Un’ora e mezza di telefonata dopo due mesi di silenzio. Donald Trump e Vladimir Putin si sono sentiti, hanno avuto una conversazione “serena e professionale”, secondo un assistente del presidente russo. Per Trump la fine della guerra è vicina, ma secondo altre fonti è invece più probabile un breve cessate il fuoco.
Una tregua in Ucraina?
Il presidente degli Stati Uniti ritiene che un accordo per porre fine al conflitto in Ucraina, che dura da più di 1500 giorni, sia vicino. È in realtà più probabile che il capo del Cremlino approvi solo una tregua temporanea, che coincide con la festa nazionale del Giorno della Vittoria, quando si festeggia la fine della Seconda Guerra mondiale. È una festività molto sentita da Putin, infatti vuole far sì che nella Piazza Rossa non sfilino mezzi militari. La tregua è quindi circoscritta a questa festività, secondo quanto dichiarato dalla parte russa. Anche perché Mosca è disposta a cessare il fuoco solo nel caso in cui Zelensky accetti le condizioni già messe sul tavolo in precedenza.

L’ottimismo americano, gli obiettivi russi
Cambia dunque poco, perché il presidente ucraino ha già ripetuto più volte di non poter accettare tali richieste. Washington però sostiene che la tregua sia vicina. Trump torna a decantare la fine del conflitto, come ha ripetutamente fatto per le altre guerre in corso, salvo poi cominciarne di nuove lui stesso. Appena tornato alla Casa Bianca aveva annunciato che avrebbe fatto finire la guerra in Ucraina in pochi giorni, ma aveva diretto presto la sua attenzione altrove, accusando prima Zelensky poi Putin (e viceversa, più volte) di essere intrattabili. Questa telefonata, la dodicesima nel secondo mandato di Trump, ha fatto tornare ottimista il presidente. Questo perché durante la chiacchierata, riporta il consigliere russo Yuri Ushakov, Putin avrebbe affermato che la fine della guerra è vicina perché sono vicini gli obiettivi dell’operazione militare di Mosca. Il capo del Cremlino avrebbe illustrato al presidente americano la situazione dove le truppe russe stanno mettendo alle strette quelle ucraine.

Una nuova partita geopolitica
Si tratta dell’ennesimo caso di parole vuote da parte di Trump? Può essere, anche perché bisogna sottolineare che l’altra parte in causa, quella ucraina, non è stata interpellata, e che la tregua promossa da Putin riguarda il Giorno della Vittoria, e infine che il presidente russo non si è scostato dalla volontà di raggiungere i suoi obiettivi, vendendo tutto questo al presidente americano come la vicina fine del conflitto. Niente di ciò fa presuppore un reale cessate il fuoco. Ma forse The Donald potrebbe riprendere interesse in questa guerra, dopo essersi concentrato altrove. Durante la telefonata si è infatti anche parlato di Iran e del blocco di Hormuz. Putin sembrerebbe aver dato la disponibilità della Russia a partecipare alle trattative diplomatiche per risolvere la situazione, proponendo anche delle considerazioni utili a risolvere il conflitto. Potrebbe dunque aprirsi un nuovo scenario.
Sul piano delle trattative potrebbe configurarsi una duplice partita, che legherebbe le sorti delle due guerre in corso. Tra Mosca e Washington potrebbe scriversi il risultato per Kiev e Teheran, in una partita a scacchi, dove le caselle sono fatte di petrolio e uranio.