In Lombardia ok alla “caccia all’antica”: arco e frecce contro i cinghiali

Una mozione della Lega con primo firmatario Paolo Ghiroldi, approvata dal consiglio regionale lombardo, stabilisce che verrà valutato il permesso di cacciare i cinghiali anche con arco e frecce.

Il provvedimento è stato votato a un mese dall’incidente causato da alcuni cinghiali sull’A1 in provincia di Lodi: l’ingresso degli animali aveva causato in quell’episodio un morto e dieci feriti. Per fare fronte a questa emergenza quindi la Regione valuterà anche l’utilizzo dell’arco come strumento ecologico ai fini della caccia selettiva, necessaria al controllo della popolazione.

La mozione permette l’abbattimento dei cinghiale anche al di fuori degli orari previsti dalle norme nazionali per la caccia. Ma la particolarità è che il documento impegna la giunta «a valutare anche l’utilizzo dell’arco come strumento massimamente ecologico per attuare la selezione dei cinghiali, nell’ambito dei metodi da considerare per il controllo delle popolazioni».

La Lega aveva già ottenuto delle deroghe negli orari stabiliti a favore dei cacciatori, ad esempio la possibilità di cacciare le volpi anche di sabato nelle zone montane, in deroga alla legge. Ma è la prima volta che la maggioranza di centrodestra approva il permesso di cacciare anche con l’arco oltre che con le armi da fuoco. La proposta precisa che la proliferazione dei cinghiali in Lombardia negli ultimi 24 mesi è fuori controllo, e in risposta la regione potrebbe anche dichiarare lo stato di calamità. Ormai i danni all’agricoltura, secondo le stime del documento, ammontano a decine di milioni di euro.

La caccia con l’arco e le frecce è già permessa in altri luoghi d’Italia, ma è la prima volta che un documento della Lombardia ne incoraggia l’uso. A favore si è espresso, oltre il centrodestra, anche il PD che però valuta negativamente l’uso dell’arco per cacciare l’animale. Contrari Movimento 5 Stelle, Lombardi Civici Europeisti e +Europa.

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