Aids, la sfida possibile: “Parliamone di più”

Sono passati ventisette anni da un piccolo, grande gesto che fece la storia della comunicazione sull’Hiv nel nostro Paese. Non era il World Aids Day ma il giorno immediatamente successivo: il 2 dicembre 1991 l’immunologo Fernando Aiuti volle dimostrare a tutta Italia che no, il virus non era trasmissibile attraverso un semplice bacio. Lo scatto che lo immortalò labbra contro labbra con Rosaria Iardino, ragazza sieropositiva, ebbe da subito un impatto dirompente. Ruppe un tabù. Smontò quella che oggi verrebbe definita una fake news.
Eppure la battaglia del dottor Aiuti non è ancora finita, perché la disinformazione sul tema continua a essere un dato di fatto. D’altra parte l’Hiv – il virus che, se non neutralizzato, provoca l’Aids – non fa distinzioni: in mancanza di adeguate precauzioni, può colpire chiunque abbia una vita sessuale attiva.
Visti gli enormi progressi scientifici degli ultimi vent’anni, informarsi è dunque doppiamente importante. Quale migliore occasione della trentesima Giornata Mondiale contro l’Aids che si celebra oggi?

Tra consigli da seguire, innovazioni scientifiche e speranze per il futuro, nel videoapprofondimento di MasterX sono presenti le testimonianze di Lella Cosmaro, membro del direttivo di Lila Milano, del dottor Andrea Gori, direttore dell’Unità Operativa di malattie infettive del Policlinico di Milano, e di Giusi Giupponi, presidente di Lila Como direttamente coinvolta nella sfida della cronicità.
Il tutto a nemmeno un mese dall’inizio del 2019, anno che dovrebbe segnare l’inizio delle sperimentazioni sugli esseri umani di un particolare anticorpo che, testato su ventiquattro scimmie, si è dimostrato capace di aggredire il 99% dei ceppi del virus.

I dettagli nel servizio a cura di Alessandro Follis, Luca Palladino e Alessandro Vinci.

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