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Il binario dell’indifferenza: al Memoriale della Shoah calano le visite
Vagoni ferroviari
Una riproduzione fedele dei vagoni utilizzati nel 1944 partiti dal binario 21 verso Auschwitz, Fossoli, Mauthausen, Bergen Belsen, Bolzano e Verona
Source: Una riproduzione fedele dei vagoni utilizzati nel 1944, partiti dal binario 21 verso Auschwitz, Fossoli, Mauthausen, Bergen Belsen, Bolzano e VeronaIl binario dell’indifferenza: al Memoriale della Shoah calano le visite
Nomi dei deportati
I nomi dei 774 deportati il 6 dicembre 1943 e il 30 gennaio 1944 dalla Stazione Centrale di Milano ad Auschwitz-Birkenau
Source: => I nomi dei 774 deportati il 6 dicembre 1943 e 30 gennaio 1944 dalla Stazione Centrale di Milano ad Auschwitz-BirkenauIndifferenza: questo il messaggio scelto da Liliana Segre per accogliere i visitatori del Memoriale della Shoah di Milano. Un memoriale, non un museo: un luogo freddo, che costringe a ricordare. Nessuna sedia, luci fioche e cemento a vista. La ristrutturazione del binario 21 ha cercato di conservare fedelmente l’ambiente dell’epoca per accompagnare i visitatori nella realtà in cui, dal dicembre 1943, si sono ritrovati migliaia di ebrei milanesi.
Un percorso essenziale che invita al silenzio e alla riflessione, senza mediazioni tecnologiche, lasciando spazio alle emozioni individuali. La scelta architettonica rafforza l’impatto educativo del luogo. Soprattutto per le nuove generazioni, chiamate a confrontarsi con una storia che non va dimenticata.
Visite in calo e memoria da difendere
Inaugurato nel 2013, il Memoriale accoglie circa centomila visitatori all’anno. Dopo l’attacco terroristico del 7 ottobre 2023, e la controffensiva israeliana, qualcosa però è cambiato. Come ha sottolineato Gad Lerner, giornalista e saggista, a causa della situazione geopolitica e delle tensioni all’interno del tessuto sociale, il Memoriale ha perso il 40% delle visite di gruppo; ancor più consistente il calo dei visitatori individuali. A confermare le parole del giornalista, anche il presidente del Memoriale della Shoah, Roberto Jarach: “Abbiamo avuto un calo delle visite, quindi qualcosa sicuramente nell’aria c’è. Che si perda un po’ il ricordo è una delle preoccupazioni”.
L’ufficio stampa del Memoriale fa sapere che rimane un’ampia fetta di popolazione interessata, e che il calo intacca in minima parte la Giornata della Memoria: i numeri del 27 gennaio sono rimasti stabilmente alti anche negli ultimi due anni. Nella giornata di oggi, infatti, si stimano circa un migliaio di visitatori, di cui 750 hanno prenotato una visita guidata.
Per il personale, tuttavia, il calo dei numeri non è solo fonte di preoccupazione, ma è visto anche come uno stimolo per lavorare ancora di più, così da tenere viva la memoria di quanto accaduto.
A cura di Giovanni Martinelli, Sebastiano Lodovici, Vito Lotito