Trump attacca Papa Leone: «È un debole». Il Pontefice: «Io parlo del Vangelo»

È lo scontro tra il potere temporale e il potere spirituale. Ne parlava Dante Alighieri, ma oggi è più attuale che mai. Il presidente Usa Donald Trump e Papa Leone XIV sono ai ferri corti. Quando Prevost si insediò a Castel Gandolfo, tanti pensarono che l’America stesse imponendo la propria egemonia sul mondo, insinuandosi fino nelle mura della Chiesa. Invece questo Papa americano, nato a Chicago, si è posto da subito come una scomoda spina nel fianco del presidente Trump.

Leone parla di «delirio di onnipotenza»

L’attacco di oggi però segna una rottura senza precedenti tra la Casa Bianca e la Chiesa. A sei settimane dal conflitto in Iran, mentre erano in corso i negoziati in Pakistan, poi falliti, Papa Leone ha deciso di convocare una straordinaria veglia a San Pietro in cui ha spiegato che la preghiera è «argine al delirio di onnipotenza che si fa sempre più imprevedibile e aggressivo». Ma non solo: ha anche ricordato che «viene trascinato nei discorsi di morte persino il Nome santo di Dio, il Dio della vita», facendo riferimento sia agli Ayatollah sia agli uomini della casa Bianca.

L’attacco di Trump

Non si è fatta attendere la risposta di Donald Trump che si è sentito attaccato senza mezzi termini. A poche ore dalle parole di Prevost, il presidente Usa mentre si trovava a bordo dell’Air Force One, ha scritto sul social Truth un messaggio molto critico nei confronti del Papa, definendolo «debole sul fronte della criminalità e pessimo in politica estera».

Dalla politica estera al Vaticano

«Non voglio un Papa che trovi terribile il fatto che l’America abbia attaccato il Venezuela, un Paese che stava inviando enormi quantità di droga negli Stati Uniti e che, ancor peggio, stava svuotando le proprie carceri riversando nel nostro Paese assassini, spacciatori e criminali violenti», ha attaccato ancora il tycoon.

Trump ha poi insistito, accusando Papa Leone di «ritenere accettabile che l’Iran possieda l’arma nucleare. Non voglio un Papa che critichi il presidente americano poiché sto facendo esattamente ciò per cui sono stato eletto, con una vittoria schiacciante, vale a dire portare la criminalità ai minimi storici e creare il più grande mercato azionario della storia». Trump ha poi proseguito dicendo «se io non fossi alla Casa Bianca, Leone non sarebbe in Vaticano». E ha continuato «Leone dovrebbe essermi grato perché, come tutti sanno, la sua nomina è stata una sorpresa sconcertante».

Il fratello del Papa

Il tycoon ha poi affermato di preferire «di gran lunga suo fratello Louis perché è totalmente Maga. Lui ha capito tutto». Louis Prevost, 73 anni, è il primo dei tre figli cresciuti da Mildred e Louis Marius nel South Side di Chicago. È un ex militare che si è ritirato a Port Charlotte in Florida ed è autore di una serie di post su Facebook che ne descrivono alla perfezione l’animo trumpiano aderente all’ideologia Maga.

La risposta di Prevost

Papa Leone XIV a bordo del suo volo verso Algeri, ha affermato: «Non ho paura dell’amministrazione Trump. Io parlo del Vangelo. Non sono un politico. Non ho intenzione di fare un dibattito con lui. Il messaggio è sempre lo stesso: la pace. E lo dico per tutti i leader del mondo. Cerchiamo di finire questa guerra».

Chiara Balzarini

Milanese, classe '98. Per mestiere mi occupo di attualità, cronaca ed esteri. Per passione scrivo di cavalli e sport equestri per CavalloMagazine con cui collaboro. Sempre alla ricerca della domanda giusta al momento giusto

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