Tredici anni dopo l’ingresso nei professionisti, e nove da quello nei Top 10, Alexander Zverev vince il primo torneo Slam della carriera. Con il Roland Garros 2026 spezza un tabù che lo vedeva come “il più grande tennista di sempre a non aver mai vinto Slam”. A 29 anni, Sascha è il quinto giocatore più anziano di sempre a vincere il primo Major.
I PRIMI ANNI NEL CIRCUITO: LE DIFFICOLTÀ NEI CINQUE SET
Nato il 20 aprile 1997 ad Amburgo, vince le prime partite a livello ATP nel torneo di casa. All’edizione del 2014 raggiunge la semifinale, diventando il primo under 18 nel penultimo atto di un torneo da Marin Cilic nel 2006. Nel 2015 entra nei primi 100 ed è per la prima volta nel tabellone principale di uno Slam, a Wimbledon. L’anno successivo vince il primo titolo a S. Pietroburgo ed entra nella Top 20.
Il 2017 è l’anno della svolta: appena compiuti i 20 anni, vince gli Internazionali d’Italia, battendo in finale Novak Djokovic. Entra nei primi 10 e conquista un altro Masters 1000 in agosto, a Montreal, salendo al numero 3. Nel 2018 ottiene il terzo 1000 in meno di un anno, col titolo a Madrid, e chiude la stagione imponendosi alle ATP Finals. Negli Slam però non soddisfa le attese, sprecando molte energie fin dai primi turni per il suo tennis troppo attendista. Raggiunge un solo quarto di finale, perso contro Dominic Thiem al Roland Garros 2018.
I MIGLIORAMENTI E LA FINALE THRILLING AGLI US OPEN 2020
Dopo un 2019 in calo, con un solo titolo ATP e un altro quarto al Roland Garros, gioca agli Australian Open 2020 la prima semifinale Slam della carriera. A fermarlo è ancora Thiem in quattro set. Poche settimane dopo arriva il Covid, che ferma il circuito fino ad agosto. Lo Slam successivo è quindi lo Us Open, senza Roger Federer, operato al ginocchio, e Rafa Nadal, che evita la transvolata oceanica per la pandemia.
In molti ricorderanno quel torneo per la squalifica di Djokovic, che inavvertitamente lancia una pallina contro una giudice di linea. Zverev accede alla prima finale Slam della carriera e dall’altra parte della rete trova ancora Dominic Thiem. È una finale unica: due tennisti senza titoli Major in bacheca in uno stadio vuoto.
Zverev è sfavorito e gioca i primi due set con leggerezza, vincendoli nettamente. È avanti di un break nel terzo e a quel punto la pressione inizia a farsi sentire. Si fa rimontare ma va comunque a servire per il match sul 5-3 nel quinto. Subisce il break e la partita si decide al tiebreak. Thiem va sotto 2-0, ha i crampi ma Zverev si fa mangiare dalla tensione e non ne approfitta. L’austriaco sale 6-4, non sfrutta i primi due match point prima di chiudere 8 punti a 6. È lui a festeggiare, Zverev perde una partita di cui sentirà il peso ancora per molti anni.
L’INFORTUNIO AL ROLAND GARROS 2022, A UN PASSO DALLA VETTA DEL RANKING
Il 2021 è la prima stagione in cui raggiunge almeno gli ottavi in tutte le prove Slam. I migliori risultati sono le semifinali al Roland Garros e agli Us Open, perse contro Stefanos Tsitsipas e Djokovic, in entrambi i casi al quinto set.
Dopo gli ottavi in Australia, all’Open di Francia 2022 vive il bivio della propria carriera. Nei quarti supera un Carlos Alcaraz in rampa di lancio e in semifinale sfida il 13 volte campione a Parigi Rafael Nadal. Zverev, oltre che per il primo Slam, è in corsa anche per la vetta della classifica ATP. Nel primo set non sfrutta quattro set point, cedendo poi il tiebreak.

È necessario il gioco decisivo anche nel secondo set, ma al primo punto il tedesco scivola in una corsa laterale verso destra e si capisce subito che è qualcosa di grave. Tre legamenti della caviglia lesionati e stagione finita. Senza infortunio, anche perdendo quella partita, sarebbe probabilmente salito al numero 1 del ranking nei mesi successivi, considerando il brutto periodo di forma di Daniil Medvedev. A fine stagione esce invece dalla Top 10 per la prima volta dopo cinque anni.
