Giochi, doppio oro Italia con Federica Brignone e Lisa Vittozzi: è record di medaglie

«Che fantastica storia è la vita», cantava Antonello Venditti. Una frase che mai come il 15 febbraio si cuce addosso perfettamente a Federica Brignone e Lisa Vittozzi. Due storie di rinascita diverse, unite da un oro olimpico conquistato a pochi minuti di distanza l’una dall’altra. Come Tamberi e Jacobs a Tokyo 2021. Due successi unici a loro modo. Quello della sciatrice valdostana, un miracolo sportivo. Quello della biatleta veneta, la sua redenzione. E il primo trionfo nella storia del biathlon italiano in una rassegna a Cinque Cerchi.

Una gara da gigante

Sull’onda dell’entusiasmo per il superlativo successo in SuperG, Federica Brignone scende con il pettorale numero 14 e dà lezione gratuita di gigante a tutte le avversarie. Solo la tedesca Lena Duerr, seconda, e Sofia Goggia, terza, rimangono sulle code della Tigre di La Salle. Dietro è lotta aperta per il podio, con alcune tra le favorite chiamate a rimontare. L’italiana Lara Della Mea è la prima a disputare una seconda manche importante, scalando posizione dopo posizione. Mettendosi dietro grandi nomi come Shiffrin e Scheib, dominatrice della disciplina in Coppa del Mondo. Davanti a lei si inseriscono a pari merito Sara Hector e Mina Holtmann.

Ne mancano solo tre. Sofia Goggia è in piena lotta per le medaglie per gran parte della discesa, ma nell’ultimo intermedio perde troppo e chiuderà decima. La tedesca fa una manche in fotocopia alla bergamasca, chiamandosi fuori causa. Manca solo Brignone. Ma niente paura, Federica è di un altro livello. Incrementa il suo vantaggio, gestisce bene l’insidia dell’ultimo dosso dell’Olimpia delle Tofane e taglia il traguardo con 62 centesimi di vantaggio. È oro. Il secondo in quattro giorni. Solo sette italiani nella storia erano riusciti a fare doppietta in una stessa edizione dei Giochi. Un plauso alla super gara di Della Mea, che disputa il miglior gigante della carriera e chiude quarta, a soli 5 centesimi dal podio.

Avere Fede

Ci è voluto coraggio per ripartire da zero dopo quel terribile infortunio dello scorso aprile. Un mix di incoscienza, perché per cancellare qualsiasi memoria negativa dalla testa ce ne vuole, e consapevolezza. Nei propri mezzi, nelle persone intorno a lei. E Federica Brignone le ha avute entrambe, spinta dalla voglia di prendersi quello che il destino le aveva tolto.

Senza farne un’ossessione, ma uno stimolo per dare un senso a tutto quel lavoro in palestra, tra casa e J Medical di Torino. Per ricordarsi che quel sacrificio e quella sofferenza, fisica e mentale, erano fatti per qualcosa di grande. Le Olimpiadi in casa, da portabandiera. E ora che Federica lascia Cortina con due medaglie d’oro olimpiche al collo, guardandosi indietro ha tutti i motivi del mondo per sorridere. È stata dura, ma ne è valsa la pena.

Una carriera all’inseguimento

Dopo aver faticato moltissimo nell’Individuale, Lisa Vittozzi aveva già sfiorato la medaglia nella Sprint, chiusa in quinta piazza. Mettendosi nelle condizioni di poter attaccare il podio nella gara a Inseguimento. L’azzurra parte col piglio di chi ha stampato nella mente il da farsi. Con i primi due poligoni perfetti si candida prepotentemente al podio, ma siamo solo a metà. Lisa non sbaglia nemmeno nella terza sessione di tiro e a questo punto è lotta a due. Italia contro Norvegia. Kirkeeide o Vittozzi.

La norvegese ha un passo diverso sugli sci e arriva davanti al quarto poligono, ma cede. Due errori per lei. Nessuno per l’italiana, che si immola in totale controllo nell’ultimo giro. Sorride, consapevole dell’impresa. Gli attacchi di panico del 2022, il pensiero di mollare. In quegli ultimi metri, con il pubblico di Anterselva in visibilio, le passa tutto veloce per la testa. E sorride, di nuovo. Perché senza quelle difficoltà, oggi non sarebbe dov’è. E la vittoria non sarebbe dolce allo stesso modo.

Monna Lisa

Quattro anni fa il suo momento più buio ai Giochi di Pechino. Gli attacchi di panico, l’incapacità di trovare una via d’uscita alle difficoltà. Ma come per Federica, anche a lei il coraggio non è mancato. Fare un passo indietro per ritrovare sé stessa, consapevole di non poter prescindere dalla salute mentale. Cominciando da qui il suo percorso verso una redenzione sportiva.

L’amore per il biathlon e la voglia di arrivare laddove si era prefissata, hanno fatto il resto. Le medaglie mondiali e la Coppa generale del 2024 l’avevano ripagata di tutte quelle difficoltà separate. Ma qualcosa ancora mancava. L’oro olimpico sembra chiudere definitivamente un cerchio durato quattro lunghi anni. E non poteva esserci finale migliore.

Lisa Vittozzi in azione

Record di medaglie

Una spedizione olimpica partita col botto già dal primo giorno e che, il 15 febbraio entra per sempre negli annali dello sport italiano. Con il bronzo ottenuto nella staffetta di sci di fondo e l’argento nello snowboardcross, il medagliere recita 22 medaglie totali. Superate, dunque, le 20 di Lillehammer 1994. E con 8 ori, questa diventa già l’edizione con più successi di sempre. Stupendo fino a qui.

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