A Miami il francese Moise Kouamé diventa il primo 2009 a vincere un match Atp

Non ha l’età per guidare la macchina, ma col tennis se la cava già piuttosto bene. Si chiama Moise Kouamé, è nato a Sarcelles e lo scorso 6 marzo ha spento diciassette candeline. A Miami ha vinto la sua prima partita in un Master 1000 diventando il settimo più giovane della storia a riuscirci, il terzo nel ventunesimo secolo. Meglio di lui negli anni 2000 solamente Richard Gasquet (15 anni e 301 giorni) a Montecarlo 2002 e Rafael Nadal (16 anni e 315 giorni), un anno dopo sempre nel Principato.

La prima non si scorda mai

Arrivato in Florida grazie a una wild card, il giovanissimo francese affrontava al primo turno lo statunitense Zachary Svajda, numero 96 al mondo. Perso il primo set 7-5, Kouamé si è ritrovato a cinque punti dalla sconfitta sotto 3-4 e 0-40 nel secondo. Con la partecipazione del tennista americano, il francese ha trovato il modo di riacciuffare, e ribaltare, un match che sembrava ormai perso. Dopo aver rimesso in parità l’incontro con un 6-4 in suo favore, ha gestito con maturità, quasi un ossimoro per un diciassettenne, il break ottenuto a inizio terzo parziale.

Con il punteggio di 5-7; 6-4; 6-4, Moise è il primo tennista nato nel 2009 a vincere un match Atp. E lo fa in uno dei palcoscenici più prestigiosi del tennis mondiale. La velocità di palla è già sostenuta e dà ragione a Ivan Ljubicic, che nel 2024 raccontava di come Kouamé dovesse talvolta fermarsi durante l’allenamento perché colpiva troppo forte. Qui subentrano tutti i margini di miglioramento: la gestione del suo corpo e del suo tennis, la tenuta fisica e quell’esperienza che partita dopo partita metterà nella cassetta degli attrezzi. All’inseguimento del suo sogno, «diventare numero 1 del mondo».

Un binomio francese

Al fianco del baby talento transalpino c’è proprio quel Richard Gasquet, che guida la classifica dei più giovani di questo secolo a vincere un match in un Master 1000. E che dopo 23 lunghi anni nel circuito Atp, nel 2025 ha salutato il tennis giocato. L’esperienza di chi questo mondo lo ha conosciuto a pieno, gioie e dolori, alti e bassi, non può che giovare a un diamante grezzo completamente da raffinare.

Un tandem tutto francese, con un obiettivo comune. Continuare a crescere e spremere tutto quel grande potenziale che gli Dei del tennis hanno riposto in Moise Kouamé. Senza l’ossessione di avere una meta e tempistiche predefinite, consapevoli piuttosto dell’importanza del viaggio. Il talento è sotto gli occhi di tutti, ma per diventare grande tra i grandi non può bastare senza etica del lavoro, mentalità e sacrifici. E proprio sotto questo punto di vista, l’umiltà di Gasquet può aiutare il suo allievo a non perdere di vista i suoi obiettivi, ora che le luci su di lui si faranno più abbaglianti.

Kouamé lascia Montpellier dopo aver lottato contro Kovacevic lo scorso 4 febbraio
Punto di partenza

Una vittoria ricca di significato, ma che per Kouamé sarà presto un dolce ricordo. Di match se ne aggiudicherà molti altri, sicuramente più importanti. Al secondo turno affronterà Jiri Lehecka, numero 22 del mondo, e sarà curioso vedere la sua resistenza di fronte a uno dei maggiori colpitori del circuito. A prescindere dal risultato, però, Miami rappresenta per il francese il primo vero punto di partenza tra i grandi. La conferma di essere sulla retta via, con un potenziale invidiabile. Nel Paese a Stelle e strisce, il tennis francese si culla la sua nuova stella. 

Pietro Santini

Cresciuto tra le montagne trentine, in città costruisco le mie basi da giornalista. Per fare dello sport, la mia grande passione, un lavoro. Collaboro con il quotidiano l'Adige. Ho svolto uno stage al canale tv di Sport Mediaset.

No Comments Yet

Leave a Reply