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Tra Venezuela e USA, i giacimenti petroliferi della Guyana Esequiba

La Guyana Esequiba è una regione della Guyana compresa tra i fiumi Cuyuni e Essequibo. Il Venezuela rivendica come proprio questo territorio da circa due secoli. Il contenzioso geopolitico si è esacerbato negli ultimi tempi. La causa: la scoperta di ingenti risorse petrolifere nel 2015 in Guyana da parte del colosso statunitense ExxonMobil che ne ha ottenuto lo sfruttamento.

A riaccendere la tensione tra i due Stati ci ha pensato il segretario di Stato americano Marco Rubio. Durante una conferenza stampa a Georgetown ha messo in guardia Caracas sulle possibili conseguenze di un attacco o di un’azione contro il suo vicino ricco di petrolio. «Se loro attaccassero la Guyana sarebbe una giornata molto brutta. Finirebbe male».

Come si è arrivati a questo

Dieci anni fa ExxonMobil ha scoperto un enorme giacimento petrolifero al largo delle coste della Guyana che, di anno in anno, si rivela più prolifico e promettente. L’estrazione nelle acque atlantiche dal blocco “Starbroek” si aggira sui 630 mila barili di greggio al giorno. Nel 2024 il progetto ha generato ricavi per oltre 11,5 miliardi di dollari, con un aumento del 23% sull’anno precedente, e quasi 8 miliardi di profitti.

Le sorti del piccolo Stato sudamericano della Guyana sono salite al centro del dibattito internazionale dopo che Caracas ha lanciato un referendum, condannato dalla Corte internazionale di giustizia, per annettere circa due terzi del Paese. Le ragioni che hanno spinto il presidente del Venezuela Valentìn Maduro a questa mossa, che sta generando nuove tensioni nell’area caraibica, sono due. Rilanciare quella che il presidente considera una questione di identità nazionale per ragioni di consenso. Tentare di accaparrarsi un territorio ricco di materie prime e dal grande potenziale economico.

La reazione di Caracas

«Imbecille», così Maduro ha definito Marco Rubio in un evento trasmesso in diretta tv. E ha proseguito «nessuno minaccia il Venezuela perché questa è la patria dei liberatori, questa è la patria di Bolìvar». Inoltre la vicepresidente del Venezuela, Delcy Rodríguez, ha accusato gli Stati Uniti e la Guyana di «attentare alla pace e alla stabilità» della regione, chiedendo a Georgetown di fermare lo sfruttamento del petrolio nelle acque del Mare dei Caraibi rivendicate da Caracas.

Rodríguez, che è anche ministra degli Idrocarburi, ha definito il presidente del Paese vicino, Mohamed Irfaan Alí, «lo Zelensky dei Caraibi» che «con pantaloni stretti occupa la Segreteria di Stato degli Stati Uniti per convincere Marco Rubio a minacciare il Venezuela». Ha aggiunto che «entrambi attentano alla pace e alla stabilità della nostra regione». «Lo Zelensky dei Caraibi disprezza il dialogo rifugiandosi in azioni di stampo bellicoso» ha continuato Rodríguez. Ha poi chiarito che «il Venezuela non cederà mai i suoi diritti sulla Guayana Esequiba né si lascerà intimidire da chi disprezza il diritto internazionale».

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