Incidente aereo a New York: due morti

All’aeroporto LaGuardia di New York un velivolo di AirCanada si è scontrato a forte velocità con un mezzo dei vigili del fuoco. L’aereo era un Crj-900 appartenente alla compagna canadese proveniente da Montreal e aveva effettuato il volo AC8646. Stava atterrando nello scalo newyorkese, quando, alle 23:30 di ieri ora locale (le 5:30 italiane), è avvenuto l’impatto. Il muso del velivolo si è disintegrato, causando la morte dei due piloti. A bordo oltre loro c’erano 72 passeggeri e altri 2 membri dell’equipaggio. I feriti sarebbero almeno 12.

La dinamica

I media americani fanno sapere che l’aeroporto LaGuardia è stato chiuso mentre le autorità cercano di ricostruire la dinamica dei fatti. A quanto pare il veicolo dei vigili del fuoco aveva avuto ordine di rispondere ad un’altra emergenza. Per questo aveva chiesto e ricevuto da un controllore del traffico aereo il permesso di attraversare la pista di atterraggio. Tale permesso sarebbe stato revocato subito dopo, stando alle registrazioni. Ma era già troppo tardi perché proprio in quell’istante avveniva l’impatto tra il camion e l’aereo di AirCanada.

Una situazione difficile

L’aeroporto LaGuardia versava già in condizioni difficili. Lo scalo aveva fatto sapere tramite il suo account X che il maltempo stava causando ritardi e cancellazioni dei voli. Inoltre, già dalla settimana scorsa i passeggeri dovevano attendere più a lungo ai controlli di sicurezza a causa di “problemi di personale” dovuti alla mancanza di finanziamenti federali. Questo è uno degli effetti dello shutdown parziale a cui il presidente Trump ha cercato di sopperire inviando il personale dell’Ice negli aeroporti, in supporto al personale di terra. La decisione ha da subito suscitato l’ira del sindacato dei dipendenti della Tsa, l’agenzia che gestisce la sicurezza delle reti di trasporto sul suolo statunitense. La leader del sindacato, Everett Kelley, ha sottolineato che gli agenti dell’Ice non sono formati per eseguire i delicati compiti della Tsa come individuare esplosivi, armi e minacce sofisticate progettate per eludere i controlli. Il piano governativo, ancora in fase di definizione, prevedrebbe però che gli agenti assumano compiti secondari come presidiare uscite, controllare accessi, gestire i flussi, con l’obiettivo di liberare il personale Tsa specializzato e concentrarlo sui controlli principali.

Chiara Balzarini

Milanese, classe '98. Per mestiere mi occupo di attualità, cronaca ed esteri. Per passione scrivo di cavalli e sport equestri per CavalloMagazine con cui collaboro. Sempre alla ricerca della domanda giusta al momento giusto

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