Eccentrico. Accattivante. Senza peli sulla lingua. Mascherato da Elvis Presley, TonyPitony sta conquistando la scena musicale e il cuore degli italiani. Con i suoi testi trash e sessualmente espliciti l’artista siciliano approderà sul palco di Sanremo in occasione della serata cover a fianco della cantante Ditonellapiaga.
L’artista mascherato
Il nome d’arte è più un marchio della sua follia creativa, che un’identità reale. Perché, in realtà, nessuno sa chi realmente si celi dietro il nome di TonyPitony. Nato a Siracusa, o così si pensa, inizia a farsi conoscere dal grande pubblico nel 2020. Partecipa alle audizioni di XFactor, dove viene scartato, e continua a pubblicare i suoi singoli sulle piattaforme digitali come Youtube, ottenendo i primi grandi numeri sui social media, come TikTok.
L’esplosione mediatica arriva a fine 2025, con la diffusione della sua canzone Donne Ricche, che diventa protagonista sui nuovi social. Ma l’artista non è mai stato solo confinato alle app: TonyPitony musicista lo è davvero. Nasce attore, ha studiato anni e lavorato come performer nei teatri del West End di Londra, fino a raggiungere come cantante il palco del Fabrique di Milano con un Live andato sold out. Fino a qualche mese fa ha continuato a lavorare e fare della musica e del teatro un hobby. Inizia questo 2026 con la pubblicazione della sigla ufficiale del Fantasanremo, intitolata Scapezzolate.

Suoni melodici e linguaggio irriverente
Culo, Striscia, Mi piacciono le nere e Ossa grosse. Sono solo alcuni dei singoli hit di Tony, che uniscono un linguaggio politicamente scorretto a musicalità che variano dagli anni ’60 alla musica elettronica, una dualità costante tra leggerezza e ricerca di profondità che caratterizzano il personaggio stesso e la sua musica. L’immagine di un mito sacro, Elvis, che toglie la maschera – anzi, nel caso di Tony la indossa – per abbattere le distanze con il pubblico e presentarsi come «lo zio brillo che durante la cena canta la canzone sporca», racconta il cantante ai microfoni di Radio Deejay. E a chi gli consiglia di fare musica “più seria”, lui risponde «Non sarei qui. È un marameo il mio, nient’altro. Sei pazzo se pensi che sia altro».
Anche la scelta della maschera, è tutt’altro che studiata: «Avevo tre maschere: questa, quella del Fantasma dell’Opera, e una maschera veneziana bruttissima. Alla fine ho scelto Elvis. Ma non l’ho creata io: chiunque la può comprare ovunque». Ancora Tony vuole desacralizzare la sua figura da popstar, abbassandosi a uomo comune, dimostrando che quanto fatto lo può fare chiunque. Nel frattempo, qualcuno gli ha anche ricordato che non è il primo ad utilizzare la maschera di Elvis per impersonare l’esuberante popstar. Su Instagram, Elio e Le storie Tese hanno pubblicato una foto risalente al 2013 di Luca Mangione con indosso la stessa maschera che recita “Mangony pitony?”.

«La mia forma è terra terra: la maschera fa schifo, c’ho la panza, non sono un sex symbol», continua Tony, «questo è un progetto che dovrebbe accogliere chi lo sa capire. Secondo me Tony lo scegli, […] o quasi, non lo trovi». Imprevedibile. Versatile e dinamico. Non finisce di stupire e per alcuni è già un genio satirico che usa il trash e la provocazione per mettere la società davanti a uno specchio. Per altri è solo una macchietta che verrà lavata molto presto. Ma il fatto che se ne parli da settimane dice una cosa sola: Tony Pitony non lascia indifferenti.