Una simulazione Nasa per capire come si vive su Marte

Quattro ricercatori (due uomini e due donne) per un anno vivranno come se si trovassero su Marte, all’interno di una base stampata in 3D. L’ultima simulazione organizzata dalla Nasa ha infatti l’obiettivo di capire come si viva sul pianeta rosso. L’interrogativo, che affascina da decenni (già se lo chiedeva David Bowie nel lontano 1971, quando cantava la hit mondiale Life on Mars), purtroppo è rimasto tuttora irrisolto, ma la svolta potrebbe essere vicina.

Come funziona la simulazione

Un’esperta di medicina, Kelly Haston; un ingegnere, Ross Brockwell; un esperto in medicina d’urgenza, Nathan Jones; una microbiologa, Anca Selariu. Sono questi i nomi delle persone che partecipano alla simulazione. I quattro lavoreranno per un anno in una struttura di 158 metri quadrati, chiamata Mars Dune Alpha, nell’area dello Johnson Space Center. Alla prima missione del programma Chapea (Crew Health and Performance Exploration Analog), saranno costantemente controllati. Potranno lasciare la loro nuova casa stampata in 3D solo per simulare passeggiate spaziali su Marte, nei 111 metri quadrati che ricalcano il suolo marziano.

Com’è fatta la base in 3D

La base dove soggiorneranno i ricercatori è dotata di tutti i comfort. Comprende quattro alloggi privati e un bagno in comune con doccia e servizi igienici. Poi postazioni di lavoro dedicate, una stazione medica e un’area lounge con giochi da tavolo, una console Play Station 3 e Super Nintendo. Utilizzando serre al coperto, i membri dell’equipaggio produrranno alimenti, come pomodori e verdure. In questo modo, la Nasa potrà valutare la qualità e l’efficacia del suo piano per coltivare cibo sul pianeta rosso. La loro spazzatura sarà analizzata dagli scienziati della Nasa, che lavorano per progettare prodotti utilizzabili nello spazio. Tra gli abitanti della base e il mondo esterno ci sarà un ritardo di comunicazione di 22 minuti, proprio come un giorno sperimenteranno gli astronauti quando, da Marte, comunicheranno con la Terra.

Più di un anno di isolamento

I quattro esperti non dimenticheranno facilmente l’avventura, soprattutto perché prevede un periodo di isolamento molto lungo. Mentre le simulazioni organizzate in precedenza dalla Nasa duravano circa 45 giorni, questa sarà di 378 giorni. L’obiettivo della prova è quello di fornire tutte le informazioni utili per pianificare la prima missione reale di astronauti su Marte. E chissà, magari anche dare una risposta, dopo oltre cinquant’anni, alla curiosità di David Bowie.

Andrea Achille Dell'Oro

Lecco, classe '98. Provinciale all'anagrafe, cosmopolita e poliglotta per vocazione. Di formazione classica, mi laureo con lode in lingue e letterature straniere (portoghese e russo) con una tesi sul cinema sovietico. Cultore della storia contemporanea e della letteratura greca, ossessionato dalla italo-disco e dall'estetica anni '80, slavista con una predilezione per l'architettura brutalista dell'URSS. Scrivo di attualità, politica, cronaca nera, musica e moda. Sogno di diventare un giornalista televisivo.

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