David di Donatello 2026: le maestranze del cinema chiedono certezze e Giuli dice sì

Mai più” ha detto con fermezza il Ministro della Cultura Alessandro Giuli durante l’incontro con le maestranze del cinema tenutosi ieri 5 maggio al Quirinale. Alla vigilia della cerimonia di consegna dei David di Donatello, è stato lo stesso rappresentante del governo a toccare per primo i nervi più scoperti del settore davanti al Capo dello Stato. L’intento dichiarato è quello di riconoscere apertamente gli errori del passato per evitare di ripeterli, promuovendo azioni concrete per una categoria di lavoratori che da troppo tempo lamenta un bisogno di aiuto profondo. Secondo quanto annunciato dal ministro, saranno infatti stanziati 20 milioni di euro destinati al fondo per il cinema, una boccata d’ossigeno essenziale per un comparto che necessita di un sussidio straordinario per ripartire. Resta ora da capire se queste dichiarazioni d’intenti si trasformeranno rapidamente in fatti o se rimarranno confinate nel perimetro delle celebrazioni istituzionali.

IL MONITO DI MATTARELLA E LA LIBERTÀ DI CREARE 

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, accogliendo i protagonisti della nostra cinematografia, ha sottolineato come di fronte alle difficoltà attuali occorra un dialogo aperto e un confronto privo di pregiudizi. Nel suo discorso rivolto alle maestranze riunite per la celebrazione dei David, che vedrà il suo culmine nella serata di oggi 6 maggio, il Capo dello Stato ha espresso l’augurio che tutto il cinema italiano possa avere sempre “l’audacia di realizzare in libertà i propri progetti”.

L’IRONIA DI BISIO SU ‘LA GRAZIA’

A stemperare la solennità dell’incontro ci ha pensato l’ironia di Claudio Bisio, il cui intervento ha permesso di mantenere un clima leggero nonostante le tensioni latenti. Il comico ha giocato con il linguaggio istituzionale affermando che qualcuno gli aveva suggerito parole da non dire, ma non ha potuto fare a meno di citare La Grazia, con un riferimento neanche troppo velato al recente e discusso caso relativo alla grazia che il Presidente aveva concesso a Nicole Minetti e alle verifiche sulle informazioni che il Guardasigilli Nordio aveva trasmesso al Colle.

Sebbene Bisio si riferisse ufficialmente alla “grazia” estetica del nuovo film di Paolo Sorrentino, che ha collezionto ben 14 candidature, il richiamo alla cronaca politica degli ultimi giorni è apparso più forte di qualsiasi citazione cinematografica. Non è mancato poi un momento di amarcord relativo alle riprese del film “Benvenuto Presidente”, girato proprio nelle sale del palazzo; alla domanda ironica di Bisio sulla cura degli ambienti dopo il set, Mattarella ha risposto prontamente ricordando con un sorriso che era tutto in ordine, nonostante un cerimoniale inizialmente un po’ disorientato dalla presenza delle cineprese.

IL NODO DELLE PENSIONI E L’ALLARME DI GIANNI AMELIO 

Oltre le battute e le celebrazioni, restano aperte questioni strutturali che il regista Gianni Amelio ha sollevato in un’intervista a La Repubblica. Il regista ha parlato soprattutto della previdenza sociale, definendo la situazione delle pensioni per i lavoratori del cinema come una vera e propria emergenza. Secondo Amelio, non si può parlare di eccellenza del sistema se chi sta dietro la macchina da presa o nei laboratori tecnici rischia l’indigenza dopo una vita di contributi versati in modo discontinuo. Amelio ha denunciato un precariato che non colpisce solo i giovani, ma che logora anche i professionisti affermati, chiedendo che il fondo annunciato da Giuli non serva solo alla produzione di nuovi film, ma anche a garantire una dignità previdenziale a chi il cinema lo costruisce fisicamente, giorno dopo giorno.

SUPERARE LE OMBRE SUI FONDI PUBBLICI 

Le rassicurazioni del Ministro Giuli arrivano dopo un periodo di forti scossoni, culminati con le dimissioni polemiche di alcuni membri della commissione per l’assegnazione dei contributi pubblici. La scintilla era scoppiata in seguito al parere negativo sul documentario dedicato alla memoria del ricercatore Giulio Regeni, una decisione che ha sollevato accuse di scelte ideologiche e preferenze accordate a opere ritenute, da molti operatori, tecnicamente meno meritevoli. Questa nuova promessa di aiuti concreti ha permesso che la mattinata al Quirinale procedesse senza strappi, allontanando lo spettro di campagne di boicottaggio o denunce plateali che erano state paventate alla vigilia. Nonostante il clima, forse solo apparentemente disteso, molti registi e attori riflettono con prudenza sulle parole del ministro, preferendo aspettare i risultati effettivi prima di farsi abbagliare dai grandi numeri e dagli auspici istituzionali.

In vista della cerimonia di stasera, anche l’attrice Matilda De Angelis ha voluto ribadire la necessità di una presa di posizione netta da parte di chi gode di visibilità. L’attrice ha dichiarato che chi ha una voce ha il dovere di portarla nelle sedi opportune, sottolineando come, sebbene alcuni nomi siano in una posizione privilegiata, la stragrande maggioranza dei lavoratori debba lottare quotidianamente in un settore che assomiglia sempre più a un imbuto stretto.

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