IL RIENTRO NEL CIRCUITO E L’ASCESA DI ALCARAZ E SINNER
Ad inizio 2023 scende al numero 17, ma riprendendo gradualmente la forma migliore chiude l’anno al settimo posto. Negli Slam il miglior risultato è la semifinale di Parigi, persa contro Casper Ruud. L’anno seguente arriva in semifinale a Melbourne contro Medvedev, che lo rimonta da due set di svantaggio. Momento decisivo un doppio fallo di Zverev sul 5 pari al tiebreak del quarto.
Al Roland Garros torna in finale Slam, contro Carlos Alcaraz. Lo spagnolo vince il primo set, ma Zverev rimonta conquistando il secondo e il terzo. Negli ultimi due parziali Sascha vince solo tre game, ma pesa una decisione errata della giudice di sedia sul 2-1 nel quinto per Alcaraz. Se fosse stato chiamato l’out, Zverev avrebbe pareggiato i conti sul 2 pari. Chiude l’anno al numero 2. La terza finale Major arriva all’Australian Open 2025, dove subisce la sconfitta più netta, in tre set, contro Jannik Sinner. Nella premiazione post partita è sull’orlo delle lacrime.
L’altoatesino viene squalificato per il caso Clostebol, dando a Zverev la possibilità di salire in cima alla classifica ATP. Ma Sascha perde nei primi turni al Sunshine Double e nella stagione su terra. Il punto più basso è la sconfitta al primo turno di Wimbledon contro Arthur Rinderknech; in conferenza stampa ammette di non essere a suo agio su un campo da tennis.
L’ENNESIMA DELUSIONE IN AUSTRALIA, IL TANTO ATTESO TRIONFO A PARIGI
Il 2026 si apre con un’altra semifinale Slam, la decima. Nel penultimo atto in Australia, contro Alcaraz, perde i primi due set, ma a metà del terzo lo spagnolo ha i crampi. Zverev perde tempo a polemizzare e vince terzo e quarto solo al tiebreak. Nel quinto sale avanti di un break, serve per il match ma ormai ad Alcaraz i crampi sono passati ed è più fresco di Zverev, che cede 7-5.
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Ogni occasione sembra l’ultima ma al Roland Garros se ne presenta un’altra, la più grande mai avuta. Alcaraz è fuori per problemi al polso, Sinner esce al secondo turno e Djokovic al terzo. Tutti i pronostici ricadono quindi su Zverev, che nella corsa verso la finale perde solo due set. Nella partita per il titolo affronta Flavio Cobolli: alla quarta finale, è la prima volta che parte favorito. Va avanti due set a uno, e Cobolli vince il quarto al tiebreak. Riaffiorano i fantasmi delle rimonte subite contro Thiem e Alcaraz, ma Zverev si dimostra più fresco dell’avversario. Sale 4-0 prima di chiudere 6-1. Sul match point, il romano manda fuori uno smash e Sascha può stendersi sulla terra parigina. Il sogno, diventato un’ossessione, si è convertito in realtà: Alexander Zverev è campione Slam.
VINCERE IL PRIMO SLAM: L’ESPLOSIONE DI WAWRINKA, LA CADUTA DI THIEM
Zverev diventa così, a 29 anni, 1 mese e 18 giorni, il quinto tennista più vecchio di sempre a vincere il primo Slam. Lo precedono in questa classifica Goran Ivanisevic a Wimbledon 2001, Petr Korda all’Australian Open 1998, Andres Gomez e Andres Gimeno ai Roland Garros 1990 e 1972. Nessuno di loro ha poi vinto un secondo Slam, anche se Zverev ha una carriera superiore a tutti e quattro.
È invece riuscito a ripetersi Stan Wawrinka, che ha vinto il primo Slam in Australia nel 2014 a 28 anni e 10 mesi. Ha poi conquistato il Roland Garros nel 2015 e lo Us Open nel 2016, in entrambi i casi battendo Djokovic in finale. All’opposto Thiem che, dopo aver battuto Zverev a New York all’età di 27 anni, disse di aver perso le motivazioni e, complice un infortunio al polso, non ritornò più a quei livelli. Si è ritirato nel 2024, a soli 31 anni.
Ne sono servite cinque per Ivan Lendl e Andy Murray. Per il tedesco si apre ora una diversa fase di carriera, con nuovi obiettivi. Da non escludere il numero 1, considerando i soli 910 punti di distanza da Sinner nella Race. E poi sicuramente quello di conquistare un altro Major. Tra sole tre settimane inizia Wimbledon, l’unico Slam in cui Zverev non ha mai raggiunto la finale, con il quarto turno giocato tre volte come miglior risultato.