La realtà di eXinvest: da azienda familiare a colosso mondiale

Nel mondo dell’industria farmaceutica c’è un colosso internazionale che nasce da una piccola realtà familiare italiana. È quella di eXinvest, realtà fondata nel 2019 da Paolo Balossi dopo una storia di oltre quarant’anni. E che ha da poco trasferito la sua sede principale a Dubai, diventando eXivest of Emirates.

Il metodo di eXinvest

«La nostra azienda si distingue dalle più classiche – dice il fondatore Paolo Balossi – perché oltre alla distribuzione dei farmaci, si occupa della presa in cura del paziente. Delle dimissioni e di tutto ciò che riguarda la continuità della vita del paziente nel post-ricovero».

La ricerca dell’azienda si basa su quei pazienti che terminano il percorso ospedaliero e hanno però necessità di continuare il percorso di cura. eXinvest distribuisce dunque meno farmaci rispetto ad altri venditori e predilige invece «un progetto per il reperimento delle risorse e dei prodotti necessari per i nostri clienti. Soprattutto quelli più rari, innovativi e difficilmente trovabili nei canali di distribuzione canonici», sottolinea Balossi.

Il lavoro in un periodo complesso
Paolo Balossi, fondatore eXinvest of Emirates

La parentesi del Covid ha colpito inevitabilmente tutto il mondo sanitario, cambiando molte logiche di distribuzione. «Tutto il mondo ha assistito in diretta a cosa vuol dire produrre un farmaco in tempi brevi e a testarlo con ogni rischio del caso», afferma l’imprenditore. Il lockdown ha fatto comparire molte aziende inesperte e non preparate, che tentavano di approfittare di un momento di estrema necessità.

«Il nostro ruolo è stato quello di lavorare nel miglior modo possibile compatibilmente con la situazione. Abbiamo collaborato con le forze dell’ordine per il riconoscimento di farmaci falsi o non omologhi che venivano immessi sul mercato. Ma soprattutto, siamo stati partecipi attraverso attività di beneficienza per aiutare gli ospedali».

Spartiacque

Il Corona Virus ha segnato un cambiamento significativo anche, se non soprattutto, in questo settore. Tutta l’attenzione in quel periodo era rivolta al mondo ospedaliero e farmaceutico. Tutti erano improvvisamente medici e scienziati. E la sfiducia cresceva all’aumentare dei casi. «Molte aziende sul mercato hanno dovuto riacquistare una fiducia che era venuta meno».

«Da osservatore interno, però, ho percepito una realtà molto diversa da quella emersa», precisa l’imprenditore. «Ho visto persone lavorare giorni interi senza dormire. Da italiano, anche se lavoro all’estero, spero che le aziende nazionali possano ricevere il riconoscimento che meritano per lo sforzo di quel periodo».

Pietro Santini

Cresciuto tra le montagne trentine, in città costruisco le mie basi da giornalista. Per fare dello sport, la mia grande passione, un lavoro. Collaboro con il quotidiano l'Adige. Ho svolto uno stage al canale tv di Sport Mediaset.

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