Maldive, recuperati i corpi dei quattro sub intrappolati nella grotta di Alimathà

Sono stati recuperati tutti e 4 i corpi dei sub dispersi da giovedì in una grotta a 60 metri di profondità ad Alimathà, alle Maldive. Si tratta della professoressa Monica Montefalcone, di Giorgia Sommacal (figlia della docente), la biologa marina Muriel Oddenino e il biologo Federico Gualtieri. Finora era stato recuperato solo il cadavere di Gianluca Benedetti, capobarca e istruttore di sub. La sua salma è già arrivata in Italia.

LA SQUADRA FINLANDESE

Le operazioni di recupero sono state affidate a tre sommozzatori finlandesi della Fondazione Dan: si tratta di Sami Paakkarinen, Jenni Westerlund e Patrik Grönqvist. Sono altamente qualificati e abilitati a scendere fino a 100 metri. Alla missione avrebbe dovuto unirsi anche un italiano, ma trattandosi di un militare in servizio che non ha avuto l’autorizzazione a partire. La squadra ha avuto a disposizione robot e droni sottomarini oltre anche attrezzature molto avanzate come potenti scooter subacquei e i “rebreather” a circuito chiuso che consentono di riciclare i gas respiratori fondamentali per tutta la durata della missione.

LA TERZA CAMERA E L’IPOTESI DELL’EFFETTO VENTURI

Secondo quanto riportato da fonti maldiviane, anche se non ancora confermato, i 5 si sarebbero infilati in un cunicolo derivante dalla seconda camera della grotta. Questa, infatti, non presenterebbe pareti lisce, ma ramificazioni minori. Pensando che fosse l’uscita, il gruppo potrebbe aver preso la direzione sbagliata, anche in mancanza della “corda guida” che avrebbe permesso di ritrovare la strada verso la superficie.

Una simulazione dell’effetto Venturi all’interno delle grotte

Un’altra ipotesi che ha preso piede nelle ultime ore è quella che i sub siano stati sorpresi dall’effetto Venturi. Scoperto dal fisico italiano Giovanni Battista Venturi a cavallo tra il Settecento e l’Ottocento, questo principio fisico descrive il comportamento di un fluido in un condotto e come, all’incontro di un restringimento, la sua velocità aumenti per continuità. Per la legge di Bernoulli l’aumento di velocità nei cunicoli corrisponde ad una diminuzione della pressione generando una depressione che crea un forte (e potenzialmente letale) risucchio. Nel caso della grotta di Alimathà la conformazione delle tre camere potrebbe aver creato un risucchio di questo tipo intrappolando i sub al loro interno il tutto unito al fatto che un forte sollevamento di sedimento possa contribuire ad azzerare la visibilità inducendo a disorientamento.

UNA MISSIONE MOLTO DIFFICILE

Le operazioni di recupero dei corpi erano state sospese dopo la morte per embolia di un sub delle forze armate maldiviane lo scorso sabato. Nella giornata di lunedì 18 maggio invece il team dei tre specialisti finlandesi ha di nuovo dato il via alle ricerche, individuando così i 4 corpi. Da lì il piano per il recupero di due corpi per volta nelle giornate di ieri, e due nella giornata odierna. La Fondazione Dan, a cui loro appartengono, ha fatto sapere che ci vorranno diversi giorni per concludere l’operazione di indagini in sicurezza. Ogni intervento della durata di circa tre ore ciascuno è stato concluso con successo, ma gli esperti hanno avvertito che la missione si sarebbe potuta interrompere in qualunque momento se le condizioni o la visibilità fossero peggiorate.

ANCORA MOLTI DUBBI: APERTA L’INCHIESTA

Resta da capire perché il gruppo di 5 sub italiani si trovasse lì. Due indagini sono state aperte, una portata avanti dalle autorità delle Maldive e una dalla Procura di Roma. Solo le indagini chiariranno lo scopo dell’immersione, quanto siano andati in profondità e se avessero le autorizzazioni per farlo. Carlo Sommacal, marito della professoressa Montefalcone e padre di Giorgia Sommacal, entrambe morte nell’immersione, ci ha tenuto a ricordare quanto sua moglie fosse non solo incredibilmente esperta ma anche molto scrupolosa e attenta a rispettare la burocrazia e le autorizzazioni. Mai avrebbe messo in pericolo la vita di sua figlia, afferma. Anche se le analisi sul corpo hanno già evidenziato un’anomalia: la muta era corta e non idonea ad immersioni a quelle profondità.

Inoltre, il tour operator Albatros con cui i sub stavano viaggiando ha dichiarato: “Nessuno dei cinque aveva il brevetto per l’immersione in grotta”. Forse i filmati registrati dalla telecamera GoPro indossata dalla professoressa durante l’escursione potranno aiutare a fare chiarezza.

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