Se per decenni Donald Trump ha incarnato il simbolo del magnate immobiliare che ha fatto dei grattacieli di Manhattan e del mattone le fondamenta del suo impero finanziario, oggi il cemento ha lasciato spazio ai blocchi delle blockchain. Secondo il rapporto di 927 pagine in merito ai redditi dichiarati dal Presidente e rilasciato dall’Office of Government Ethics statunitense, le criptovalute sono diventate la principale fonte di guadagno personale di Trump.
Le casse del tesoro
I numeri parlano di un guadagno netto nell’ultimo anno di oltre 1,2 miliardi di dollari. La piattaforma di finanza decentralizzata lanciata insieme ai figli World Liberty Financial ha generato oltre 550 milioni di dollari attraverso la vendita di token di governance, ovvero criptovalute speciali che funzionano come azioni di voto digitali all’interno di un progetto basato sulla blockchain. Quando una società o un progetto crypto decide di non essere gestito da un consiglio di amministrazione tradizionale, ma dalla sua stessa comunità, emette questi token. A questi si aggiungono 260 milioni derivanti dalla cessione di quote societarie.
Parallelamente, la sua società CIC digital, che si occupa di monetizzare il “brand Trump” attraverso nuove tecnologie e commercio elettronico, ha incassato più di 635 milioni di dollari. Questo grazie alla vendita dei diritti di licenza commerciale della sua immagine e ai meme coin ufficiali $TRUMP.

Guadagni riservati a pochi
Mentre Trump e la sua famiglia registrano profitti miliardari dal business digitale, i piccoli risparmiatori che avevano investito negli stessi token hanno dovuto fare i conti con una dura speculazione. Il token ufficiale di World Liberty Financial ha infatti perso circa l’80% del suo valore dal momento del lancio. Mentre diverse monete celebrative e meme coin dedicate al Presidente hanno registrato crolli verticali al 98% rispetto ai picchi massimi registrati.
Questo scenario ha inevitabilmente aperto un acceso dibattito politico ed etico a Wahington. Lo stesso Trump che in passato definiva i Bitcoin «una truffa basata sul nulla», vuole ora trasformare gli Stati Uniti nella capitale mondiale delle crypto. L’amministrazione Trump sta lavorando in questi mesi per una deregolamentazione del business digitale, e ha anche proposto la creazione di una riserva strategica nazionale di Bitcoin. L’opposizione ha sollevato però forti dubbi sul conflitto di interesse della Casa Bianca, che vuole riscrivere le regole di un mercato di cui è il principale beneficiario.