Il primo nella storia. Jannik Sinner vince il Master 1000 di Miami e completa il Sunshine Double, la doppietta tra Indian Wells e Florida. È l’ottavo giocatore a riuscirci, ma nessuno lo aveva mai fatto senza perdere alcun set. Con la vittoria per 6-4; 6-4 in finale contro Jiri Lehecka, diventano così 34 i set consecutivi conquistati dall’azzurro, record assoluto. E tra due settimane, a Montecarlo, ci sarà la prima possibilità di superare Alcaraz in classifica.
La finale
A Miami è una domenica piovosa, la partita comincia in ritardo. Il clima è insolito e le condizioni di gioco particolari, ma lo sono per entrambi. Sinner contro Lehecka. Un solo turno di battuta perso tra tutti e due i giocatori in dieci partite totali, quello concesso dall’azzurro agli ottavi contro Michelsen. A Jannik bastano però due game di risposta per strappare il servizio al ceco, spesso fuori giri nel tentativo di scardinare il ritmo insostenibile, o quasi, imposto da Sinner. L’azzurro continua a servire bene come fatto in tutto il torneo e porta fino in fondo quel vantaggio iniziale, aggiudicandosi per 6-4 il primo parziale.
Dopo tre punti in avvio di secondo set, la pioggia torna a fare capolino e il match viene interrotto per un’ora abbondante. Alla ripresa del gioco il numero due del mondo mette pressione in ogni turno di battuta di Lehecka, senza però riuscire a portarsi avanti. Sul 4-4 si rompe però l’equilibrio, con un dritto del ceco che decolla e consegna a Sinner la possibilità di servire per il torneo. Sul primo match point il nastro gli nega la chiusura con l’ace, strozzando in gola l’urlo di gioia. Ma è questione di qualche secondo: con una volée vincente a campo aperto Sinner si prende il Miami Open, il settimo Master 1000 della carriera.
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— Tennis TV (@TennisTV) March 30, 2026
Operazione sorpasso attivata
Solo a fine febbraio, pensare di superare Alcaraz nel breve termine era piuttosto immaginifico. Alle soglie di aprile invece, le possibilità sono più concrete che mai. I due successi dell’azzurro, a fronte di una semifinale e un secondo turno del tennista di Murcia, hanno ricompattato i due amici-nemici. A Montecarlo, Sinner avrà la prima buona occasione di tornare in cima al ranking.
Alcaraz scarterà i 1000 punti della vittoria del 2025 (in finale contro Musetti) e il suo vantaggio si ridurrà dunque a 190 lunghezze. Tradotto, se Sinner dovesse conquistare il titolo sarebbe il nuovo numero uno del mondo. In caso contrario, non sarà l’unico padrone del proprio destino. Indipendentemente dal Principato, però, l’operazione sorpasso è entrata nel vivo. E, conti alla mano, sembra solo una questione di tempo.

All’ombra della Torre Eiffel
Tornare in cima alla classifica è un obiettivo che Sinner spunterebbe volentieri dalla sua lista dei buoni propositi. Ma l’obiettivo principale quest’anno è un altro e non lo nasconde. All’ombra della Torrei Eiffel, su quel Philippe Chatrier che l’anno scorso gli ha fatto sfiorare il cielo con un dito per poi farlo cadere rovinosamente, c’è l’ultimo Grande Slam che ancora gli manca. Il Roland Garros.
Da Montecarlo comincia l’avvicinamento all’evento che Jannik ha cerchiato in rosso sul suo calendario. Passando poi per Madrid, torneo che non ha mai amato, e Roma, che l’anno scorso lo accolse al suo ritorno dai tre mesi di sospensione. Poche tappe ma fondamentali, consapevole che superare Alcaraz sulla sua terra battuta sarà compito arduo. Ma la sfida è ciò che più lo motiva, la benzina che alimenta il suo motore. E sicuramente non si tirerà indietro, almeno non prima di aver lasciato sul campo anche l’ultima goccia del serbatoio.

Doppio dolceamaro
Per un doppio che alza il titolo, ce n’è un altro che si accontenta del secondo posto. Simone Bolelli e Andrea Vavassori hanno conquistato il primo Master 1000 in carriera, battendo in finale Harri Heliövaara e Henry Patten, numeri 4 del mondo. Un titolo molto signifciativo per i due azzurri, che con le finali hanno storicamente un rapporto complicato. Ancora di più per Bolelli che, con gli occhi gonfi e lucidi, ha voluto dedicare il titolo al papà, in condizioni di salute delicate.
Stop in finale invece per le campionesse olimpiche Errani-Paolini. Le azzurre sciupano tre set point nel primo parziale, cedendo poi nettamente al tiebreak. Nel secondo set il tandem Towsend-Siniakova mette la freccia e procede spedito verso il successo regolando con un perentorio 6-1 la coppia italiana, incapace di trovare le contromisure.