Il binario dell’indifferenza: al Memoriale della Shoah calano le visite

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Il binario dell’indifferenza: al Memoriale della Shoah calano le visite

"Indifferenza"

"Indifferenza" la scritta che campeggia all'ingresso del memoriale della Shoah

Il binario dell’indifferenza: al Memoriale della Shoah calano le visite

Vagoni ferroviari

Una riproduzione fedele dei vagoni utilizzati nel 1944 partiti dal binario 21 verso Auschwitz, Fossoli, Mauthausen, Bergen Belsen, Bolzano e Verona

Source: Una riproduzione fedele dei vagoni utilizzati nel 1944, partiti dal binario 21 verso Auschwitz, Fossoli, Mauthausen, Bergen Belsen, Bolzano e Verona

Il binario dell’indifferenza: al Memoriale della Shoah calano le visite

Visitatori del Memoriale

Un gruppo di visitatori al Memoriale accolto da una studentessa liceale

Source: Un gruppo di visitatori al Memoriale, che ascoltano l’introduzione a cura di una studentessa liceale.

Il binario dell’indifferenza: al Memoriale della Shoah calano le visite

targa Auschwitz

Targa in ricordo del primo treno partito dal binario 21, in direzione Auschwitz

Source: Targa in ricordo del primo treno partito dal binario 21, in direzione Auschwitz

Il binario dell’indifferenza: al Memoriale della Shoah calano le visite

Nomi dei deportati

I nomi dei 774 deportati il 6 dicembre 1943 e il 30 gennaio 1944 dalla Stazione Centrale di Milano ad Auschwitz-Birkenau

Source: => I nomi dei 774 deportati il 6 dicembre 1943 e 30 gennaio 1944 dalla Stazione Centrale di Milano ad Auschwitz-Birkenau

Il binario dell’indifferenza: al Memoriale della Shoah calano le visite

Cartello "Vietato trasportare persone"

Un cartello dell’epoca affisso al binario 21

Source: Un cartello dell’epoca affisso al binario 21

Indifferenza: questo il messaggio scelto da Liliana Segre per accogliere i visitatori del Memoriale della Shoah di Milano. Un memoriale, non un museo: un luogo freddo, che costringe a ricordare. Nessuna sedia, luci fioche e cemento a vista. La ristrutturazione del binario 21 ha cercato di conservare fedelmente l’ambiente dell’epoca per accompagnare i visitatori nella realtà in cui, dal dicembre 1943, si sono ritrovati migliaia di ebrei milanesi.

Un percorso essenziale che invita al silenzio e alla riflessione, senza mediazioni tecnologiche, lasciando spazio alle emozioni individuali. La scelta architettonica rafforza l’impatto educativo del luogo. Soprattutto per le nuove generazioni, chiamate a confrontarsi con una storia che non va dimenticata.

Visite in calo e memoria da difendere

Inaugurato nel 2013, il Memoriale accoglie circa centomila visitatori all’anno. Dopo l’attacco terroristico del 7 ottobre 2023, e la controffensiva israeliana, qualcosa però è cambiato. Come ha sottolineato Gad Lerner, giornalista e saggista, a causa della situazione geopolitica e delle tensioni all’interno del tessuto sociale, il Memoriale ha perso il 40% delle visite di gruppo; ancor più consistente il calo dei visitatori individuali. A confermare le parole del giornalista, anche il presidente del Memoriale della Shoah, Roberto Jarach: “Abbiamo avuto un calo delle visite, quindi qualcosa sicuramente nell’aria c’è. Che si perda un po’ il ricordo è una delle preoccupazioni”.
L’ufficio stampa del Memoriale fa sapere che rimane un’ampia fetta di popolazione interessata, e che il calo intacca in minima parte la Giornata della Memoria: i numeri del 27 gennaio sono rimasti stabilmente alti anche negli ultimi due anni. Nella giornata di oggi, infatti, si stimano circa un migliaio di visitatori, di cui 750 hanno prenotato una visita guidata.
Per il personale, tuttavia, il calo dei numeri non è solo fonte di preoccupazione, ma è visto anche come uno stimolo per lavorare ancora di più, così da tenere viva la memoria di quanto accaduto.

A cura di Giovanni Martinelli, Sebastiano Lodovici, Vito Lotito

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