L’Italia acquista Ecce Homo un capolavoro di Antonello da Messina

Il ministero della Cultura ha confermato l’acquisto dell’opera Ecce Homo di Antonello da Messina, acquistata per 14,9 milioni di dollari (circa 12,5-12,6 milioni di euro) prima che venisse battuta all’asta da Sotheby’s a New York. Il dipinto, concepito per la devozione privata, è uno dei rari esempi di Antonello ancora in mani private e rappresenta un’integrazione prestigiosa per il patrimonio artistico nazionale. L’operazione è stata condotta tramite la Direzione Generale Musei e il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, l’ha definita “un’operazione di altissimo livello culturale, fondamentale per l’ampliamento e la valorizzazione del patrimonio italiano”.

L’asta e l’acquisizione fuori mercato

Il quadro, inserito nella vendita Master Paintings & Works of Art di Sotheby’s con una stima iniziale tra i 10 e i 15 milioni di dollari, non è arrivato sotto il martello: l’interesse concreto dello Stato italiano ha spinto Sotheby’s a ritirarlo dall’asta e a concludere la vendita tramite trattativa privata. La casa d’aste ha confermato che il Ministero ha versato una cifra di poco inferiore al limite massimo della stima per assicurarsi l’opera, chiudendo l’operazione prima di eventuali rilanci da parte di altri compratori internazionali.

L’opera e il suo significato artistico

Ecce Homo è un piccolo pannello dipinto su entrambi i lati realizzato da Antonello da Messina intorno al 1460-1465. Da un lato è raffigurato un intenso Cristo coronato di spine, dalla forte carica emotiva e dal realismo drammatico, mentre sul retro è presente San Girolamo penitente in un paesaggio roccioso e spoglio, simbolo di ascetismo e meditazione. Le dimensioni ridotte e la doppia iconografia suggeriscono un utilizzo devozionale privato, concepito per la contemplazione intima più che per l’esposizione pubblica.

 

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L’opera ha già trovato spazio in importanti sedi internazionali, tra cui Palazzo Reale a Milano, le Scuderie del Quirinale a Roma e il Metropolitan Museum of Art di New York, che la riconoscono come un esempio significativo della qualità creativa di Antonello, voce chiave del Rinascimento italiano.

Un patrimonio rarissimo: le versioni dell’Ecce Homo

Le opere di Antonello da Messina sono estremamente rare: oggi ne sono note solo una quarantina, distribuite tra musei e collezioni pubbliche internazionali. Questo Ecce Homo rappresenta probabilmente l’ultimo esempio noto ancora in una collezione privata, e il suo ingresso nelle collezioni statali segna la conclusione di un lungo capitolo di opere antonellesche fuori dal circuito museale pubblico.

Le altre versioni del tema Ecce Homo sono conservate in importanti istituzioni come la Galleria Spinola di Genova e il Collegio Alberoni di Piacenza, oltre a prestigiose raccolte internazionali. Una versione è esposta al Metropolitan Museum of Art di New York e altre varianti sono note attraverso collezioni museali europee.

Il dibattito sulla destinazione dell’opera

Sebbene il Ministero non abbia ancora annunciato ufficialmente la destinazione museale definitiva, le indiscrezioni più accreditate indicano il Museo e Real Bosco di Capodimonte a Napoli come probabile sede. La scelta di Capodimonte, già custode di numerosi capolavori del Quattrocento italiano e meridionale, rafforzerebbe ulteriormente il percorso espositivo dedicato alla pittura rinascimentale. Dalla Sicilia sono inoltre giunte richieste di riportare il dipinto nell’isola, data la sua origine e il legame con la terra natale di Antonello, ma finora non ci sono conferme ufficiali in merito.

Antonello da Messina e la sua arte
L’Annunciata di Palermo, una delle opere più celebri del pittore

Antonello da Messina (ca. 1430-1479) è considerato uno dei maggiori pittori del Rinascimento italiano, riconosciuto per aver introdotto e perfezionato in Italia la tecnica dell’olio su tavola, appresa attraverso il contatto con la pittura fiamminga. Questo approccio gli permise di raggiungere risultati eccezionali nella resa luministica, nei dettagli e nella profondità psicologica delle figure.

La sua produzione, pur numericamente contenuta, ha influenzato profondamente l’arte del Quattrocento. I volti dei suoi santi, dei ritratti e delle figure sacre sono caratterizzati da una straordinaria umanità e introspezione, qualità che lo pongono tra gli innovatori più significativi del primo Rinascimento europeo.

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