

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Il direttore della fotografia Vittorio Storaro alla 71esima edizione del David di Donatello

Infine, il Premio Speciale Cinecittà 71 se lo aggiudica Vittorio Storaro, maestro dei colori e della modulazione luministica. Un gigante. Da quando ha iniziato i suoi studi a Cinecittà si è dedicato interamente al cinema, realizzando ben ottanta film. Il riconoscimento è frutto di decenni come direttore della fotografia per diversi registi, tra cui Bernardo Bertolucci, Francis Ford Coppola e Woody Allen, con i quali ha trasformato la luce in emozioni tattili. 

Federico Tondo

Nato a Lecce nel 2003. Mi piace scrivere di cinema. Curo il podcast cinematografico "Extra Butter". Sono cresciuto con Hitchcock, Kubrick, Billy Wilder e la Hollywood classica. Non faccio preferenze tra film di genere e film d'autore, né tra quelli popolari e di nicchia. Esistono solo film belli o meno belli. L'obiettivo: lavorare come critico.

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