Contro ogni pronostico, Luigi Lovaglio ha ripreso il timone di Monte dei Paschi. Candidato Ad nella lista Plt Holding di Pierluigi Tortora, ha battuto il candidato proposto dal Consiglio di amministrazione uscente. Il banchiere lucano era stato estromesso dalla lista del Cda e, dopo aver accettato la proposta di Plt, aveva perso le deleghe e l’incarico da direttore generale.
La votazione
Alla vigilia dell’assemblea per eleggere il nuovo amministratore delegato di Mps (nonché il nuovo presidente e il nuovo Cda) la vittoria della lista espressa dal Consiglio di amministrazione sembrava scontata. Poi lo scenario è cambiato: Francesco Milleri, numero uno di Delfin, ha deciso di appoggiare i nomi della lista Tortora, voltando le spalle a Francesco Gaetano Caltagirone (che aveva silurato Lovaglio la settimana scorsa). A sostenere la candidatura del banchiere di Siena anche Banco Bpm, l’imprenditore Giorgio Girondi, e poi i fondi Blackrock e Norges.
La lista di Plt, forte dell’appoggio inaspettato della holding della famiglia Del Vecchio (seconda azionista della banca) e di Piazza Meda, ha ottenuto il 49,95% dei voti; quella del Cda si è fermata al 38,79%. Un distacco di dieci punti percentuali. Sotto al 7% la lista proposta da Assogestioni. Al voto ha partecipato il 64,9% del capitale. Tra gli astenuti la famiglia Benetton e la Fondazione Monte dei Paschi. La votazione ha consegnato a Rocca Salimbeni un Cda diviso: otto poltrone a Plt holding, sei alla lista del board, una ad Assogestioni.
La presidenza
Dopo la vittoria di Plt holding, il presidente uscente Nicola Maione (candidato nella lista del Cda) ha rinunciato alla corsa per la riconferma. Il nuovo presidente e i suoi vice saranno eletti nei prossimi giorni dal nuovo Consiglio di amministrazione. Tra i nomi più accreditati quello dell’ex presidente Unicredit Cesare Bisoni.
Le parole di Lovaglio dopo la vittoria
Al termine della votazione, accolto dal coro “Lovaglio, Lovaglio”, l’amministratore delegato di Mps ha commentato: «Sento un grande senso di riconoscenza verso l’ingegnere Luigi Tortora e la sua famiglia e un altrettanto grande senso di riconoscenza verso tutti i nostri azionisti che ancora una volta mi hanno confermato la fiducia. Questa fiducia e questo incoraggiamento aggiungono ancora più determinazione a quello che abbiamo in mente di fare e non vedo l’ora di ricominciare con il passo giusto e andare sulla direzione che abbiamo fissato per questo progetto, estremamente importante non solo per il sistema finanziario ma credo anche per il paese»
Perché Delfin e Banco Bpm hanno appoggiato Lovaglio
Non è la prima volta che Caltagirone e Milleri sono in disaccordo: solo un anno fa, Francesco Caltagirone aveva votato contro la conferma di Philippe Donnet come Ceo di Generali; Delfin, invece, si era astenuta. La decisione di ieri però segna una frattura profonda tra i due azionisti della banca senese.

Ma perché Francesco Milleri ha deciso di voltare le spalle all’imprenditore romano? Secondo fonti vicine alla holding, la scelta sembrerebbe di carattere puramente finanziario. Delfin temeva che un cambio ai vertici della banca mettesse a rischio il piano industriale di fusione con Mediobanca (che potrebbe fruttare 700 milioni di euro in benefici extra tra risparmi e guadagni).
La decisione di Banco Bpm sarebbe invece guidata dalla volontà di proteggere i suoi accordi commerciali con Siena sul fronte del risparmio gestito da Anima holding (sua controllata da aprile 2025). Non solo, come ha riportato Il Giornale, dietro la mossa di Piazza Meda potrebbe esserci l’idea di rimettere sul tavolo una fusione con MPS.
La borsa approva
La conferma di Luigi Lovaglio è piaciuta al mercato: il titolo sale del 2,38% sfiorando i 9 euro. Continua quindi il rally iniziato nella giornata di ieri. Bene anche Mediobanca (+2,84%) e Banco Bpm (+1,81%). Meglio di loro sul Ftse Mib solo Amplifon (+4,75%).
L’articolo è stato redatto alle 15:45 di giovedì 16 aprile.