Verso i Midterms, Trump: “Nazionalizziamo le elezioni”, ecco cosa vuol dire

Il 3 novembre 2026 gli americani torneranno alle urne per i voti di metà mandato, dove si rinnovano i seggi di Camera e Senato. Donald Trump oggi fronteggia sondaggi in calo. Se ci fossero nuove elezioni avrebbe il 43% delle preferenze degli americani, meno di Kamala Harris quando è stata sconfitta nelle elezioni del 2024: 48.3% (Trump allora vantava il 49,9% del voto popolare).
Di fronti a questi numeri e alle recenti vittorie democratiche (Florida, New Jersey, Virginia e per ultimo il Texas) il presidente americano ha parlato di nazionalizzare il voto. Cosa significa?

Cosa vuol dire nazionalizzare il voto
Donald Trump con Dan Bongino, ex Fbi

Intervenendo in un podcast di Dan Bongino, ex vice direttore dell’Fbi, Trump ha parlato così: «I repubblicani dovrebbero dire: noi prendiamo il controllo. Dovremmo gestire il voto in almeno una quindicina di luoghi. I repubblicani devono nazionalizzare le elezioni». Questo significherebbe togliere il controllo alle autorità locali e dare la gestione al governo federale. Così la sua amministrazione controllerebbe seggi, accesso al voto, conteggio delle schede, certificazione del risultato. Secondo la Costituzione americana “Times, Places and Manners” (date, luoghi e modalità) delle elezioni sono determinate dai singoli Stati. Il Congresso ha il potere di stabilire le regole elettorali, ma la Costituzione vieta al presidente in carica ogni modifica. Quindi per esempio il Congresso potrebbe dare una finestra di tempo per votare, mentre il presidente degli Stati Uniti non può sua sponte cambiare nulla.

Il fantasma del 6 gennaio 2021
Dei sostenitori di Trump durante l’attacco al Campidoglio nel 2021

La portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt ha spigato che il presidente si voleva riferire a quella legislazione che obbliga le persone a fornire le prova di essere cittadini americani quando si recano alle urne. È il cosiddetto SAVE act. Infatti in circa 14 Stati è possibile votare senza mostrare il documento di identità, ma solo firmando un registro in cui si dichiarano le proprie generalità. The Donald ha parlato nuovamente delle elezioni dichiarando di voler vedere seggi onesti e che «se uno Stato non sa gestire delle elezioni, le persone dietro di me dovrebbero fare qualcosa». Il riferimento è alle elezioni del 2020, le elezioni “rubate” da Joe Biden, a cui molti sostenitori trumpiani credono fermamente – un’accusa che portò allo storico e tragico assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021 durante il quale morirono 5 persone.

Altre strategie

L’accusa che il presidente rivolge ai Dem è quella di far votare gli irregolari. Oltre alla nazionalizzazione del voto il Tycoon infatti minaccia di inviare agenti armati dell’Ice a piantonare i seggi per intimidire elettori ispanici e neri. Oppure la possibilità di limitare, ma anche impedire, il voto postale, statisticamente utilizzato maggiormente dagli elettori democratici. Infine la ministra della Giustizia Pam Bondi ha richiesto al governatore del Minnesota e altri Stati le liste degli elettori e i dati personali dei cittadini, scavalcando in qualche modo il principio di autonomia da Washington, con i Dem che denunciano già brogli elettorali.

Seggio elettorale in America: a novembre si terranno i midterms.
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