La battaglia tra il Movimento 5 Stelle e il suo fondatore continua. Dopo essere stato estromesso nel 2024 dal ruolo di garante, ora Beppe Grillo vuole il simbolo e il nome del partito fondato da lui nel 2009. E per riaverli ha fatto causa all’attuale leader del Movimento, Giuseppe Conte.
L’inizio di tutto
All’interno del Movimento la decisione del fondatore non è una sorpresa per nessuno. Grillo non ha nascosto le sue intenzioni già due anni fa, quando è stato estromesso dal suo ruolo di garante e dalla vita politica del partito da lui fondato. All’epoca aveva ammesso che «vedere questo simbolo rappresentato da queste persone mi dà un senso di disagio. Fatevi un altro simbolo. Il Movimento è stramorto», annunciando poi che avrebbe fatto ricorso a vie legali.
Conte e Grillo in tribunale
È stata l’associazione Movimento 5 Stelle di Genova, di cui Grillo è presidente del consiglio direttivo, a notificare l’atto di citazione davanti al Tribunale di Roma. La prima udienza è prevista per fine luglio. Deciderà a chi appartengono nome e logo del Movimento, e soprattutto chi potrà utilizzarli. A commentare la notizia è anche l’ex parlamentare Marco Bella, molto vicino a Grillo. «Se vi rimane ancora un po’ di dignità – scrive sui social – ridate il simbolo e il nome del MoVimento a Beppe. E andate per la vostra strada. Fatevi il vostro simbolo».
Ma la notizia non sembra preoccupare gli stellati, anzi c’è «massima tranquillità, lo sapevamo» fanno sapere. La tempistica però non è a favore del Movimento. Infatti a luglio Conte sarà in piena campagna elettorale per le primarie all’interno del campolargo e, a prescindere dal suo esito, una battaglia legale con Grillo a meno di un anno dalle prossime politiche del 2027 potrebbe mettere in difficoltà il Movimento.