A quattro giorni dalle elezioni in Ungheria e dalla vittoria, Péter Magyar ha intrapreso un nuovo percorso nel segno del cambiamento radicale rispetto al recente passato. Tisza ha ottenuto 138 seggi in Parlamento, ovvero la maggioranza dei due terzi (il minimo era 133) che permetterà al nuovo governo di attuare le riforme necessarie per agire sullo stato di diritto e scongelare i fondi UE.
Tra le prime azioni del nuovo leader si segnala la richiesta delle dimissioni del capo di Stato Tamas Sulyok. Non si tratta di una novità, poiché già in campagna elettorale il futuro primo ministro ungherese aveva annunciato che gli avrebbe chiesto di farsi da parte qualora Tisza avesse avuto la meglio in sede di voto. La modalità è però “innovativa”.

L’altro grande scossone riguarda invece la tv pubblica, anche questo già anticipato in campagna elettorale. L’obiettivo di Magyar è quello infatti di sospendere il telegiornale pubblico, poiché accusato di aver operato come strumento di propaganda del sistema di Orban. E anche in questo caso, come nel precedente, la modalità è stata inedita.
Magyar chiede le dimissioni al suo presidente… sui social
«Tamas Sulyok è indegno di rappresentare l’unità della nazione ungherese. È inadatto a servire come custode della legalità. Non è idoneo a servire come autorità morale o modello di comportamento. A seguito della formazione del nuovo governo, deve lasciare immediatamente l’incarico». Con una foto pubblicata e un messaggio privo di equivoci sui suoi social, Péter Magyar ha di fatto esautorato il suo presidente.
I have arrived at the Sándor Palace to meet the President of Hungary.@DrTamasSulyok is unworthy of representing the unity of the Hungarian nation. He is unfit to serve as the guardian of legality. He is not fit to serve as a moral authority or a role model.
Following the… pic.twitter.com/aBChLJrv7K
— Magyar Péter (Ne féljetek) (@magyarpeterMP) April 15, 2026
Sulyok aveva da poco affidato al leader di Tisza di formare un nuovo governo in seguito ai responsi elettorali di domenica. Eletto due anni fa e con un mandato che scadrà nel 2029, l’attuale presidente ungherese è considerato un “burattino di Orban”, diretta emanazione dell’ormai ex premier. Considerato parte del sistema che ha condannato la nazione per oltre 15 anni, l’obiettivo della nuova maggioranza è fare piazza pulita del regime, a partire dall’apice.
Tra un nuovo servizio privato e lo stop al pubblico: il duro intervento dopo la prolungata assenza
«Mi guardo attorno ed è bello essere qua dopo un anno e mezzo, dopo il 26 settembre 2024. E’ stata l’ultima volta che sono stato qua. L’ultima volta in cui il leader del principale partito d’opposizione è stato ammesso qui». Così Magyar ha esordito nel suo primo intervento sulla tv pubblica (State TV M1) nei giorni successivi alla vittoria elettorale.

Il programma di Tisza prevede la sospensione del servizio di informazione pubblico, ritenuto compromesso a causa della poca imparzialità e della sottomissione al potere rappresentato dal governo Orban. «Fino al gennaio 2026 non mi avete invitato e non mi avete nemmeno fatto entrare. Nel caso vi foste dimenticati – prosegue Magyar – c’è stata anche una manifestazione qui. Ma non c’è problema, non ho rancore, nemmeno per il fatto che abbiate insultato me, la mia famiglia e chi è vicino a me».
Nonostante i tentativi della presentatrice di interrompere il discorso, il futuro premier ungherese ha ribadito con durezza l’intenzione del nuovo governo: «Metteremo fine a questa fabbrica di bugie con il nuovo governo. Sospenderemo subito questo servizio giornalistico ingannevole e ne creeremo uno indipendente, oggettivo. Sappiamo che non possa esserci un media perfetto. Ma quanto fatto qui dal 2010, avrebbe fatto leccare i baffi a Goebbels e al dittatore nordcoreano».