Uccide moglie e figlio a Camaiore. Si ipotizza omicidio perché il giovane era gay

«Finalmente mi sono liberato di loro». È stato questo il sussurro di Piero Moriconi davanti ai carabinieri prima di essere arrestato. L’uomo, 63 anni, ha ucciso la moglie e il figlio a Pieve di Camaiore, in provincia di Lucca, con un fucile da caccia all’interno del cortile della sua abitazione. A lanciare l’allarme sono stati alcuni vicini, preoccupati dal rumore dei colpi di arma da fuoco. Due spari a sangue freddo che sono stati sufficienti a spezzare le vite dei familiari dell’uomo. Il 63enne, all’arrivo delle forze dell’ordine, era seduto su un muretto, in attesa di essere portato via con l’accusa di duplice omicidio volontario. La motivazione che ha portato a questo folle gesto sembra essere la non accettazione dell’orientamento sessuale del figlio. Il ragazzo aveva manifestato il desiderio di seguire un percorso di transizione per cambiare sesso.

A sinistra le vittime Kety Andreoni e Mirko, a destra Piero Moriconi
I post social del figlio

Mirko, questo il nome del figlio, si mostrava sui social truccato e con abiti femminili. Osservando il profilo Facebook del figlio si nota un post risalente al 2022 dove Mirko si sfogava scrivendo «ragazzi è brutto pensare che un padre ti preferisce morto che gay». Non sarebbe l’unico contenuto social in cui il giovane racconta l’astio del padre per la sua omosessualità. Una spaccatura che si manifestava anche dalla scelta del nome sul social network: Michelangelo Andreoni (il primo un nome d’arte e il secondo il cognome della madre). La moglie di Moriconi, Kety Andreoni, da quanto è emerso dalle prime ricostruzioni, avrebbe sempre sostenuto il figlio nelle sue decisioni. Dalle testimonianze dei vicini in famiglia c’erano spesso litigi accesi. Non era la prima volta che le forze dell’ordine erano arrivate nella casa dei Moriconi: la scorsa settimana era stata chiamata un’ambulanza nel cuore della notte a causa delle grida.

La ricostruzione

Gli omicidi sono avvenuti in breve tempo. Mirko era a pranzo da una zia, prima di rientrare a casa. Al suo arrivo, forse, un’ennesima discussione che ha portato Moriconi alla duplice uccisione. Un parente della famiglia ha dichiarato che Mirko aveva cominciato a consumare alcol con regolarità. Inoltre, è emerso che in passato il giovane aveva tentato di togliersi la vita. I familiari, increduli, stanno cercando di trovare un senso a questa storia. Il fratello di Kety ha detto: «Ho sentito gli scoppi, all’inizio ho pensato a due petardi. Mio figlio è andato a vedere e ha scoperto cos’era successo».

L’assessora all’educazione della Regione Toscana ha chiesto che sia fatta piena luce sull’accaduto e che non sia ignorato il contesto di omofobia. Nel frattempo il sindaco di Camaiore Marcello Pierucci ha proclamato il lutto cittadino.

Maria Sara Pagano

Tutto è iniziato a 15 anni con un sogno: raccontare la notte degli Oscar. Oggi quella passione per il cinema è cresciuta, accogliendo tra le sue fila la musica e la politica interna. Non mi accontento della superficie: scavo a fondo per trovare il lato umano dietro ogni fatto. Dicono che io sia testarda, ma credo che nel giornalismo la tenacia non sia un difetto, bensì l'unico modo per arrivare alla verità.

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